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lunedì 14 giugno 2021

Breve riflessione sulla "green economy"...

Breve riflessione, in tre punti, sulla cosiddetta "green economy":

1) E' più che mai indispensabile, oggi, sostenere e promuovere fonti energetiche che siano "pulite" dall'inizio alla fine del loro ciclo (ad esempio: siamo sicuri/e che l'utilizzo massivo di auto/bici elettriche sia sostenibile? Quali scenari si potrebbero aprire, di fronte alla necessità di dover smaltire milioni/miliardi di batterie?). 

2) Il Capitalismo, che è molto bravo a "trasformarsi", ha già indossato i "panni ecologisti" per poter continuare a fare il suo "lavoro" indisturbato (ossia vendere il più possibile, ad ogni singola persona, senza guardare in faccia a niente e nessuno). Occorre, quindi, porre molta attenzione a tutto ciò che ci viene propinato come "green" (specie se proviene da grosse multinazionali).

3) L'unica strada per cambiare davvero le cose, forse, è puntare sull'utilizzo di beni/servizi/oggetti comuni (punto che, a mio avviso, dovrebbe andare di pari passo con il primo)... Sarebbe anche auspicabile che, almeno sui primi due (beni e servizi), ci sia un forte controllo - se non addirittura una gestione diretta - da parte dello Stato.

(Continua...)

... Cosa ne pensate :) ?

lunedì 17 maggio 2021

L'Amore per gli animali...

Un altro risultato di questo clima da "finto perbenismo", da "radical chic con lo spritz in mano", è che non si può più fare ironia nemmeno sugli animali...

Intendiamoci: l'Amore per i nostri amici a quattro zampe è un qualcosa di meraviglioso, e di sacrosanto. Tuttavia, siamo in una Società in cui ci si scandalizza molto di più per un gesto rivolto ad un cane, che ad un bambino.

Personalmente trovo che questo voler elevare gli animali al rango di Umani, o addirittura ancora più in alto, sia una delle tante "storture" di un Capitalismo ormai fuori controllo. 

Insomma: cerchiamo di dare una giusta dimensione, e un giusto valore, alle cose...

lunedì 28 dicembre 2020

Riflessioni sul vaccino anti - Covid (e dintorni)...

Sul vaccino anti - Covid ci sono troppi "estremismi estremi" (come su ogni cosa, del resto): da una parte l'eccessivo (seppur comprensibile) entusiasmo, dall'altra la sempre più stupida e dilagante "filosofia no - Vax".

È vero: questo vaccino potrebbe non funzionare. Potrebbe, persino, avere effetti collaterali ancora sconosciuti. È stato preparato velocemente, e il Coronavirus è l'ignoto... Siamo tutti, dall'ultimo barbone per strada fino al Presidente degli Stati Uniti, completamente nel campo “dell'ignoto e delle ipotesi". Dovremmo anche tenere sempre ben accesa, in una remota parte del nostro cervello, l'ipotesi che - di questo piccolo, infinitesimale, infido, esserino - potremmo non liberarcene MAI (o potrebbe arrivare qualcosa di nuovo, persino peggiore). La "Vita normale", quella che conoscevamo un anno fa, potrebbe non ritornare MAI PIU’. Ne siamo consapevoli? Bene: evitiamo allora, almeno per ora, facili quanto vacui entusiasmi.

Premesso tutto ciò, ben venga il vaccino. Pochi ca**i: i vaccini, unitamente agli antibiotici, hanno preservato la Vita e consentito all’Umanità di progredire. È giusto che "beni comuni" così importanti siano lasciati in mano alle multinazionali del farmaco (multinazionali votate, nella maggior parte dei casi, al profitto più becero)? No, assolutamente. Per conto mio, tutto ciò che è essenziale alla Salute umana dovrebbe essere “pubblico” e gestito dallo Stato (nessun brevetto, vendita, o altro… A Cuba, ad esempio, stanno facendo esattamente così).

Ora, però, c’è ben poco da “filosofeggiare” o auspicare “Mondi perfetti”. Vogliamo lasciare che muoiano 700 / 800 / 900 vecchi – ma anche medici, malati cronici, obesi ed altri - ogni giorno (70.000 persone, in nemmeno un anno)? Possiamo anche benissimo decidere di farlo… Il Capitalismo, il Sistema (quello che voi, cari amici no – Vax, pensate di contestare), ne sarebbe solamente che felice. Mi/vi domando, però: è “etico”, tutto questo? Non credo. Credo che essere degli “alternativi”, oggi, significa riuscire a provare Empatia con le fasce più deboli (esattamente quello che ha detto il punto di riferimento di un agnostico come me: Papa Francesco). Essere degli “alternativi” – oggi - significa andare a vaccinarsi, seppur con tutti i dubbi e le paure del caso (assolutamente legittimi). Per carità: il vaccino lasciamolo pure “facoltativo”, per ora (a patto che ci sia un sufficiente numero di persone disponibili a farlo… In caso contrario, proprio per quel principio di “solidarietà” e “responsabilità sociale” di cui parlavo prima, credo che andrebbe reso obbligatorio. E non parlatemi, per piacere, di “dittatura sanitaria”: qualcuno di voi, forse, pensa sia dittatoriale levare la patente ad un ubriaco che guida? Non credo...).

Insomma: siamo in un Periodo Storico in cui non possiamo più permetterci di “complottare”, “dubitare”, mettere in dubbio qualunque cosa. Questo è il tempo di “fidarci”, ed “affidarci”: alla Scienza, allo Stato, a noi stessi, al nostro prossimo. Certo: la fiducia non va “tradita” (in quel caso, è giusto pagare ed essere “risarciti”).

Adesso, però, in questo preciso momento, non possiamo fare altro che mettere da parte i nostri “egoismi personali”, e - pur tenendo alta l’attenzione – combattere tutti insieme per uscire dal tunnel.

venerdì 6 marzo 2020

Un paio di aspetti positivi del Capitalismo...

Sono, e resterò sempre, contrario al Capitalismo. Tuttavia, quando esso ha degli aspetti positivi vanno riconosciuti...

Con poco meno di 100 euro, ho iniziato a comandare un sacco di cose solamente con la voce: tv (normale, non "smart"), stereo, lampade/lampadine, e vari altri apparecchi.

Ecco... Non dico che mi è cambiata la vita. Tuttavia, vi posso assicurare che - per uno come me (senza braccia e senza gambe) - avere questo tipo di autonomia non è affatto banale o insignificante.

Riflettevo quindi che, anche in un differente sistema economico/sociale (la cui nascita è auspicabile... Il Capitalismo, lo dimostra ancora di più questa crisi sanitaria, è assolutamente fallimentare), certi "meccanismi virtuosi e vantaggiosi" andrebbero mantenuti...

lunedì 13 marzo 2017

Le mie Opere del Cuore (1)

Spesso, come capita a tutti gli artisti, mi viene domandato a quale corrente o periodo storico mi ispiri. Ogni volta, purtroppo, mi trovo in difficoltà nel dover rispondere a questa domanda... Non c'è, infatti, un movimento specifico a cui sento di rifarmi o che muove le mie idee nel momento in cui creo. Ci sono, piuttosto, singoli artisti (di stili, ed epoche, anche molto differenti) che mi hanno sempre affascinato per le loro vite particolari e/o per il loro modo di “fare Arte”. Ancora più dei pittori stessi, però, ci sono opere specifiche che (fin da piccolo) hanno colpito la mia mente e nutrito il mio immaginario poetico e creativo. Sono quadri unici, con una vena profonda e messaggi immensamente vibranti. Eccone un paio...

L'urlo – di Edvard Munch

«Una sera passeggiavo per un sentiero... Da una parte stava la città, e sotto di me il fiordo. Mi fermai, e guardai al di là del fiordo... Il sole stava tramontando, le nuvole erano tinte di rosso sangue. Sentii un urlo attraversare la natura: mi sembrò quasi di udirlo. Dipinsi questo quadro... Dipinsi le nuvole come sangue vero. I colori stavano urlando.»

Queste sono le parole, bellissime e intense, che Edvard Munch ha utilizzato per descrivere la sua opera più celebre. E' un quadro nato nel 1893 (cartone con olio, tempera e pastello), realizzato in ben quattro versioni.

L'uso di colori irreali, contrastanti, e dissolti, tende a voler alterare la realtà e i soggetti... Il risultato finale è una scena dal forte impatto psichico. Vi è mai capitato di fermarvi ad osservare, a lungo, quest'opera particolarissima? Se sì, cosa avete provato? A me, come credo un po' a tutti, provoca angoscia... In particolare, però, mi fa nascere riflessioni e collegamenti con la vita e il mondo contemporaneo (questo è un piccolo miracolo che solo la vera Arte riesce a realizzare... Ovvero, essere profondamente attuale in ogni epoca - anche a distanza di centinaia di anni dal momento in cui viene creata).

In questa nostra Società, a mio avviso, è molto facile ritrovare lo stato emotivo dell'angoscia. Siamo immersi in una vita frenetica (all'apparenza ricca di tutto), con milioni di altri esseri umani... In teoria, non dovremmo mai sentirci soli! Eppure, quante volte vi è capitato di sentirvi come l'uomo su quel ponte? Quante volte vi è capitato di “urlare silenziosamente”, e di avere l'impressione che nessuno sentisse il vostro grido? Ecco, dunque, che “L'urlo” (un'opera nata nel 1900) diventa cronaca e fermo immagine perfetta del nostro Tempo presente.

La mente umana, la psiche, ed i rapporti sociali, sono un grande bacino d'ispirazione artistica (forse ancora troppo poco utilizzato). Io stesso, seppur maggiormente per i testi letterari, ne attingo a piene mani. Credo che “L'urlo”, più di qualunque altra, sia l'opera che riesce a rappresentare perfettamente e plasticamente uno stato mentale...

Penso, inoltre, che se ci fosse un messaggio finale che tutti potremmo cogliere da questo grande capolavoro, sarebbe quello di cercare sempre rapporti veri. In questo nostro tempo, c'è un disperato bisogno di sincerità, onestà, e amore “senza secondi fini” (tutti unici, e veri, antidoti contro l'angoscia)...

Il Quarto Stato – di Giuseppe Pellizza da Volpedo

Il secondo grande “filone” che amo, nell'Arte, è quello dell'impegno sociale e politico (non partitico). Fin da bambino, forse anche complice il fatto di essere cresciuto nelle terre del suo autore, ho sempre adorato il quadro “Il Quarto Stato”.

Quest'opera, un olio su tela - attualmente conservato nel Museo del Novecento di Milano -, è prepotentemente bella. L'immagine di una schiera di braccianti agricoli che avanzano frontalmente, “capeggiati” da due uomini e da una madre con il proprio figlio in braccio, ha intrinseco in sé un qualcosa di epico e rivoluzionario!

L'artista, come noto, non ha voluto rappresentare semplicemente uno sciopero dei lavoratori... Ha riprodotto, piuttosto, il preciso momento in cui la classe operaia (il “quarto stato”, per l'appunto) s'impone sulla scena. E' l'istantanea, senza tempo, di tutti quegli “ultimi” che rivendicano i propri diritti verso le “classi superiori”.

Non è forse, anche questa, una situazione che potrebbe essere stata dipinta ai giorni nostri? La realtà che vivevano allora non ha molto a che fare con la nostra? In questi ultimi anni, causa la crisi economica, siamo stati spesso abituati a vedere immagini simili: fabbriche che chiudono, lavorati cassintegrati (se non addirittura licenziati), manifestazioni di piazza per gridare che si esiste e non si è semplici pedine da usare e gettare via...

Questa, dunque, è un'altra opera (come “L'urlo” di Munch, vista prima) quanto mai attuale... E' stata dipinta nel 1901, ma i problemi di allora sono gli stessi di sempre.

La Storia si ripete uguale. Gli uomini, al contrario, non imparano mai nulla. Non imparano dai propri errori. L'Arte, in questo campo, potrebbe giocare un ruolo fondamentale: denunciare tutto ciò che non va, e indicare possibili strade e soluzioni alternative.

Pellizza da Volpedo, in merito, era molto lungimirante... Già da allora, infatti, auspicava (anche, e soprattutto, attraverso la cultura) il progresso dell'umanità verso la costruzione di una Società migliore.

A tal proposito, per concludere, voglio citarvi una frase di questo grande Maestro... Essa riassume perfettamente, in poche parole, tutto quello che ho cercato di trasmettervi in un intero articolo:

Non è più il tempo di fare dell'Arte per l'Arte, ma di fare dell'Arte per l'Umanità”...

Anima Blu

sabato 21 gennaio 2017

Riflessioni "filosofiche" sull'Arte...

In questo nuovo articolo, desideravo condividere con voi alcune riflessioni che ho fatto (negli anni) sul tema dell'Arte. Sono considerazioni nate dalle risposte che ho tentato di dare a domande che, da sempre, affollano la mia mente. Naturalmente, come tutti i ragionamenti “filosofici” (o pseudo-tali), possono essere assolutamente fallaci... Non sono, né vogliono essere, “verità assolute” e/o lezioni di alcun tipo. E', semplicemente, il mio punto di vista sull'argomento. Buona lettura...

1) Che cos'è l’Arte...

L'Arte, per me, è tutto. Potrebbe sembrare la solita frase ad effetto, ma non lo è. Quando dico che “l'Arte è tutto”, intendo questa definizione proprio nella sua interpretazione letterale. Sono infatti convinto che l'Arte, prima di essere un insieme di pratiche e discipline, è soprattutto un Principio... Un Principio che avvolge tutto e tutti, in ogni singolo istante dell'esistenza. Il Principio dell'Arte, o se preferite della Creatività, è un fattore determinante e imprescindibile della vita dell'Uomo (come lo sono il Tempo, lo Spazio, e altri elementi indipendenti dalla volontà umana...).

Esso è presente in mille svariati momenti, e situazioni, della nostra giornata. Può essere artistico, ad esempio, il modo in cui una persona parla o si esprime. Può essere artistica l'idea geniale di un imprenditore, la soluzione ad un problema, le modalità con cui organizziamo e classifichiamo le nostre giornate. Può essere Arte, insomma, tutto ciò che viene pensato, o reinterpretato, in chiave creativa. Il Principio della Creatività/Creazione è il più vasto, e nobile, strumento che l'Uomo ha a sua disposizione per riuscire a vivere e migliorare la propria esistenza. E' stata proprio la Creatività, infatti, a sospingere l'Uomo nel suo processo evolutivo. Se oggi siamo quello che siamo, è anche grazie e soprattutto “all'Arte allo stato latente” (a me piace definirla così...). Questo Principio “latente” si trasforma, poi, in Arte vera e propria, quando s'incanala nelle discipline che tutti conosciamo (pittura, scrittura, musica, danza, eccetera). Ciò che, a mio avviso, accomuna “Arte allo stato latente” e “Arte rivelata” è proprio il concetto di miglioramento della vita dell'Uomo. Se, infatti, un'idea creativa può aiutare a migliorare la vita pratica di una persona, l'Arte “rivelata” agisce direttamente sulla parte psichica ed emozionale dell'Uomo.

L'Arte è quindi, per me, un formidabile strumento di comunicazione, volto all'osservazione della Realtà circostante e alla sua reinterpretazione in chiave poetica (con l'obiettivo finale di coinvolgere e, se possibile, migliorare l'esistenza di tutti coloro che ne entrano in contatto).

2) L’Arte ha la funzione terapeutica di lenire il disagio quotidiano...

L'Arte è strettamente correlata con il tema del dolore. Basti pensare ai più grandi artisti della storia (di qualunque campo espressivo essi fossero: pittura, musica, o altro...): la maggior parte erano persone assolutamente tormentate, con alle spalle vite terribili. L'Arte migliore nasce proprio dai momenti di dolore, come strumento di comunicazione della propria sofferenza (… o come metodo per esorcizzare la stessa). La funzione di lenire il disagio quotidiano è intrinseca all'Arte stessa... Essa, infatti, è uno strumento naturale per riuscire a “mettersi in contatto” con la parte migliore di noi. Quando ci cimentiamo in espressioni artistiche, tiriamo fuori il meglio... Facendo ciò curiamo, automaticamente, il nostro dolore (seppure per un tempo limitato).

Anche per me è sempre valso, e vale tutt'ora, questo principio: l'Arte è ciò che mi ha aiutato maggiormente, di fronte ai momenti di dolore che ho incontrato nella mia vita (… e sono stati parecchi, a partire da una condizione fisica estremamente dura). Ancora oggi, quando mi approccio all'Arte, divento una persona “migliore”: l'espressione creativa mi dà ogni volta conferma dei miei punti forti... Grazie ad essi, poi, riesco a superare il dolore.

Insomma, l'Arte fa solo bene.

3) Il rapporto fra la Società attuale, e l'Arte...

L'Arte, come ogni altro aspetto della vita dell'Uomo, è stata umiliata e subordinata al valore del Capitalismo. Perché? Perché, come dicevo prima, l'Arte è uno di quegli strumenti che ti mette in contatto con la parte migliore di te stesso (ciò che, a me, piace chiamare Anima)... Soprattutto, essa esalta le caratteristiche individuali (e non individualistiche...) di ciascuno.

Tutto ciò che è Cultura, in genere, ti spinge a capire chi sei e a ragionare con la tua testa. Questo, naturalmente, al Capitalismo (e alla Società che su esso è fondata) non piace per niente.

4) L’Arte ha il potere di cambiare una persona, facendole sviluppare una coscienza critica...

L'Arte, come già detto, ha il “potere” di metterti in contatto con te stesso.

Se hai già una tua coscienza critica formata, l'Arte ti aiuta nel confermarti in essa. Se invece ancora non ne hai una, o l'hai molto nebulosa, essa ti guida nel formarla e maturarla. Mi si potrebbe rispondere: non esistono persone che vivono senza una coscienza. Invece no. In questa Società, a parer mio, ci sono tantissime persone che ne sono “sprovviste”. Molte “assumono” a propria coscienza quella di altri, o del “gruppo sociale” a cui appartengono. Molte altre, addirittura, non hanno nemmeno mai ragionato su talune questioni (perché troppo coinvolte da falsi “ideali”, e dagli impegni costanti di una vita frenetica).

Ecco perché, a mio avviso, è importante sostenere e divulgare l'Arte e la Cultura (fin dalla più tenera età). Non esistono persone “portate” a sviluppare particolari coscienze critiche, e altre no. Siamo tutti potenziali serbatoi di buoni pensieri. L'importante è rendere la Cultura “accessibile” a tutti, per far sì che tutti possano sviluppare una propria coscienza critica (e quindi migliorarsi).

Bisogna costruire una Società che spinga le persone a guardarsi dentro, a capire chi si è davvero, a VIVERE ad OCCHI APERTI.... Solo così possiamo sperare di migliorare la situazione.

Anima Blu

mercoledì 20 maggio 2015

La bellezza dell'Arte...

Spesso, grazie alle attività che svolgo, mi capita di prendere parte ad appuntamenti culturali in cui, con molta semplicità, si raggiungono altissimi livelli di performances artistiche. Questo mi conferma, ogni volta, un'idea in cui credo molto: l'Arte ha bisogno di poco, o nulla. L'Arte è quella Realtà, astratta ed intangibile, che si può concretizzare ovunque… E' un velo sottile, impercettibile, che appena tocca terra si trasforma in un fiume impetuoso e fragoroso. E' un fiore che sboccia ogni qualvolta l'Artista desidera farlo rinascere. E' un libro che, non appena lo apri ed inizi a leggerlo, ti spalanca le porte di un'altra Dimensione (al contrario, quando è chiuso, non disturba e non obbliga nessuno…).

Questo è ciò che più amo dell'Arte: il piccolo, grande, “miracolo” che si ripete ogni qualvolta essa viene creata o presentata al pubblico… Così può succedere che anche dentro ad un piccolo e raccolto anfiteatro, con davanti a te qualche decina di persone, un microfono ed alcuni amplificatori, l'Arte riesca comunque a librarsi in tutta la sua magnificenza.

Tutto ciò, a mio avviso, è anche un insegnamento per la nostra Società… Il Capitalismo, e la logica del “profitto a tutti i costi”, sono riusciti a piegare buona parte del mondo della Cultura all'idea che anche ciò che è Arte vada imprigionato in mille fronzoli e complicazioni. In questo modo, fra gli “addetti ai lavori”, si è diffusa l'idea che non si possa fare “Poesia” senza grandi capitali… Il risultato finale è che vengono considerati degni di nota solo i cosiddetti “grandi eventi culturali”, con personaggi illustri e ingaggi milionari. Questo, per fortuna, non è l'unico modo di fare Arte…

Seppur può essere molto emozionante salire su un grande palco, con di fronte a te migliaia di persone, lo è altrettanto guardare negli occhi ogni singolo componente del pubblico, in uno spazio piccolo e confortevole… Cosa c'è di più poetico del riuscire ad ascoltare, in silenzio, il rumore del respiro di chi è venuto ad ascoltarti? Nulla.

Questa è la bellezza del riuscire a fare Arte dovunque, comunque, in semplicità (in un Mondo che, magari, va nella direzione opposta).

… Buona Arte a tutti!

Anima Blu

Chiunque fosse interessato ad organizzare un mio evento artistico, può scrivermi all'indirizzo info@animablu.eu . Maggiori info su www.animablu.eu .

venerdì 24 gennaio 2014

Nel nome della Pace...


Alcuni giorni fa, precisamente il 2 gennaio, ho partecipato ad un evento denominato “I percorsi feriali della Pace... nel nome di Don Tonino Bello” (tenutosi nel comune di San Pancrazio Salentino, in provincia di Brindisi).

In un clima sereno e familiare, si è discusso di “Pace” (nella sua più ampia ed alta definizione). Sul palco, fra momenti di riflessione e performances artistiche (tutte di pregiatissimo livello), campeggiava una grande foto di Don Tonino Bello. L'immagine sorridente del prete di Alessano (Lecce), straordinaria figura che il destino ci ha tolto troppo presto, pareva osservare e apprezzare ogni cosa.

Prima di parlare al pubblico (ero uno degli ospiti della manifestazione), mi sono scaturite in mente alcune riflessioni. La primissima, amara e dolce allo stesso tempo, è stata: quanto sarebbero andati d'accordo Papa Francesco e Don Tonino Bello... Entrambi facevano (anzi, fanno) parte di quella Chiesa “sociale”, “impegnata”, “militante”. Quella Chiesa che non resta chiusa nei conventi, o nelle astrazioni metafisiche, ma che si “sporca le mani” (il pastore che “puzza” dell'odore delle sue pecore, come ama spesso ripetere Papa Bergoglio).

Chi mi conosce bene sa che non sono né cattolico, né credente (mi piace piuttosto definirmi un libero pensatore, agnostico). Tuttavia, forse anche per le esperienze vissute con la mia famiglia (persone che hanno dedicato tutta la loro vita al Vangelo e alla Fede), voglio molto bene alla Chiesa (Chiesa intesa come “comunità di persone”). Credo che il Destino (o Dio, per chi crede) ci abbia donato una grande, straordinaria figura: Papa Francesco. Questo Pontefice, di cui scrissi già un articolo all'indomani della sua elezione (che potete rileggere qui: http://animabluartista.blogspot.it/2013/03/il-vento-del-cambiamento.html), è un grande e vero “rivoluzionario” (forse l'ultimo rimasto). Nella mia mente, lo accosto a figure come Gandhi, Che Guevara, Martin Luther King, o Nelson Mandela. Proprio dopo la morte di quest'ultimo, mi venne da ragionare sul fatto che ci sarebbe stati da essere davvero tristi se non avessimo avuto l'elezione di Bergoglio... Con la scomparsa dell'ex Presidente sudafricano, infatti, il Mondo avrebbe perso l'ultimo grande “rivoluzionario” ancora in vita (… e un Mondo senza “rivoluzionari” è un Mondo che appassisce su se stesso)! Per fortuna, è arrivato il Papa “venuto dalla fine del Mondo” (come disse Bergoglio stesso, nella sua prima apparizione pubblica), a donarci un po' di nuovo e fresco “vento rivoluzionario”. Anche Don Tonino Bello era un rivoluzionario. Purtroppo, il destino ha deciso di togliercelo davvero troppo presto. Con Bergoglio si sarebbero certamente trovati sulla stessa lunghezza d'onda. Mi piace pensare che c'è un lungo e sottile filo spirituale che lega questi due grandi uomini (oltre lo Spazio e il Tempo). Don Tonino, da lassù (o da qualunque altra realtà), sorride certamente all'operato di questo Papa.

La seconda riflessione che mi è scaturita riguardava il tema centrale del meeting, ovvero la Pace (queste considerazioni sono state poi anche il nocciolo centrale del mio intervento al pubblico). La Pace è un argomento di cui mi sono occupato spesso, anche e sopratutto attraverso la mia Arte. Ho dedicato molti quadri, poesie, canzoni, ed articoli (uno di questi lo potete rileggere qui: http://animabluartista.blogspot.it/2012/10/litalia-e-il-nuovo-mondo-senza-guerre.html) a questo tema. E' il tema dei temi. Ci sono periodi in cui se ne parla sempre... Altri, invece, in cui scompare quasi del tutto dal dibattito pubblico. In genere, l'argomento della Pace salta fuori quando c'è qualche matto (che si chiami George Bush, o Kim Jong qualcosa) che minaccia di far scoppiare una guerra. La gente, in quei casi, tira fuori dagli armadi le bandiere arcobaleno (un po' stropicciate) e scende in piazza a manifestare. E' bellissimo, intendiamoci. L'ho fatto anch'io (tante volte), e lo rifarei in mille altre occasioni. Tuttavia, mi sono spesso domandato: è davvero quella la strada per arrivare alla Pace? Basta andare a manifestare con una bandiera arcobaleno in testa, per dirsi uomini e donne di Pace? No. Ho notato infatti che, la maggior parte di quelle persone che erano alle manifestazioni (me per primo), nella Vita di tutti i giorni (quella che davvero conta), fanno/facciamo azioni che vanno nel senso opposto all'ottenimento di una vera e duratura Pace. Mi direte voi: la Pace inizia nei rapporti che si hanno con i parenti, con gli amici, o con i vicini di casa (specie se antipatici).

E' vero. Tuttavia, a mio avviso, non è ancora abbastanza. La Pace, quella più vera e più pura, inizia a formarsi nel rapporto che abbiamo con un Essere molto speciale e complicato: noi stessi. Come facciamo, infatti, ad essere in Pace con gli altri (e quindi, con il Mondo...), se prima di tutto non siamo in Pace con noi stessi? Per sapere se siamo in Pace, però, dobbiamo prima sapere chi siamo...

La conoscenza di se stessi è un aspetto che mi sta davvero molto a cuore. Insisto spesso su questo tema (anche a costo di apparire ridondante). Conoscere se stessi, infatti, è l'avventura più terribile ed emozionante che si possa fare nella Vita. Solo capendo chi si è davvero, si può essere (o cercare di essere) in Pace con tutti.

CONOSCERE e CAPIRE, ancora più di NON VIOLENZA o altri, sono i termini chiave per arrivare alla Pace. Conoscere e capire se stessi. Conoscere e capire gli altri. Conoscere e capire la Società. Anche quest'ultimo punto, a mio avviso, è molto importante.

Non serve a nulla, infatti, andare a manifestare contro la guerra, se non si capiscono (o peggio, si sostengono) i meccanismi sociali che portano a quella guerra. Tutti sono pronti a scendere in piazza per dire un NO astratto ai conflitti (è facile... Non costa nulla). Più difficile è invece capire, o peggio combattere, la Società in cui viviamo immersi. La guerra, infatti, nasce anche (e sopratutto) nei perversi ingranaggi del nostro Capitalismo. Lo spirito dell'aggressività, da cui poi scaturiscono tutti i conflitti, è figlio diretto di una Realtà in cui l'unica cosa che conta è la COMPETITIVITA' forsennata (a tutti i livelli). Se siamo bestie buttate in una gabbia, con un solo pezzo di carne al centro, finiremo inevitabilmente con l'azzuffarci. Questo, badate bene, capita tutti i giorni: sul nostro posto di lavoro, nell'accesso ai diritti che ci spettano, nel rapporto con il nostro “prossimo”.

La guerra è figlia di una Società in cui al centro di tutto c'è il DENARO (e non l'Uomo...). Mi sembra più che ovvio che se l'unica cosa che conta sono i BENI MATERIALI (o valori come APPARIRE, POSSEDERE, COMANDARE, eccetera), ci possa poi essere anche gente disposta a ribaltare il Mondo pur di averne sempre di più.

Questa Società, anche per tutti i motivi appena detti, è andata in crisi. Personalmente, non credo che ne uscirà continuando a perseguire gli stessi schemi. La strada giusta, ad esempio, non è continuare ad invocare la CRESCITA. La “crescita a tutti i costi” è un altro di quei fattori che portano alla guerra. E' un principio contro-natura (nella Vita è IMPOSSIBILE crescere sempre)... Un principio che ha già fatto parecchi danni (vedi alla voce “surriscaldamento del Pianeta”).

Insomma... Il discorso potrebbe essere ancora davvero molto lungo e complesso. Il nocciolo di ciò che penso, però, è che chi crede davvero nel principio della Pace non può non partire da una critica sana e costruttiva a questa Società. Il Papa, infatti, non perde occasione per ribadire quanto assurdo e “anti-cristiano” sia questo sistema economico.

C'è bisogno davvero di iniziare ad immaginare una Società diversa, con regole e valori diversi. Una Società con al centro l'Uomo, e il Pianeta in cui viviamo. E' l'unica strada per essere davvero certi di arrivare ad una Pace duratura.

Prima di tutto, però, bisogna partire da noi stessi (come già detto...). La prima grande, vera, rivoluzione è capirci e comprenderci. Il secondo passo è rivolgere il nostro sguardo alla Società in cui viviamo, e cambiarla con i nostri gesti quotidiani (non è vero che non possiamo fare nulla, perché troppo piccoli e insignificanti. Le nostre scelte giornaliere cambiano radicalmente la Società...).

L'invito conclusivo che faccio a tutti quanti è quello di impegnarsi, ogni giorno, nel costruire piccoli-grandi gesti di Pace...

... Nel solco degli insegnamenti d'importanti figure della Storia, come Don Tonino Bello, Papa Francesco, Gandhi (e molti altri...), possiamo davvero contribuire a cambiare il Mondo!

Un abbraccio.
Anima Blu