E così, dopo il Governo tecnico, ci è toccato il Governissimo.
Lo sapevo. Me lo sentivo che sarebbe finita così. Nel mio ultimo
articolo “politico” (che potete rileggere qui:
http://animabluartista.blogspot.it/2013/03/la-sinistra-e-morta-anzi-no-e-piu-viva.html)
preannunciavo che il nostro “amato” Presidente Napolitano, del
quale (ahimè) non siamo riusciti a “liberarci” nemmeno questa
volta, ci avrebbe appioppato un altro bel Governo tecnico o un
“Esecutivo delle larghe intese” (sempre con “viva e vibrante
soddisfazsione”, s'intende…). La colpa, però, non è del povero
inquilino del Quirinale (lui si sa, è fatto così… Vuole, a tutti
i costi, unire Paradiso ed Inferno!). La colpa di quanto è accaduto
è tutta, o quasi, del Partito Democratico.
Il Pd, dopo sei anni di mal di pancia colerici e fallimenti di
ogni sorta (sei anni dalla sua fondazione), è FINALMENTE imploso.
Tutte le magagne sono venute a galla. Lo spettacolo che la Sinistra
(sì, vabbè… Definire il Pd Sinistra è un po' una bestemmia) ha
offerto negli ultimi mesi è stato uno dei più indecorosi di sempre.
Ha cominciato fallendo miseramente il risultato alle ultime elezioni
(sono riusciti a perdere quasi dieci punti di vantaggio, arrivando
alla fine con un sostanziale pareggio… Un record del Mondo!?). Dopo
le elezioni, poi, è iniziato il lento ed inesorabile declino (quello
finale). Sono partiti dicendo che avrebbero guardato solo alla loro
Sinistra, cioè a Grillo (… ma non avevano passato tutta la
campagna elettorale dicendo che Grillo era uno sporco fascista?). Il
piccolo problema, però, è che sono andati dal M5S a chiedergli una
fiducia “in bianco”, su otto punti spuntati magicamente dal
nulla. Voglio dire: Grillo erano mesi che diceva “tutti a casa”,
e sopratutto “mai la fiducia ai Partiti”. Va bene che il Pd ha
qualche difficoltà a comprendere il reale significato della parola
“coerenza” (specie negli ultimi tempi), ma avrebbero potuto pure
arrivarci da soli a comprendere che il M5S non gli avrebbe mai
concesso una cosa simile (poi, per carità, posso essere d'accordo
con voi sul fatto che il Movimento 5 Stelle avrebbe fatto meglio a
dargliela quella fiducia, onde evitare di arrivare in situazioni come
quella attuale. Tra l'altro, a leggere i commenti sul blog di Beppe,
erano in tanti a pensarla come me… Anche perché una fiducia, così
come la si dà, così la si toglie anche). Il Pd, comunque, aveva
ancora anche altre carte importanti da giocarsi: poteva proporre al
M5S di fare un Governo assieme, o ancora meglio poteva proporre un
esecutivo guidato da personalità importanti (Gino Strada, Roberto
Saviano, Milena Gabanelli, Carlo Petrini… Solo per fare alcuni
nomi). Invece nulla. Nulla di nulla. Sono arrivati, nello stallo più
totale, fino all'elezione del Presidente della Repubblica. E qui c'è
stata la Caporetto del Partito Democratico. E' successo veramente
l'incredibile: di tutto e di più. Dopo aver passato due mesi a dire
che non avrebbero MAI fatto alleanze di ALCUN TIPO con il Pdl, sono
andati da Berlusconi (di notte… Stranamente quella notte il
Cavaliere non era impegnato in altre “attività istituzionali”) a
chiedergli di scegliere un suo candidato ideale per il Quirinale. Il
Caimano, o giaguaro che dir si voglia (macchiato più che mai), ha
scelto gongolante il suo uomo preferito. Il Pd, a quel punto, senza
batter ciglio, ha accettato la proposta del Cavaliere, e ha chiesto
ai suoi di votarla convintamente. La cosa più incredibile, però, è
che, nel frattempo, c'era sul tavolo un nome come quello di Stefano
Rodotà (un nome, diciamoci la Verità, molto più vicino allo stile
del Pd che non a quello del M5S). Insomma, il Pd, dopo aver passato
due mesi a supplicare Grillo di appoggiarlo, a dire “mai al Governo
con Berlusconi”, con un candidato pienamente in corsa come Rodotà,
ha scelto invece Franco Marini come “uomo dell'accordo” fra Pd e
Pdl. Pazzesco, allucinante!? Marini non è passato (i giovani
parlamentari, quelli eletti con le Primarie, hanno capito che
all'indecenza c'era un limite…), e il Pd è andato nel panico più
totale. Bersani, una guida ormai vacillante e completamente
disconosciuta dai suoi, è saltato improvvisamente di palo in frasca,
ed è passato (nel giro di 24 ore) da una figura come quella di
Marini a una come Romano Prodi. Ma come? Prima vai da Berlusconi a
chiedergli di farti un nome da lui gradito, poi siccome quel nome non
passa (per colpa tua) allora metti in campo il più acerrimo nemico
dello stesso Berlusconi?! … Follia allo stato puro!? Nel frattempo,
è bene ricordarlo, c'era sul tavolo sempre la candidatura di Rodotà.
Niente da fare. Il Pd non ne ha proprio voluto sapere di votarlo
(forse perché proposto da Grillo. Il Pd ha una sua dignità… Non
si piega ai diktat del comico di Genova!? Lui si piega solo a quelli
del comico di Arcore…). Così hanno impallinato anche il povero
Prodi, e siamo arrivati al triste epilogo che tutti conosciamo.
Con la rielezione di Napolitano era ovvio che l'unico sbocco
possibile fosse un bel “Governo dell'inciucio”. Così è stato.
Il Pd, per l'ennesima volta, si è rimangiato tutto, e dopo mesi
passati a dire “mai con il Berluska”, ora si ritrova Angelino
Alfano (uomo di fiducia del Boss) come vicepremier. Fantastico...
La prima cosa che ho pensato, dopo aver visto tutto il macello che
avevano combinato quelli del Pd, è stata: devono andare a casa
tutti! Tutta la dirigenza del Partito Democratico dovrebbe sparire
dalla faccia della politica!? Non dovrebbero farsi MAI PIU' vedere.
Sono stati un branco d'idioti incapaci. Hanno ridicolizzato e
umiliato, più di quanto già non fosse, la povera e malandata
Sinistra italiana. Il Pd è nato male, e morto peggio. Oltre ad avere
al suo interno troppe Anime diverse, non amalgamate (senza, cioè, un
reale programma e obiettivo comune), ha avuto una Dirigenza
completamente confusa e fuori rotta. Bersani si è dimesso (atto
dovutissimo), la Bindi pure. Gli altri, invece, sono stati promossi:
Letta premier, Franceschini ministro, eccetera… In Italia funziona
così (e, a quanto pare, pure nel Pd): più lavori male, e più vieni
premiato (e poi si riempiono la bocca della parola “meritocrazia”…).
Ora il Partito è alla “resa dei conti”. La cosa migliore
sarebbe quella che si separasse ciò che è stato unito malamente. Il
fulcro di tutti i problemi del Pd (e della Sinistra degli ultimi
trent'anni), a mio avviso, è l'economia. La risposta ai problemi, e
ai quesiti economici, è sempre stato ciò che più di tutto ha
diviso la parte riformista di questo Paese. Il “liberismo
strisciante” che si è infilato anche a Sinistra, è il vero
problema. Oggi più che mai, con la crisi economica che dilaga, e il
sistema capitalistico completamente in panne, occorre avere ben
chiaro come ci si pone e cosa s'intende fare (non esiste una sola
strada e una sola soluzione, come invece vogliono farci credere). La
parte “liberista” del Pd vada ad unirsi alla schiera di plotoni
che gridano “avanti tutta”. La parte di “Sinistra vera”,
invece, torni ad abbracciare tutte quelle forze che ora sono fuori
dal Parlamento (Ingroia e ciò che lui raccoglieva, per intenderci),
e sopratutto cerchi un punto d'accordo e un Programma comune con il
Movimento 5 Stelle (l'unica forza politica che, al momento, seppure
un po' goffamente, propone “vie alternative” all'ideologia
imperante della “crescita a tutti i costi”).
Al di là di questo, comunque, è essenziale cambiare la dirigenza
del Pd (non mi stancherò mai di ripeterlo…). Ci sono tante facce
nuove ed interessanti nel Partito (facce vincenti), che meritano di
prendere la guida di questo povero “malato terminale”. Mi vengono
in mente nomi come Marino, Civati, Puppato, Serracchiani. Tutte
persone con idee anche molto diverse fra di loro, ma giovani e con
l'orecchio ben vicino alla cosiddetta “base” (base che è
incazzatissima per ciò che il Pd ha combinato in questi mesi, come
ovvio). Sono passati per le Primarie, e sanno altrettanto bene quali
problemi attanaglino le persone (ciò che invece i “vecchi
colonnelli”, da troppo tempo rinchiusi nei “sacri Palazzi”, non
ricordano più). E' a queste figure che andrebbe affidata la guida
del Pd (e non ai nomi che circolano insistentemente in queste
settimane).
Personalmente, non nutro simpatie né per Renzi, né per Barca.
Renzi rappresenta proprio l'emblema di quella parte del PD che è
devota al “liberismo”: ben venga un suo impegno in politica, ma
lontano dalla Sinistra. Barca, che invece vorrebbe/dovrebbe
rappresentare l'ala più “rossa” del Partito (in teoria, in
contrasto proprio con Renzi), è a dir poco ridicolo: è stato per un
anno e mezzo Ministro in un Governo, quello Monti, che ha distrutto
tutti i “baluardi” della Sinistra (pensioni, articolo 18,
eccetera), e ora se ne viene a fare il “comunista”… Per
piacere, su: un po' di coerenza!?
La conclusione di tutti questi ragionamenti, ahimè, è che il Pd
si è alleato con Berlusconi. Sono andati avanti mesi a menarcela che
ciò non sarebbe mai accaduto, e invece è accaduto. Enrico Letta, da
sempre uomo simbolo delle tendenze inciuciarie del Pd, ha finalmente
raggiunto il suo obiettivo (nonostante, a parole, dicesse altro). E'
stato scaltro e molto furbo… Ha saltato a piè pari qualunque
passaggio democratico, ed è arrivato in un luogo di grande
prestigio. Se la sua esperienza di Governo non dovesse andare proprio
malaccio, potrebbe essere addirittura lui il nuovo leader di quella
parte del Pd liberista e “inciucista” (se fossi in Matteo Renzi
incomincerei seriamente a preoccuparmi…).
Insomma, ormai l'avrete capito: questo Governo non mi piace
neanche un po' (tranne qualche bella novità, tipo il Ministro Cécile
Kyenge)! Non combinerà nulla di buono, e non farà nulla di quelle
cose che davvero servono al Paese (anti-corruzione, lotta
all'evasione, conflitto d'interessi, ecc.). Non le farà, perché
altrimenti cadrebbe subito (anche se, a mio avviso, non durerà
comunque molto). Berlusconi, che è l'unico che gongola e sorride
sempre, tiene ben stretto “per le palle” l'intero esecutivo, e
detta lui tutte le regole e le condizioni del gioco. La prima mossa
sgradita di Letta, e si va tutti a casa. Letta questo lo sa bene, e
infatti dà per certe tutte le Leggi che piacciono al Pdl, e tutte in
forse le Leggi che piacciono al Pd.
Il Pdl, tra l'altro, non avrebbe troppi problemi a “staccare la
spina” al Governo: tutti i sondaggi lo danno in vantaggio (tanto
più dopo le pesanti figuracce del Pd). Secondo me, bisognava tenere
in campo il Governo che c'era, cambiare la Legge elettorale (a
maggioranza parlamentare), e tornare subito al voto (tra l'altro,
nessuno dice che ci ritroviamo in questa “merda” perché il
Parlamento precedente non è riuscito a mettersi d'accordo per
cambiare questo benedetto Porcellum. L'alternativa a questo Governo
sarebbe stata il ritorno alle urne, il quale ci sarebbe costato
nuovamente qualche milione di euro. Insomma, le facce di culo che ora
stanno in Parlamento sono le stesse che si sono rifiutate di
sistemare le cose quando avrebbero potuto. Hanno portato il Paese
allo stallo, e ora sono tutte di nuovo al Governo… Addirittura
insieme!?).
L'unica cosa certa è che questo “abbraccio mortale” con
Berlusconi uccide sempre di più la Sinistra: la soffoca, come un boa
che si stringe lentamente intorno al collo. Se il Pd non si dà una
svegliata immediatamente, rischia seriamente di riconsegnare il Paese
in mano ai soliti pagliacci. E' un vicolo cieco: un infernale gioco
dell'oca, da cui si riparte sempre dal via, e da cui l'Italia rischia
davvero di non riuscire ad uscirne più. Si dividesse chi si deve
dividere. Chi rimane, invece, cominci a stilare un'immagine di Mondo
nuovo e possibile. Lo ripeto: tutto il futuro si gioca sull'economia,
e su quale tipo di Società si vuole immaginare. Da una parte c'è
chi pensa che tutto deve continuare esattamente com'è stato fino ad
ora (crescita, profitto al centro di tutto, Capitalismo sempre più
concorrenziale, eccetera), mentre dall'altra c'è chi ha l'ardire
d'immaginare una Società diversa. Nel primo gruppo ci sono, chi più
chi meno, la maggior parte dei soggetti (partiti, aziende, lobby
varie, ecc.). Nell'altro, invece, ci sono i Movimenti partiti dal
basso (il più grande e rappresentativo è il 5 Stelle), gli Artisti,
i filosofi… Tutte quelle figure, insomma, che non si accontentano
di bersi le “favole” così per come gli vengono raccontate. La
Sinistra, a mio avviso, quella “vera”, dovrebbe stare proprio in
questo secondo gruppo. La Sinistra dovrebbe essere quella parte del
Paese in grado d'immaginare e disegnare orizzonti nuovi e prospettive
diverse. Deve smetterla di avere paura di essere troppo “estremista”
e “radicale” (sono i Tempi che viviamo che ci portano,
automaticamente, a radicalizzare le nostre posizioni), e deve avere
il coraggio di assumersi la responsabilità delle proprie idee. Solo
così può sperare di vincere e governare questo nostro Paese (fatta
salva la libertà che i cittadini hanno dentro le urne)…
C'è bisogno, insomma, di una Sinistra nuova, per un Mondo nuovo.
E tutto questo, mi spiace dirlo, è quanto di più distante ci possa
essere da Enrico Letta e il suo Governo…
Un caro saluto a tutti.
Anima Blu