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mercoledì 3 ottobre 2018

Mahatma Gandhi: Anima grande, Anima bella...

Oggi voglio soffermarmi su un tipo di figura che mi ha sempre affascinato: quella del “rivoluzionario”. Parlare di rivoluzionari, ai giorni nostri, può sembrare (anzi, probabilmente è) un “esercizio di stile”… Un'operazione nostalgica, fuori dal tempo e dalla storia. In realtà, credo che – mai come in questo momento – il Mondo abbia un vitale bisogno di persone capaci di “tracciare, ed indicare, nuove Vie”. Purtroppo, questo tipo di soggetti mancano disperatamente all'Umanità… L'ultimo grande “rivoluzionario” che ci è rimasto, forse, è Papa Francesco (per il suo modo di essere pontefice, e per le idee coraggiose che porta avanti, credo possa benissimo essere definito tale).

In questo articolo, però, non voglio parlarvi di Jorge Mario Bergoglio, bensì di quello che viene considerato “il padre di tutti i rivoluzionari”: Mohandas Karamchand Gandhi, detto “il Mahatma” (“grande Anima”). Gandhi, ovviamente, non ha bisogno di presentazioni. Sintetizzando, e banalizzando, lo si ricorda come un politico, filosofo ed avvocato indiano. L'aspetto per cui è maggiormente conosciuto è stato il suo essere pioniere della disobbedienza civile di massa, non violenta, come strumento di lotta e di conquista di diritti negati. Grazie al suo impegno, strenuo e totale, l'India è riuscita a conquistare l'indipendenza dalla Gran Bretagna. Tuttavia, questo piccolo e gracile uomo, è stato talmente tante cose belle – tutte insieme – che è davvero impossibile riassumerle in poche righe.

Per me, è un grande punto di riferimento… Un vero e proprio modello di vita. A lui, ho dedicato uno dei quadri a cui sono più affezionato: “Anima grande, Anima bella”. Come vedete nell'immagine, nell'opera (un acrilico su tela) ho riprodotto diversi elementi… Nella parte alta del dipinto, ho raffigurato la “parte brutta” dell'India: i bambini, ed adulti, che vivono nella più estrema povertà. Nelle periferie delle grandi metropoli, infatti, migliaia di persone dormono per strada… Sotto ad un cartone o, come in questo caso, dentro a dei grandi tubi di cemento. Nella parte bassa, invece, c'è quella che considero la speranza dell'India: le sue donne (in generale, credo che le donne siano una speranza per il Mondo intero… Se non altro per il fatto che, fino ad ora, le redini della Terra sono state tenute in mano dagli uomini). Al centro del dipinto, Gandhi! Ho raffigurato il Mahatma su una specie di tappeto volante… E' un po' come se dal Cielo, da un'altra dimensione, o da dove preferite voi, continuasse a vegliare e a proteggere la sua gente.

Fra le molte massime di questo Maestro, quella che preferisco in assoluto è: “Sii tu stesso il cambiamento che vorresti dal Mondo”. La amo perché indica una strada che ciascuno di noi può percorrere, nel proprio quotidiano: cercare di modificare quello che abbiamo intorno, e che non ci piace. Non è necessario, infatti, essere persone carismatiche o importanti per potersi definire “rivoluzionari”. Non è nemmeno necessario compiere imprese memorabili, che rimangano nella Storia. Tutti i giorni, possiamo compiere milioni di piccole rivoluzioni… Basta solo avere il coraggio di esporre sempre le proprie idee, di rifiutare di unirsi alla massa, e di opporsi a ciò che riteniamo ingiusto o sbagliato (naturalmente, con umiltà ed educazione). E' soltanto in questo modo che possiamo sperare di cambiare, davvero, le cose. E' dal basso, dal tappeto di piccole gocce che compongono il mare, che si trasforma e muta la complessità del sistema che ci sovrasta.

Dunque, sulla scia di Gandhi e di persone come lui, impegnamoci tutti quanti a rendere il Mondo un posto migliore in cui vivere…

Anima Blu

venerdì 24 marzo 2017

Le mie Opere del Cuore (2)

Dopo lo scorso articolo, continuo a raccontarvi - “a modo mio” - alcuni quadri che amo molto.

Guernica – di Pablo Picasso

... Avete fatto voi quest'orrore, Maestro?”

No, è opera vostra!”

Questa è la risposta che si dice Pablo Picasso abbia dato ad un ufficiale tedesco in visita al suo studio, dopo l'esclamazione di quest'ultimo alla visione di “Guernica”. “Guernica” è una delle opere più famose di quel genio assoluto, ed innovatore, che fu Picasso. Venne realizzata in onore, e memoria, dell'omonima città spagnola bombardata nell'aprile del 1937.

In essa, sono rappresentate alcune figure (persone, animali, edifici) completamente straziate dalla violenza cieca e brutale del bombardamento. La scena costruita dall'artista è di una potenza, e drammaticità, veramente notevoli: gli sguardi vitrei (persi nel vuoto), le forme deformi, il caos ed il disordine, le grida di dolore e di disperazione che paiono levarsi dalle bocche dei soggetti rappresentati, sono quanto di più realistico e tremendo si possa associare ad una scena di guerra.

Per questo, “Guernica” è un capolavoro assoluto. E', fra tutte le opere realizzate nella storia (fino ad oggi), quella in cui l'impegno civile applicato all'Arte si mostra nella sua migliore ed efficace espressione. Del resto, è anche il quadro emblema di un artista (Picasso, per l'appunto) che ha fatto del suo “schierarsi” nelle scelte morali e democratiche del proprio Tempo un grande punto di comunicazione artistica.

Oltre a tutte queste cose, però, “Guernica” è anche e soprattutto tremendamente attuale. Credo, infatti, che il messaggio principale di quest'opera sia quello di invitare l'osservatore a fermarsi a riflettere sulla “disumanizzazione” che la guerra porta con sé. Il nostro cosiddetto Mondo “civilizzato”, da una ventina di anni a questa parte, è immerso in un lungo e sordido conflitto internazionale (quella che, in maniera molto lungimirante, Papa Francesco ha definito “la terza guerra mondiale, combattuta a pezzi”).

In questi vent'anni, siamo stati abituati a sentire tante (troppe) definizioni sulla guerra: guerra “preventiva”, guerra “santa”, guerra “che porta la democrazia”... In realtà, io credo che l'unica cosa che una guerra (o un atto terroristico) possa portare con sé è solo morte e disperazione.

Ecco, dunque, che “Guernica” diventa Sarajevo, Baghdad, o Aleppo dei giorni nostri. Ecco che l'Arte “impegnata”, anche se creata decenni e decenni addietro, continua ad essere cronaca e monito per gli uomini di ogni Tempo. Ciò che manca, nel nostro Mondo moderno, è forse proprio questo: voci di impegno civile, e sociale, che si alzino dall'universo culturale... La nostra Società, immersa com'è in tutti i suoi problemi, ha un enorme bisogno di artisti che parlino alle coscienze “addormentate” dei propri concittadini. Per carità... Alcuni che lo fanno, per fortuna, ci sono. Tuttavia, a parer mio, sono sempre troppo pochi. La nostra realtà attuale, ad esempio, necessita disperatamente di “poeti” che parlino e denuncino ancora l'assurdità della guerra (ahimè, non è anacronistico o fuori luogo farlo).

Certo... L'idea di pensare di eliminare totalmente i “conflitti” dalla vita dell'Uomo è un'utopia. Tuttavia, sono gli ideali a tenere in vita, e a sospingere in avanti, l'Anima delle persone. L'Arte, e più in generale la Cultura, servono soprattutto a questo: nutrire, o quantomeno salvaguardare, le utopie a cui il Mondo non pensa più.

Al di là dell'essere artisti o meno, però, ciascuno di noi può fare qualcosa (nel suo grande/piccolo): la Pace, infatti, non sta soltanto nel non avere guerre nel Mondo. La Pace, quella più vera ed autentica, risiede soprattutto nel rapporto che abbiamo con noi stessi e con le persone che ci girano attorno. Dunque, tutti possiamo contribuire a costruire un Mondo con meno conflitti... Come? Creando “rapporti di Pace” nella nostra realtà circostante, ed imparando a conoscere e conoscerci (… magari con l'aiuto dell'Arte che, anche in questo ambito, gioca un ruolo fondamentale e preziosissimo)!

Anima Blu