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venerdì 24 gennaio 2014

Nel nome della Pace...


Alcuni giorni fa, precisamente il 2 gennaio, ho partecipato ad un evento denominato “I percorsi feriali della Pace... nel nome di Don Tonino Bello” (tenutosi nel comune di San Pancrazio Salentino, in provincia di Brindisi).

In un clima sereno e familiare, si è discusso di “Pace” (nella sua più ampia ed alta definizione). Sul palco, fra momenti di riflessione e performances artistiche (tutte di pregiatissimo livello), campeggiava una grande foto di Don Tonino Bello. L'immagine sorridente del prete di Alessano (Lecce), straordinaria figura che il destino ci ha tolto troppo presto, pareva osservare e apprezzare ogni cosa.

Prima di parlare al pubblico (ero uno degli ospiti della manifestazione), mi sono scaturite in mente alcune riflessioni. La primissima, amara e dolce allo stesso tempo, è stata: quanto sarebbero andati d'accordo Papa Francesco e Don Tonino Bello... Entrambi facevano (anzi, fanno) parte di quella Chiesa “sociale”, “impegnata”, “militante”. Quella Chiesa che non resta chiusa nei conventi, o nelle astrazioni metafisiche, ma che si “sporca le mani” (il pastore che “puzza” dell'odore delle sue pecore, come ama spesso ripetere Papa Bergoglio).

Chi mi conosce bene sa che non sono né cattolico, né credente (mi piace piuttosto definirmi un libero pensatore, agnostico). Tuttavia, forse anche per le esperienze vissute con la mia famiglia (persone che hanno dedicato tutta la loro vita al Vangelo e alla Fede), voglio molto bene alla Chiesa (Chiesa intesa come “comunità di persone”). Credo che il Destino (o Dio, per chi crede) ci abbia donato una grande, straordinaria figura: Papa Francesco. Questo Pontefice, di cui scrissi già un articolo all'indomani della sua elezione (che potete rileggere qui: http://animabluartista.blogspot.it/2013/03/il-vento-del-cambiamento.html), è un grande e vero “rivoluzionario” (forse l'ultimo rimasto). Nella mia mente, lo accosto a figure come Gandhi, Che Guevara, Martin Luther King, o Nelson Mandela. Proprio dopo la morte di quest'ultimo, mi venne da ragionare sul fatto che ci sarebbe stati da essere davvero tristi se non avessimo avuto l'elezione di Bergoglio... Con la scomparsa dell'ex Presidente sudafricano, infatti, il Mondo avrebbe perso l'ultimo grande “rivoluzionario” ancora in vita (… e un Mondo senza “rivoluzionari” è un Mondo che appassisce su se stesso)! Per fortuna, è arrivato il Papa “venuto dalla fine del Mondo” (come disse Bergoglio stesso, nella sua prima apparizione pubblica), a donarci un po' di nuovo e fresco “vento rivoluzionario”. Anche Don Tonino Bello era un rivoluzionario. Purtroppo, il destino ha deciso di togliercelo davvero troppo presto. Con Bergoglio si sarebbero certamente trovati sulla stessa lunghezza d'onda. Mi piace pensare che c'è un lungo e sottile filo spirituale che lega questi due grandi uomini (oltre lo Spazio e il Tempo). Don Tonino, da lassù (o da qualunque altra realtà), sorride certamente all'operato di questo Papa.

La seconda riflessione che mi è scaturita riguardava il tema centrale del meeting, ovvero la Pace (queste considerazioni sono state poi anche il nocciolo centrale del mio intervento al pubblico). La Pace è un argomento di cui mi sono occupato spesso, anche e sopratutto attraverso la mia Arte. Ho dedicato molti quadri, poesie, canzoni, ed articoli (uno di questi lo potete rileggere qui: http://animabluartista.blogspot.it/2012/10/litalia-e-il-nuovo-mondo-senza-guerre.html) a questo tema. E' il tema dei temi. Ci sono periodi in cui se ne parla sempre... Altri, invece, in cui scompare quasi del tutto dal dibattito pubblico. In genere, l'argomento della Pace salta fuori quando c'è qualche matto (che si chiami George Bush, o Kim Jong qualcosa) che minaccia di far scoppiare una guerra. La gente, in quei casi, tira fuori dagli armadi le bandiere arcobaleno (un po' stropicciate) e scende in piazza a manifestare. E' bellissimo, intendiamoci. L'ho fatto anch'io (tante volte), e lo rifarei in mille altre occasioni. Tuttavia, mi sono spesso domandato: è davvero quella la strada per arrivare alla Pace? Basta andare a manifestare con una bandiera arcobaleno in testa, per dirsi uomini e donne di Pace? No. Ho notato infatti che, la maggior parte di quelle persone che erano alle manifestazioni (me per primo), nella Vita di tutti i giorni (quella che davvero conta), fanno/facciamo azioni che vanno nel senso opposto all'ottenimento di una vera e duratura Pace. Mi direte voi: la Pace inizia nei rapporti che si hanno con i parenti, con gli amici, o con i vicini di casa (specie se antipatici).

E' vero. Tuttavia, a mio avviso, non è ancora abbastanza. La Pace, quella più vera e più pura, inizia a formarsi nel rapporto che abbiamo con un Essere molto speciale e complicato: noi stessi. Come facciamo, infatti, ad essere in Pace con gli altri (e quindi, con il Mondo...), se prima di tutto non siamo in Pace con noi stessi? Per sapere se siamo in Pace, però, dobbiamo prima sapere chi siamo...

La conoscenza di se stessi è un aspetto che mi sta davvero molto a cuore. Insisto spesso su questo tema (anche a costo di apparire ridondante). Conoscere se stessi, infatti, è l'avventura più terribile ed emozionante che si possa fare nella Vita. Solo capendo chi si è davvero, si può essere (o cercare di essere) in Pace con tutti.

CONOSCERE e CAPIRE, ancora più di NON VIOLENZA o altri, sono i termini chiave per arrivare alla Pace. Conoscere e capire se stessi. Conoscere e capire gli altri. Conoscere e capire la Società. Anche quest'ultimo punto, a mio avviso, è molto importante.

Non serve a nulla, infatti, andare a manifestare contro la guerra, se non si capiscono (o peggio, si sostengono) i meccanismi sociali che portano a quella guerra. Tutti sono pronti a scendere in piazza per dire un NO astratto ai conflitti (è facile... Non costa nulla). Più difficile è invece capire, o peggio combattere, la Società in cui viviamo immersi. La guerra, infatti, nasce anche (e sopratutto) nei perversi ingranaggi del nostro Capitalismo. Lo spirito dell'aggressività, da cui poi scaturiscono tutti i conflitti, è figlio diretto di una Realtà in cui l'unica cosa che conta è la COMPETITIVITA' forsennata (a tutti i livelli). Se siamo bestie buttate in una gabbia, con un solo pezzo di carne al centro, finiremo inevitabilmente con l'azzuffarci. Questo, badate bene, capita tutti i giorni: sul nostro posto di lavoro, nell'accesso ai diritti che ci spettano, nel rapporto con il nostro “prossimo”.

La guerra è figlia di una Società in cui al centro di tutto c'è il DENARO (e non l'Uomo...). Mi sembra più che ovvio che se l'unica cosa che conta sono i BENI MATERIALI (o valori come APPARIRE, POSSEDERE, COMANDARE, eccetera), ci possa poi essere anche gente disposta a ribaltare il Mondo pur di averne sempre di più.

Questa Società, anche per tutti i motivi appena detti, è andata in crisi. Personalmente, non credo che ne uscirà continuando a perseguire gli stessi schemi. La strada giusta, ad esempio, non è continuare ad invocare la CRESCITA. La “crescita a tutti i costi” è un altro di quei fattori che portano alla guerra. E' un principio contro-natura (nella Vita è IMPOSSIBILE crescere sempre)... Un principio che ha già fatto parecchi danni (vedi alla voce “surriscaldamento del Pianeta”).

Insomma... Il discorso potrebbe essere ancora davvero molto lungo e complesso. Il nocciolo di ciò che penso, però, è che chi crede davvero nel principio della Pace non può non partire da una critica sana e costruttiva a questa Società. Il Papa, infatti, non perde occasione per ribadire quanto assurdo e “anti-cristiano” sia questo sistema economico.

C'è bisogno davvero di iniziare ad immaginare una Società diversa, con regole e valori diversi. Una Società con al centro l'Uomo, e il Pianeta in cui viviamo. E' l'unica strada per essere davvero certi di arrivare ad una Pace duratura.

Prima di tutto, però, bisogna partire da noi stessi (come già detto...). La prima grande, vera, rivoluzione è capirci e comprenderci. Il secondo passo è rivolgere il nostro sguardo alla Società in cui viviamo, e cambiarla con i nostri gesti quotidiani (non è vero che non possiamo fare nulla, perché troppo piccoli e insignificanti. Le nostre scelte giornaliere cambiano radicalmente la Società...).

L'invito conclusivo che faccio a tutti quanti è quello di impegnarsi, ogni giorno, nel costruire piccoli-grandi gesti di Pace...

... Nel solco degli insegnamenti d'importanti figure della Storia, come Don Tonino Bello, Papa Francesco, Gandhi (e molti altri...), possiamo davvero contribuire a cambiare il Mondo!

Un abbraccio.
Anima Blu

venerdì 29 marzo 2013

Il Vento del cambiamento...

C'è un Venticello molto piacevole che sta soffiando in Vaticano da qualche giorno a questa parte. E' il Vento del cambiamento, del rinnovamento, della Speranza. E' quella brezza tipica che inizia a soffiare dopo che c'è stata tempesta. Così pare essere, anche in questo momento… Dopo che la Chiesa ha toccato il fondo più nero, pare stia iniziando a risalire il pozzo in cui era precipitata. Questa, in linea di massima, è una “Legge naturale della Vita”: solo quando si arriva al gradino più basso della scala, si acquista poi la consapevolezza e la voglia di risollevarsi dalla misera condizione in cui ci si è ridotti.

Il Vento del cambiamento ha iniziato a soffiare prepotente con l'elezione del nuovo Pontefice: Papa Francesco. A questo punto urge una premessa indispensabile, onde evitare pensare che si stia per trattare dell'ennesima beatificazione terrena del nuovo Papa da parte del solito cattolico sfegatato. Chi vi parla è un agnostico convinto, fiero di esserlo, molto critico nei confronti dell'istituzione Chiesa. Tuttavia, debbo confessare che l'elezione di questo nuovo Papa mi ha particolarmente emozionato. Ero davanti alla tv, mercoledì dell'altra settimana, quando ho sentito l'annuncio del nome scelto dal nuovo Papa… Ed è stata un'emozione davvero indimenticabile. Un'emozione talmente grande da farmi scendere addirittura alcune lacrime (non mi vergogno a dirlo…). Ad emozionarmi così tanto non è stata né l'omonimia che mi riguarda, né altri banali motivi. Ad emozionarmi così tanto è stato l'enorme coraggio che la Chiesa ha FINALMENTE avuto. Ricordo che la prima cosa che ho pensato, all'istante, è stata: diamine, quei 100 e passa Cardinali rinchiusi nella Sistina, hanno finalmente avuto la forza di voltare pagina!! Hanno compreso quanto grave e marcia fosse la situazione della Chiesa, e hanno deciso di non prendere vie di mezzo o scelte conservatrici.

Sì, ho pensato tutto questo solamente sentendo quel nome: Francesco. Ancora non sapevo chi fosse il nuovo Pontefice. Il nome Bergoglio, come a tanti di noi, non mi diceva assolutamente nulla. Tuttavia, sapevo che eravamo di fronte ad una svolta epocale e ad un Papa che avrebbe cambiato il volto della Chiesa. Sì, perché solamente dal fatto che quest'uomo aveva avuto il coraggio di farsi chiamare Francesco, si poteva intuire che fosse una persona straordinaria. In 2000 anni di storia, nessuno aveva mai osato tanto (e non è affatto un caso). Francesco, il poverello di Assisi, l'essenza del Cristianesimo, è sempre stato considerato dai porporati una “dolce figurina”. Una “dolce figurina”, e nulla di più. Una specie di “caramella al miele” da distribuire ai fedeli, ma da tenere molto lontano dalle faccende dello Stato del Vaticano. Del resto, cosa diamine potevano c'entrare i Princìpi di assoluta povertà del monachello d'Assisi, con uno Stato che è nella black list dei Paesi canaglia in materia fiscale? O con una banca piena delle peggiori nefandezze mondiali, quale è lo Ior? O con la Banda della Magliana, la Mafia, e con tutto quello che sappiamo (e sopratutto, che NON sappiamo)? Tutti i predecessori di Bergoglio, probabilmente, hanno fatto questo stesso mio ragionamento. E per questo motivo, nessuno (fino ad ora…) aveva mai “osato tanto” (forse anche per rispetto al povero San Francesco)… Pensate solo che non ebbe questo coraggio nemmeno una figura rivoluzionaria, come fu quella di Papa Luciani (il che la dice lunga su quanto gravoso sia l'impegno che si è caricato Bergoglio assumendosi quel nome)!?

Il cardinale venuto “dalla fine del Mondo”, invece, questo coraggio ce l'ha avuto. I primi gesti del nuovo Pontefice vanno tutti, ovviamente, nella direzione che già il nome preannunciava: quell'inchinarsi di fronte al “popolo di Dio”, quel rinunciare a sfarzi e privilegi, quel camminare fra la gente con semplicità, quell'auspicare (subito, appena eletto) una “Chiesa povera per i poveri”… Attenzione: lungi da me il voler “beatificare” in Terra Papa Francesco!? Per me, è e rimane prima di tutto un uomo (con tutte le miserie e le caducità che questo comporta). Tuttavia, rilevo che ci sono alcuni segnali (“piccoli” e “grandi”) che paiono preannunciare un Papato grandioso… Un Papato che, a mio avviso, lascerà una grande impronta nella storia della Chiesa e dell'Umanità.

Certo, la straordinarietà di una figura come quella di Papa Francesco, fa da contraltare alla straordinarietà di momenti negativi che la Chiesa sta attraversando. Papa Bergoglio è stata la “degna risposta” ad una Chiesa sommersa e travolta dagli scandali, completamente allo sbando, senza più fede né vocazione. Sopratutto, è stata la “degna risposta” ad un altro evento “storico” che ha riguardato la Chiesa negli ultimi tempi… Ossia, l'abdicazione di un altro Papa: Benedetto XVI.

Probabilmente la stiamo digerendo molto velocemente, ma la scelta di Ratzinger è stata davvero epocale. Il “pastore tedesco” è fuggito dal trono di Pietro, incapace e spaventato dal marciume che si è ritrovato tutto intorno a sé (perché di questo si è trattato, checché se ne dica). Ratzinger, con quel suo gesto eclatante, ha dimostrato la completa umanità e fallibilità di un uomo chiamato Papa. Fino a quel momento, i pontefici venivano considerati delle specie di “semi-dei”, nominati dallo Spirito Santo e completamente invincibili. Benedetto XVI, con un semplice gesto, ha scardinato millenni di balle e credulonità (e di questo, gli va dato atto e merito). Al di là di questa unica mossa “rivoluzionaria”, però, è stato un Papa assolutamente debole ed insignificante: freddo, lontano dalla gente… E, sopratutto, incapace di prendere in mano le redini di una Chiesa completamente fuori strada. Quando si è finalmente reso conto delle sue incapacità, ha preferito mollare tutto e rifugiarsi in “clausura” (diciamo che il coraggio non è mai stata l'arma migliore di Ratzinger, fin da quando in gioventù servì l'esercito nazista senza fare troppi rimbrotti). Intendiamoci: se Benedetto XVI avesse rinunciato al proprio Ministero per sopravvenute incapacità fisiche avrei capito benissimo, ma mi sembra più che evidente che la sua sia stata una scelta dettata “solamente” dall'incapacità di gestire una “patata bollente” troppo grande chiamata Chiesa. Diciamo che Ratzinger, nel migliore dei casi, non era la persona più adatta per diventare Papa (infatti ricordo che, per molto tempo dopo la morte di Karol Wojtyla, avvertivo netta la sensazione che non ci fosse un altro Pontefice, bensì un semplice uomo vestito di bianco).

Papa Francesco, ora, ha fra le sue mani un compito davvero arduo ed estremo: salvare la Chiesa! L'unico modo per ottenere ciò è distruggere tutto il marcio che c'è (salvaguardando il buono), e ricostruire dalle macerie una Chiesa nuova (finalmente fedele al Vangelo e agli insegnamenti di Gesù, e lontana dallo schifo del Mondo… Ciò che la Chiesa stessa non è mai stata!). Non so se questo Papa sarà in grado di fare tutto ciò. Le premesse, come già detto, son tutte buone. L'unica mia grande paura è che Bergoglio si adagi sull'immagine del “Papa buono”. Voglio dire questo: ciò di cui la Chiesa (e il Mondo) hanno un estremo bisogno non è di un altro Papa “buono” (ne abbiamo già avuti tanti di Papi buoni), ma di un Papa “con le palle” (mi si perdoni l'eufemismo…). Poi, per carità: ben venga che lui sia anche un Papa buono, carismatico, e vicino alla gente. Tuttavia, mi auguro vivamente che il suo Pontificato non si limiti a ciò, perché sarebbe davvero un'occasione sprecata. Quello che sogno (e spero) è un Papa umano ma rivoluzionario, dolce ma deciso, tenero ma forte. Un Papa capace di guidare il suo “gregge”, ma capace anche di “scacciare i mercanti dal Tempio” tutte le volte in cui questo si rendesse necessario (e saranno tante, le volte… Oh, altroché, se saranno tante…). Ripeto: non so se questo Papa avrà il coraggio e la forza di “rivoluzionare” davvero la Chiesa. Sopratutto, non so se glielo lasceranno fare. Questa è l'altra mia grande paura. Ho paura che nell'ipotesi Bergoglio voglia davvero rivoluzionare troppe cose, venga presto “fermato” dagli avvoltoi Vaticani. Ho paura, insomma, che gli venga riservato lo stesso trattamento dato a Papa Luciani (perché, detto fra noi, anche Papa Giovanni Paolo I è stato “fermato”… No?). Diciamo che sicuramente, in questi giorni, in Vaticano, c'è un sacco di gente che sta inghiottendo quintali di veleno. Consiglio a chi è credente di pregare molto, affinché se esiste davvero un Dio protegga questo povero sventurato arrivato dalla “fine del Mondo” nella sua difficile (quasi impossibile) missione.

In conclusione, dico che sarebbe bello se la stessa brezza che spira in Vaticano spirasse anche sul resto d'Italia (e del Mondo…). Anche il nostro Paese, il nostro Stato, sta toccando punti molto bassi della sua Storia. Anche alla guida dell'Italia (e del Pianeta intero), quindi, occorrerebbero persone come Bergoglio. Persone che ripartano dal concetto di UGUAGLIANZA (la particolare attenzione che Papa Francesco sta riservando ai poveri implica automaticamente il ripristino di condizioni di Vita più giuste e più eque per tutti), di SALVAGUARDIA DEL CREATO (la difesa dell'ambiente), di ONESTA' e di UMILTA'. Questi sono i temi basilari da cui tutto il Mondo dovrebbe ripartire, per riuscire ad uscire dal lungo inverno in cui è imprigionato.

Debbo ammettere che qualche “piccolo” segnale in questo senso lo sto vedendo anche in Italia (negli ultimi mesi…). La recente elezione di Laura Boldrini alla Presidenza della Camera, ad esempio, è stato un piccolo “spiraglio” di luce. La Boldrini, oltre ad essere una personalità pulita e stimata a livello internazionale, ha da sempre posto al centro della propria Vita l'attenzione ai più deboli e più poveri (un po' come il nuovo Pontefice. Diciamo che c'è stato quasi un filo comune che ha legato queste due elezioni, così vicine nel Tempo e così simili). Un altro piccolo segnale molto importante è stato l'arrivo in Parlamento dei cittadini del Movimento 5 Stelle. Credo che, al di là di come la si pensi su Grillo e Casaleggio, si possa comunque tutti concordare che l'arrivo nelle Istituzioni di persone “comuni” ed oneste non possa che essere positivo.

Certo, piccoli segnali rispetto all'elezione di un grande Papa, ma comunque belli da sottolineare. Speriamo, sopratutto, che si persegua sui sentieri tracciati, in modo da far sì che la brezza pontificia si trasformi al più presto in un “tornado di cambiamenti” che travolga tutto e tutti.

Magari è la mia solita utopia, ma in questo momento sono felice di crederci. Invito come sempre tutti ad impegnarsi nella propria Vita, affinché le cose cambino e migliorino.

Un abbraccio grande,
Anima Blu