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venerdì 24 marzo 2017

Le mie Opere del Cuore (2)

Dopo lo scorso articolo, continuo a raccontarvi - “a modo mio” - alcuni quadri che amo molto.

Guernica – di Pablo Picasso

... Avete fatto voi quest'orrore, Maestro?”

No, è opera vostra!”

Questa è la risposta che si dice Pablo Picasso abbia dato ad un ufficiale tedesco in visita al suo studio, dopo l'esclamazione di quest'ultimo alla visione di “Guernica”. “Guernica” è una delle opere più famose di quel genio assoluto, ed innovatore, che fu Picasso. Venne realizzata in onore, e memoria, dell'omonima città spagnola bombardata nell'aprile del 1937.

In essa, sono rappresentate alcune figure (persone, animali, edifici) completamente straziate dalla violenza cieca e brutale del bombardamento. La scena costruita dall'artista è di una potenza, e drammaticità, veramente notevoli: gli sguardi vitrei (persi nel vuoto), le forme deformi, il caos ed il disordine, le grida di dolore e di disperazione che paiono levarsi dalle bocche dei soggetti rappresentati, sono quanto di più realistico e tremendo si possa associare ad una scena di guerra.

Per questo, “Guernica” è un capolavoro assoluto. E', fra tutte le opere realizzate nella storia (fino ad oggi), quella in cui l'impegno civile applicato all'Arte si mostra nella sua migliore ed efficace espressione. Del resto, è anche il quadro emblema di un artista (Picasso, per l'appunto) che ha fatto del suo “schierarsi” nelle scelte morali e democratiche del proprio Tempo un grande punto di comunicazione artistica.

Oltre a tutte queste cose, però, “Guernica” è anche e soprattutto tremendamente attuale. Credo, infatti, che il messaggio principale di quest'opera sia quello di invitare l'osservatore a fermarsi a riflettere sulla “disumanizzazione” che la guerra porta con sé. Il nostro cosiddetto Mondo “civilizzato”, da una ventina di anni a questa parte, è immerso in un lungo e sordido conflitto internazionale (quella che, in maniera molto lungimirante, Papa Francesco ha definito “la terza guerra mondiale, combattuta a pezzi”).

In questi vent'anni, siamo stati abituati a sentire tante (troppe) definizioni sulla guerra: guerra “preventiva”, guerra “santa”, guerra “che porta la democrazia”... In realtà, io credo che l'unica cosa che una guerra (o un atto terroristico) possa portare con sé è solo morte e disperazione.

Ecco, dunque, che “Guernica” diventa Sarajevo, Baghdad, o Aleppo dei giorni nostri. Ecco che l'Arte “impegnata”, anche se creata decenni e decenni addietro, continua ad essere cronaca e monito per gli uomini di ogni Tempo. Ciò che manca, nel nostro Mondo moderno, è forse proprio questo: voci di impegno civile, e sociale, che si alzino dall'universo culturale... La nostra Società, immersa com'è in tutti i suoi problemi, ha un enorme bisogno di artisti che parlino alle coscienze “addormentate” dei propri concittadini. Per carità... Alcuni che lo fanno, per fortuna, ci sono. Tuttavia, a parer mio, sono sempre troppo pochi. La nostra realtà attuale, ad esempio, necessita disperatamente di “poeti” che parlino e denuncino ancora l'assurdità della guerra (ahimè, non è anacronistico o fuori luogo farlo).

Certo... L'idea di pensare di eliminare totalmente i “conflitti” dalla vita dell'Uomo è un'utopia. Tuttavia, sono gli ideali a tenere in vita, e a sospingere in avanti, l'Anima delle persone. L'Arte, e più in generale la Cultura, servono soprattutto a questo: nutrire, o quantomeno salvaguardare, le utopie a cui il Mondo non pensa più.

Al di là dell'essere artisti o meno, però, ciascuno di noi può fare qualcosa (nel suo grande/piccolo): la Pace, infatti, non sta soltanto nel non avere guerre nel Mondo. La Pace, quella più vera ed autentica, risiede soprattutto nel rapporto che abbiamo con noi stessi e con le persone che ci girano attorno. Dunque, tutti possiamo contribuire a costruire un Mondo con meno conflitti... Come? Creando “rapporti di Pace” nella nostra realtà circostante, ed imparando a conoscere e conoscerci (… magari con l'aiuto dell'Arte che, anche in questo ambito, gioca un ruolo fondamentale e preziosissimo)!

Anima Blu

venerdì 24 gennaio 2014

Nel nome della Pace...


Alcuni giorni fa, precisamente il 2 gennaio, ho partecipato ad un evento denominato “I percorsi feriali della Pace... nel nome di Don Tonino Bello” (tenutosi nel comune di San Pancrazio Salentino, in provincia di Brindisi).

In un clima sereno e familiare, si è discusso di “Pace” (nella sua più ampia ed alta definizione). Sul palco, fra momenti di riflessione e performances artistiche (tutte di pregiatissimo livello), campeggiava una grande foto di Don Tonino Bello. L'immagine sorridente del prete di Alessano (Lecce), straordinaria figura che il destino ci ha tolto troppo presto, pareva osservare e apprezzare ogni cosa.

Prima di parlare al pubblico (ero uno degli ospiti della manifestazione), mi sono scaturite in mente alcune riflessioni. La primissima, amara e dolce allo stesso tempo, è stata: quanto sarebbero andati d'accordo Papa Francesco e Don Tonino Bello... Entrambi facevano (anzi, fanno) parte di quella Chiesa “sociale”, “impegnata”, “militante”. Quella Chiesa che non resta chiusa nei conventi, o nelle astrazioni metafisiche, ma che si “sporca le mani” (il pastore che “puzza” dell'odore delle sue pecore, come ama spesso ripetere Papa Bergoglio).

Chi mi conosce bene sa che non sono né cattolico, né credente (mi piace piuttosto definirmi un libero pensatore, agnostico). Tuttavia, forse anche per le esperienze vissute con la mia famiglia (persone che hanno dedicato tutta la loro vita al Vangelo e alla Fede), voglio molto bene alla Chiesa (Chiesa intesa come “comunità di persone”). Credo che il Destino (o Dio, per chi crede) ci abbia donato una grande, straordinaria figura: Papa Francesco. Questo Pontefice, di cui scrissi già un articolo all'indomani della sua elezione (che potete rileggere qui: http://animabluartista.blogspot.it/2013/03/il-vento-del-cambiamento.html), è un grande e vero “rivoluzionario” (forse l'ultimo rimasto). Nella mia mente, lo accosto a figure come Gandhi, Che Guevara, Martin Luther King, o Nelson Mandela. Proprio dopo la morte di quest'ultimo, mi venne da ragionare sul fatto che ci sarebbe stati da essere davvero tristi se non avessimo avuto l'elezione di Bergoglio... Con la scomparsa dell'ex Presidente sudafricano, infatti, il Mondo avrebbe perso l'ultimo grande “rivoluzionario” ancora in vita (… e un Mondo senza “rivoluzionari” è un Mondo che appassisce su se stesso)! Per fortuna, è arrivato il Papa “venuto dalla fine del Mondo” (come disse Bergoglio stesso, nella sua prima apparizione pubblica), a donarci un po' di nuovo e fresco “vento rivoluzionario”. Anche Don Tonino Bello era un rivoluzionario. Purtroppo, il destino ha deciso di togliercelo davvero troppo presto. Con Bergoglio si sarebbero certamente trovati sulla stessa lunghezza d'onda. Mi piace pensare che c'è un lungo e sottile filo spirituale che lega questi due grandi uomini (oltre lo Spazio e il Tempo). Don Tonino, da lassù (o da qualunque altra realtà), sorride certamente all'operato di questo Papa.

La seconda riflessione che mi è scaturita riguardava il tema centrale del meeting, ovvero la Pace (queste considerazioni sono state poi anche il nocciolo centrale del mio intervento al pubblico). La Pace è un argomento di cui mi sono occupato spesso, anche e sopratutto attraverso la mia Arte. Ho dedicato molti quadri, poesie, canzoni, ed articoli (uno di questi lo potete rileggere qui: http://animabluartista.blogspot.it/2012/10/litalia-e-il-nuovo-mondo-senza-guerre.html) a questo tema. E' il tema dei temi. Ci sono periodi in cui se ne parla sempre... Altri, invece, in cui scompare quasi del tutto dal dibattito pubblico. In genere, l'argomento della Pace salta fuori quando c'è qualche matto (che si chiami George Bush, o Kim Jong qualcosa) che minaccia di far scoppiare una guerra. La gente, in quei casi, tira fuori dagli armadi le bandiere arcobaleno (un po' stropicciate) e scende in piazza a manifestare. E' bellissimo, intendiamoci. L'ho fatto anch'io (tante volte), e lo rifarei in mille altre occasioni. Tuttavia, mi sono spesso domandato: è davvero quella la strada per arrivare alla Pace? Basta andare a manifestare con una bandiera arcobaleno in testa, per dirsi uomini e donne di Pace? No. Ho notato infatti che, la maggior parte di quelle persone che erano alle manifestazioni (me per primo), nella Vita di tutti i giorni (quella che davvero conta), fanno/facciamo azioni che vanno nel senso opposto all'ottenimento di una vera e duratura Pace. Mi direte voi: la Pace inizia nei rapporti che si hanno con i parenti, con gli amici, o con i vicini di casa (specie se antipatici).

E' vero. Tuttavia, a mio avviso, non è ancora abbastanza. La Pace, quella più vera e più pura, inizia a formarsi nel rapporto che abbiamo con un Essere molto speciale e complicato: noi stessi. Come facciamo, infatti, ad essere in Pace con gli altri (e quindi, con il Mondo...), se prima di tutto non siamo in Pace con noi stessi? Per sapere se siamo in Pace, però, dobbiamo prima sapere chi siamo...

La conoscenza di se stessi è un aspetto che mi sta davvero molto a cuore. Insisto spesso su questo tema (anche a costo di apparire ridondante). Conoscere se stessi, infatti, è l'avventura più terribile ed emozionante che si possa fare nella Vita. Solo capendo chi si è davvero, si può essere (o cercare di essere) in Pace con tutti.

CONOSCERE e CAPIRE, ancora più di NON VIOLENZA o altri, sono i termini chiave per arrivare alla Pace. Conoscere e capire se stessi. Conoscere e capire gli altri. Conoscere e capire la Società. Anche quest'ultimo punto, a mio avviso, è molto importante.

Non serve a nulla, infatti, andare a manifestare contro la guerra, se non si capiscono (o peggio, si sostengono) i meccanismi sociali che portano a quella guerra. Tutti sono pronti a scendere in piazza per dire un NO astratto ai conflitti (è facile... Non costa nulla). Più difficile è invece capire, o peggio combattere, la Società in cui viviamo immersi. La guerra, infatti, nasce anche (e sopratutto) nei perversi ingranaggi del nostro Capitalismo. Lo spirito dell'aggressività, da cui poi scaturiscono tutti i conflitti, è figlio diretto di una Realtà in cui l'unica cosa che conta è la COMPETITIVITA' forsennata (a tutti i livelli). Se siamo bestie buttate in una gabbia, con un solo pezzo di carne al centro, finiremo inevitabilmente con l'azzuffarci. Questo, badate bene, capita tutti i giorni: sul nostro posto di lavoro, nell'accesso ai diritti che ci spettano, nel rapporto con il nostro “prossimo”.

La guerra è figlia di una Società in cui al centro di tutto c'è il DENARO (e non l'Uomo...). Mi sembra più che ovvio che se l'unica cosa che conta sono i BENI MATERIALI (o valori come APPARIRE, POSSEDERE, COMANDARE, eccetera), ci possa poi essere anche gente disposta a ribaltare il Mondo pur di averne sempre di più.

Questa Società, anche per tutti i motivi appena detti, è andata in crisi. Personalmente, non credo che ne uscirà continuando a perseguire gli stessi schemi. La strada giusta, ad esempio, non è continuare ad invocare la CRESCITA. La “crescita a tutti i costi” è un altro di quei fattori che portano alla guerra. E' un principio contro-natura (nella Vita è IMPOSSIBILE crescere sempre)... Un principio che ha già fatto parecchi danni (vedi alla voce “surriscaldamento del Pianeta”).

Insomma... Il discorso potrebbe essere ancora davvero molto lungo e complesso. Il nocciolo di ciò che penso, però, è che chi crede davvero nel principio della Pace non può non partire da una critica sana e costruttiva a questa Società. Il Papa, infatti, non perde occasione per ribadire quanto assurdo e “anti-cristiano” sia questo sistema economico.

C'è bisogno davvero di iniziare ad immaginare una Società diversa, con regole e valori diversi. Una Società con al centro l'Uomo, e il Pianeta in cui viviamo. E' l'unica strada per essere davvero certi di arrivare ad una Pace duratura.

Prima di tutto, però, bisogna partire da noi stessi (come già detto...). La prima grande, vera, rivoluzione è capirci e comprenderci. Il secondo passo è rivolgere il nostro sguardo alla Società in cui viviamo, e cambiarla con i nostri gesti quotidiani (non è vero che non possiamo fare nulla, perché troppo piccoli e insignificanti. Le nostre scelte giornaliere cambiano radicalmente la Società...).

L'invito conclusivo che faccio a tutti quanti è quello di impegnarsi, ogni giorno, nel costruire piccoli-grandi gesti di Pace...

... Nel solco degli insegnamenti d'importanti figure della Storia, come Don Tonino Bello, Papa Francesco, Gandhi (e molti altri...), possiamo davvero contribuire a cambiare il Mondo!

Un abbraccio.
Anima Blu

sabato 27 ottobre 2012

L'Italia e il Nuovo Mondo (senza guerre, nè eserciti...)



E' morto un altro alpino italiano in Afghanistan... L'ennesimo. Ora incomincerà l'ennesimo balletto IPOCRITA delle condoglianze delle Istituzioni, dei picchetti d'onore, delle medaglie alla memoria, eccetera eccetera.... Che nausea. Quanto sangue dovrà scorrere ancora prima che si decida di riportare a casa i nostri militari? Quanto sangue prima di riuscire a decidersi che è ora di finirla con questa pagliacciata della missione di “pace” in Afghanistan? Qualcuno, un giorno, dovrà rispondere di tutti questi OMICIDI DI STATO. Si, perchè di questo si tratta: omicidi di stato. Abbiamo mandato dei giovani ragazzi a MORIRE PER NIENTE. Una follia pura. Una guerra senza capo né coda. Nemmeno un minimo barlume di “motivazione logica” per farla (sempre che una guerra possa avere una buona “motivazione logica” per essere fatta). Nulla. Abbiamo solo servito gli interessi economici di chi, dietro la scusa della lotta al terrorismo, aveva bisogno di “mettere le mani” su un territorio estremamente strategico. Evidentemente, però, la follia di Bush&Co torna utile e congeniale a molti, visto che nessuno ha il coraggio di dire BASTA (destra, sinistra, e “Governi tecnici”). L'Afghanistan sta messo peggio di prima, impantanato ormai in una guerra civile che non avrà mai fine, e i nostri ragazzi continuano a morire. Io, nonostante non provi alcun tipo di simpatia per il mondo dei MILITARI, dico che è insopportabile vedere dei ragazzi morire in questo modo. Credo che chi vuole veramente BENE ai soldati è chi chiede di riportarli A CASA SUBITO, e non chi si straccia le vesti alle commemorazioni (... e poi in Parlamento vota per farli restare in pericolo).

Alla follia del sacrificio umano, si aggiunge quella del sacrificio economico. Le nostre missioni “di pace” all'estero costano l'occhio della testa, e non servono praticamente a nulla. Mi aspettavo che Mario Monti, il quale non si è fatto troppi problemi a sacrificare le pensioni degli italiani, non se ne facesse altrettanti per tagliare i costi militari (tagliando quei costi si avrebbero delle entrate CERTE e IMMEDIATE... Monti ha sempre detto che cose come la patrimoniale o la lotta all'evasione non avrebbero garantito quella liquidità di cui l'Italia aveva bisogno. Evidentemente, però, certi discorsi valgono solo sotto certe lune, e non sotto altre...). Dietro i costi militari, si annidano posizioni di forza e di potere geopolitico (a noi sconosciuti), che non possono essere in alcun modo intaccati... Specie nelle situazioni di gravi crisi economiche. Se ci pensate, le grandi guerre sono scaturite proprio da momenti di crisi economica, e c'è chi ancora adesso auspica una guerra per mettere fine a questa crisi (il pensiero di Marinetti, “guerra come sola igiene del Mondo”, è un concetto sempre molto in voga). Per questo dico che un buon Governo coraggioso (ovviamente di Sinistra), dovrebbe non solo avere il coraggio di tagliare i costi militari, ma dovrebbe addirittura ABOLIRE L'ESERCITO. Ci sono piccoli staterelli che l'hanno già fatto... Sarebbe bello che l'Italia fosse il primo Paese del G8 a rinunciare alle forze armate. Oltre che un meraviglioso messaggio etico, sarebbe anche il segnale chiaro e forte che dalle crisi economiche non si esce con la guerra. Non bisogna mantenere in piedi delle forze armate per mandarle a morire in territori lontani, o per tenerle pronte nell'ipotesi scoppi una guerra e qualcuno ci attacchi. Nella nostra Costituzione c'è scritto che “l'Italia ripudia la guerra”... Giusto? Bene. Allora ripudiamola completamente, anche come concetto. Se ripudiamo la guerra come concetto, dobbiamo ripudiare tutto ciò che vi è connesso... Persino l'ipotesi che ne possa scoppiare una. Lo so che è un Principìo un po' forte da digerire, e che potrebbe persino apparire demagogico... Tuttavia, non è utopico. E' fattibile dire che, nel 2012 (quasi 2013), un Paese civilizzato come l'Italia possa rinunciare COMPLETAMENTE ad un principìo antico quale è la guerra? Secondo me si. Del resto, se un giorno non si fosse alzato un Martin Luther King o un Gandhi a dire che certi princìpi non erano più validi, non sarebbe mai cambiato nulla.

Mi piacerebbe vivere in un Paese in cui non esiste un Esercito. Mi piacerebbe vivere in un Paese dove c'è una forza di polizia (anche qui... cosa serve avere due organi di polizia che fanno praticamente le medesime cose? Non risparmieremmo un sacco di soldi ad accorpare polizia e carabinieri? Che io sappia, siamo l'unico Paese europeo ad averne due...) per mantenere l'ordine pubblico, e un “esercito” di ong che operino all'estero per aiutare davvero chi ha bisogno. Mi piacerebbe poi che la smettessimo di essere uno dei primi Paesi al mondo nella produzione e nell'esportazione di armi, e che convertissimo le nostre Società di punta (tipo Finmeccanica, che è sotto gli occhi di tutti quanto sia marcia) nella produzione di brevetti all'avanguardia che possano migliorare la Vita di tutti. Abbiamo grande maestranza nel creare prodotti ad alta tecnologia... Impieghiamo tale maestranza nel produrre cose utili e vendibili (che non siano pistole, fucili, o elicotteri da bombardamento).

Rinunciare all'aspetto militare non solo sarebbe un messaggio etico, ma sarebbe anche un grandissimo risparmio economico. Riconvertire poi le nostre industrie nella produzione di tecnologie che disegnino il Futuro, mantenendo le grandi e uniche capacità che tutto il Mondo c'invidia, porterebbe un ottimo rilancio economico.

L'Italia può risollevarsi da questa crisi, e diventare addirittura uno dei Paesi più all'avanguardia del Mondo (le capacità, gli strumenti, e la volontà non mancano)... L'importante, però, è che abbia il coraggio di fare scelte coraggiose, di rompere senza indugi meccanismi vecchi e logorati, e di porsi alla guida del disegno del “Nuovo Mondo” (quello vecchio è morto... Inutile voler tenere in Vita un essere ormai agonizzante...).

Io ci voglio credere (nonostante tutto...).

Un abbraccio,
Anima Blu