Il 6 settembre avevo scritto che il "peggior nemico" di questo nuovo Governo sarebbe stato Matteo Renzi (animabluartista.blogspot.com/2019/09/il-nuovo-umanesimo-con-matteo-renzi.html).
Dieci giorni dopo, in un'operazione mossa solamente dal proprio ego e dalla fame di protagonismo (deliri di un uomo completamente sconnesso dalla Realtà), il topastro fiorentino fonda il suo "partito personale" (minando così, in partenza, il Conte bis).
Che dire: settimana prossima v'invito all'inaugurazione del mio studio di chiaroveggenza...
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martedì 24 settembre 2019
venerdì 6 settembre 2019
Il "Nuovo Umanesimo" (con Matteo Renzi?)...
Il "Nuovo Umanesimo", invocato da Giuseppe Conte, è un
concetto stupendo. E' esattamente ciò di cui avrebbe bisogno la
nostra Società, l'Italia, il Mondo. "Nuovo Umanesimo",
però, significa - inevitabilmente - lotta al Capitalismo e al
Liberismo.
Ecco: mi domando come il Presidente del Consiglio riuscirà a mettere in pratica tutto ciò con Matteo Renzi, uno dei migliori esponenti del "virus liberista" che ha infettato la Sinistra (prima di lui i Radicali), e con quest'Unione Europea (così prona al denaro, e ai mercati).
Insomma: il Governo che nasce, in potenza, potrebbe fare un sacco di cose meravigliose. Nei fatti, temo che si rivelerà l'ennesimo bluff/delusione.
Spero di sbagliarmi...
Ecco: mi domando come il Presidente del Consiglio riuscirà a mettere in pratica tutto ciò con Matteo Renzi, uno dei migliori esponenti del "virus liberista" che ha infettato la Sinistra (prima di lui i Radicali), e con quest'Unione Europea (così prona al denaro, e ai mercati).
Insomma: il Governo che nasce, in potenza, potrebbe fare un sacco di cose meravigliose. Nei fatti, temo che si rivelerà l'ennesimo bluff/delusione.
Spero di sbagliarmi...
giovedì 22 agosto 2019
Il "regalo" più grande alla Lega...
Il "regalo" più grande che si può fare alla Lega è un
Governo PD - M5S. Gli italiani, in questo periodo storico, vogliono
essere governati da Salvini... E' giusto che lo siano.
... Rischiamo l'aumento dell'Iva? Bene. L'Italia corre il pericolo di uscire dall'euro, e dall'Unione Europea? Benissimo. Sull'immigrazione, prima o poi, a furia di tenere bloccate navi cariche di disperati, ci scapperà il morto? Ancora meglio.
Si chiama "democrazia". Il modo migliore per mettere in difficoltà l'avversario è affidargli il Governo del Paese... Solo allora si vedrà se Salvini è davvero un "genio della politica", o se la maggior parte delle cose che propone sono "fuffa".
Le accozzaglie messe assieme "tanto per", "contro qualcuno" (fra gente, fra l'altro, che si è odiata fino a ieri), non possono portare nulla di buono. Abbiamo già visto cos'hanno provocato (vedi alla voce "Governo del Cambiamento").
Chi ha perso deve stare all'opposizione (i 5 Stelle caccino Di Maio, e ripartano dall'asse Conte - Di Battista), e chi ha il "vento in poppa" deve poter governare. In alternativa, rischiamo solamente di regalare il 60% dei consensi al Dj del Papeete. Riflettiamoci...
... Rischiamo l'aumento dell'Iva? Bene. L'Italia corre il pericolo di uscire dall'euro, e dall'Unione Europea? Benissimo. Sull'immigrazione, prima o poi, a furia di tenere bloccate navi cariche di disperati, ci scapperà il morto? Ancora meglio.
Si chiama "democrazia". Il modo migliore per mettere in difficoltà l'avversario è affidargli il Governo del Paese... Solo allora si vedrà se Salvini è davvero un "genio della politica", o se la maggior parte delle cose che propone sono "fuffa".
Le accozzaglie messe assieme "tanto per", "contro qualcuno" (fra gente, fra l'altro, che si è odiata fino a ieri), non possono portare nulla di buono. Abbiamo già visto cos'hanno provocato (vedi alla voce "Governo del Cambiamento").
Chi ha perso deve stare all'opposizione (i 5 Stelle caccino Di Maio, e ripartano dall'asse Conte - Di Battista), e chi ha il "vento in poppa" deve poter governare. In alternativa, rischiamo solamente di regalare il 60% dei consensi al Dj del Papeete. Riflettiamoci...
lunedì 29 luglio 2013
La Repubblica delle banane...
L'Italia è, ahimè, un Paese di cui bisogna spesso vergognarsi. Nei giorni scorsi, ci sono state un paio di “cosucce” (roba da niente, eh…) che ci hanno ricordato in che razza di Stato viviamo.
Cosa è successo? Nulla di che… Abbiamo “solamente” rispedito due rifugiate politiche al Regime che le ricercava (il “caso” Shalabayeva), e abbiamo “solamente” avuto un Vicepresidente del Senato che ha chiamato “scimmia” il nostro Ministro di colore (il “caso” Kyenge). Roba da niente. Infatti, nessuno ha pagato, nessuno ha protestato, nessuno si è dimesso. Tutto è rimasto esattamente come prima (come sempre, del resto).
La cosiddetta “vicenda kazaka” è stata penosa e, allo stesso tempo, strabiliante. Ancora più imbarazzante della vicenda stessa, però, sono state le modalità con cui è stata spiegata. Al di là del fatto che è più che palese che non sono state “rispettate le regole” (regole talmente universalmente riconosciute da minare nelle fondamenta la credibilità di uno Stato… Non applicare certi princìpi, in taluni casi, può provocare addirittura guerre mondiali), è davvero ridicola la spiegazione secondo la quale nessun Ministro fosse a conoscenza di quanto stava accadendo. Si vuol far credere al popolo “capra” che alcuni “semplici” (seppur autorevoli) funzionari di Stato avrebbero obbedito ad un altro Stato, senza informare i propri diretti superiori (cioè, i Ministri e il Governo). Si vuol far credere cioè che, di fronte ad un'operazione così delicata, e ad un'interferenza così massiccia ed organizzata da parte del Kazakistan, i nostri funzionari avrebbero fatto tutto da soli, assumendosi ogni responsabilità (in Italia non ci si assume la responsabilità nemmeno di fronte ad una scoreggia di mosca… Figuriamoci di fronte ad una faccenda del genere!?).
Non prendiamoci in giro. E' più che evidente che Alfano (oltre, probabilmente, ad altri…) fosse a conoscenza dell'operazione… Altrettanto bene, si sapeva chi fosse Alma Shalabayeva e perché i Kazaki la volessero indietro con tanta solerzia (del resto, lo si desume anche dal fatto che nessun immigrato irregolare, con i tempi che ha la nostra burocrazia, viene identificato ed espulso in tre giorni).
La spiegazione che molti si danno è che, dietro questo “strappo alle regole” (chiamiamolo così), ci sarebbero gli interessi economici (in primis, le risorse energetiche) che l'Italia ha con il Kazakistan. Qualcun altro, invece, ha ricordato che il Dittatore kazako è un intimo amico di Silvio Berlusconi. Io, personalmente, propendo per questa seconda opzione. Credo, cioè, che Alfano abbia fatto un favore a Silvio, che a sua volta ha fatto un “favore” all'amico “impresentabile” di turno (in questo caso, il dittatore Kazako). Alcuni giornalisti (pochi, per la verità), all'indomani della composizione del Governo Letta, fecero notare che affidare ad Alfano un Ministero così importante come è quello degli Interni (Ministero che ha accesso praticamente a tutto: inchieste giudiziarie, servizi segreti, eccetera…), fosse un gran bel regalo a Berlusconi. Dopo solo un paio di mesi, il “regalo” ha forse incominciato a dare i suoi primi frutti? Se davvero fosse così, Alfano, più che pensare di dimettersi, si sarà aspettato di ricevere un premio.
In
qualunque Paese civile e democratico, di fronte ad un fatto del
genere, non si sarebbe dimesso il Ministro dell'Interno: si sarebbe
dimesso l'intero Esecutivo!? Sappiamo bene, però, che l'Italia non è
un Paese civile, e tantomeno democratico: da noi i Ministri non si
dimettono nemmeno se li beccano col coltello insanguinato, dopo aver
ammazzato la moglie (figuriamoci per una “robetta” del genere).
Del resto, sappiamo altrettanto bene che la democrazia nel nostro
Paese è morta, anche da quando Giorgio Napolitano si è
autoproclamato Re d'Italia (senza, peraltro, che nessuno abbia
obbiettato nulla). A mio avviso, il Presidente è ormai palesemente
sconfinato dai confini e dai ruoli che la Costituzione gli affida. Fa
e dirige la politica nazionale, impartisce ordini di comportamento…
Minaccia addirittura “ritorsioni”!? Con la “scusa” della
crisi economica, ci ha prima appioppato un Governo tecnico (Monti),
poi uno di conciliazione nazionale… Ora, addirittura, ha già
preannunciato che, nel caso fallisse anche questo esecutivo, ne ha
già pronto un altro. A quando la proclamazione ufficiale che in
Italia è ritornata la dittatura (in senso figurato, s'intende…)?
La
cosa “simpatica” è che il Governo Letta, che si è presentato
come un esecutivo giovane e moderno (tanto evoluto da “tagliare la
testa” alla Ministra Idem, “solo” per non aver pagato l'Ici su
una palestra), ha coperto nel peggiore dei modi una pagina
vergognosissima del nostro Paese. Su “ordine” di Napolitano, e
con la complicità di quasi tutto l'establishment nazionale, si è
cancellata (o, perlomeno, si è tentato di cancellare) l'ennesima
porcheria “all'italiana”. Intanto, negli stessi giorni, Letta
diceva agli investitori stranieri che l'Italia è un Paese sicuro ed
affidabile. Forse non ha capito che il Mondo intero ci ha riso
dietro… Un vero Esecutivo “moderno ed evoluto” avrebbe cacciato
Alfano a calci nel culo. Altro che “sicuro ed affidabile”.
Abbiamo fatto la solita figura degli zimbelli (mafiosi ed
inciucioni).
… Siamo davvero la Repubblica delle banane. I veri oranghi e scimmie siamo noi italiani, che continuiamo cibarci di queste banane marce. La grande difficoltà che, ad esempio, l'Italia sta dimostrando nell'accettare un Ministro di colore è sintomatica del livello di cultura presente nel nostro Paese (Calderoli e quelli come lui rappresentano solamente il termometro di buona parte della Penisola. La Lega batte così tanto sul Ministro Kyenge, perché sa di ritrovare molto riscontro fra i suoi elettori… E non solo…).
Sì, per carità… Per certi versi, preferisco essere italiano, piuttosto che essere inglese (solo per fare un esempio). Da noi, almeno, non ci sono più i Re e le Regine, e non stiamo in fissa se deve nascere il figlio del Principe (questo cavolo di “Royal Baby” mi stava sulle palle già prima di nascere… Manco fosse Gesù Bambino).
E' indubbio, però, che il nostro Paese ci dà spesso motivi per vergognarci. Nel grande, come nel piccolo.
Io,
ad esempio, nei giorni scorsi, per la prima volta da quando vivo in
Salento (cinque anni), mi sono vergognato di questa terra. Perché,
direte voi? Per una faccenda di calcio. La squadra del Lecce,
infatti, relegata in serie C, ha acquistato Miccoli.
Miccoli, per chi non lo sapesse, è quel calciatore che ha definito “fango” il giudice Falcone (frase da lui stesso mai smentita). Si dà anche il caso che Miccoli sia salentino: molti, quindi, hanno gioito per il suo “ritorno in Patria”. Il colmo dei colmi è che la presentazione del calciatore si è svolta proprio nel giorno in cui ricorreva l'anniversario della strage di Via d'Amelio (si sa che parlare di Borsellino o di Falcone, per l'amicizia e la sorte che li legava, è come parlare della stessa persona). Posso dire che l'ho trovato veramente di pessimo gusto? Posto che, se quelle frasi sono vere, Miccoli dovrebbe essere radiato dal calcio, e rifiutato dalla Società come un appestato, ho trovato veramente fuori luogo quanto è accaduto. Mi domando: era il caso che il Lecce acquistasse Miccoli, proprio ora? E se sì, doveva essere necessariamente “festeggiato” come un eroe nazionale che torna a casa? I media locali hanno dato grande risalto alla notizia, con tanto di dirette streaming dell'evento… Io, invece, mi sono profondamente vergognato (in primis per questa Terra, così bella e così evoluta culturalmente).
La vergogna, come vedete, può colpire tutto e tutti. Molti si stupiscono (ed io con loro) del perché gli italiani, di fronte a certe amenità, non scendano in piazza a protestare. La verità è che, tranne poche eccezioni, siamo un popolo di rassegnati. Lo siamo sempre stati. Non riusciamo a renderci conto di quanto gravi e fuori dal Mondo siano certi fatti che accadono nel nostro Belpaese.
Tuttavia, non voglio essere un disfattista. Nutro sempre la Speranza che le cose possano cambiare in meglio. Sogno il giorno in cui potremo dire di vivere in un Paese “normale” e “civile”, all'interno di un Mondo anch'esso un po' più “umano” (perché i problemi non li ha mica solo l'Italia… Anzi…). Sogno il giorno in cui certe frasi, e certi fatti, saranno solamente dei lontani ricordi (della serie: vi ricordate quando in Italia si dava delle scimmie ai neri? Oppure: vi ricordate di Ruby, la nipote di Mubarak? Ecco, così…).
Mi auguro davvero con tutto il cuore che questo nostro Paese, così bello e così grande, possa un giorno diventare faro di Civiltà e Cultura per tutto il resto del Mondo.
(… Accadrà mai?)
Anima Blu
mercoledì 26 dicembre 2012
La Fine del Monti (e l'inizio del Nuovo Monti...)
I Maya avevano previsto la “fine del Mondo”. Invece, il 21 dicembre 2012, è finito “solamente” il Governo Monti. La prima cosa che ho pensato, lo confesso, è che era un evento quasi paragonabile all'Apocalisse. Mi sono detto: da questo momento, l'Italia sarà in un tunnel nero e confuso. Monti era un approdo naturale e sicuro in cui rifugiarsi. Era la garanzia della nostra “affidabilità” nei confronti del resto del Mondo, lo schermo che filtrava il Potere dai politici “sgangherati” e “magnaccioni”, e molte altre cose. Attenzione: non stavo facendo il mio commiato commosso al Governo dei tecnici. Anzi... Per quanto mi riguarda questo esecutivo non doveva nemmeno vedere la luce. E, sempre per quanto mi riguarda, non ho condiviso quasi nulla di quello che hanno fatto. Tuttavia, mi spaventava l'idea che l'instabilità generale che esisteva prima dell'insediamento del Professore, potesse ritornare più forte di prima.
Pensavo anche al fatto che eravamo a due mesi dalle elezioni, e non sapevamo praticamente nulla di quello che ci attendeva. C'era un solo candidato Premier certo, Pierluigi Bersani. Tutto il resto era una gigantesca nebulosa fitta, da cui ogni giorno si tirava fuori tutto e il contrario di tutto. Non si sapevano gli altri candidati Premier, non si sapevano le alleanze, non si sapevano i programmi. Non si sapeva nulla. L'unica cosa certa era che tutti attendevano un segno da Mario Monti, il divino propiziatore dell'era dell'Austerity. Poi, all'improvviso, il “segno divino” è arrivato. Monti ha detto: scendo (anzi, salgo...) in politica. E da li, è cambiato tutto. E' incredibile come le cose possano mutare tanto rapidamente. D'improvviso, sono sparite tutte le mie ansie, le mie paure, le mie incertezze sul futuro dell'Italia. Mah si... Ora è tutto chiaro: dopo Monti, c'è solo Monti!
In realtà, sto un po' bleffando. Si, perché ero tranquillo anche prima. Era già comunque chiaro che dopo Monti, ci sarebbe stato solo Monti. Si, perché forse per la prima volta nella storia dell'Umanità, i politici hanno una paura fottuta di vincere le elezioni. Scacciano una possibile vittoria alle urne, peggio di come si potrebbe fare con un cane affetto dalla rabbia.
… Il Divino Monti è l'unico possibile successore alla guida di questo Paese. Del resto, chi se la prende la responsabilità di guidare l'Italia in questo momento? Se qualcosa andasse storto, il Mondo intero riverserebbe la propria rabbia contro il politico di turno che ha fatto fallire l'Italia e l'Europa intera. L'Europa, per l'appunto, ha già indicato chiaramente cosa vorrebbe per il nostro futuro. La classe politica, poi, ha creato le basi per raggiungere l'obiettivo prefissato: credete sia un caso se nessun partito che siede (anzi, sedeva) in Parlamento, ha mai chiesto di avere una Legge elettorale che rendesse l'Italia finalmente governabile (ossia, che chi vince riesce a governare... Pure che vince di un sol voto)?
… Potreste rispondermi: perché sei così sicuro che dopo Monti, ci sarà di nuovo Monti? In fin dei conti, i sondaggi danno vincente la coalizione di Pierluigi Bersani, e se i sondaggi non si sbagliano sarà Bersani il nuovo Premier!? Si, d'accordo... Il ragionamento non fa una grinza, ma proviamo ad analizzare lo scenario che si apre di fronte a noi dopo l'annuncio del Professore. Intanto, bisognerà vedere se i sondaggi continueranno a dare il medesimo responso. Monti, infatti, fino ad ora, non aveva ancora chiarito se sarebbe stato stato della partita o meno (anche se non ho capito bene che ruolo intenda avere nella campagna elettorale...). Ci sarà quindi da vedere quanto, alla fine, riuscirà a portare effettivamente a casa il Professore (e, secondo me, non sarà poco...). Se vincesse la coalizione montiana, va da sé cosa accadrebbe. Ma se vincesse Bersani, ci sarebbe lo scenario più interessante. Bersani, ancora prima di vincere le elezioni, ha già detto di volersi alleare con il Centro (del resto, pure che vincesse in larga misura, non avrebbe una maggioranza tale per riuscire a governare). Il Centro, dal canto suo, ha Monti al centro (per l'appunto), e senza Monti al centro non si allea con nessuno (questo è il vero motivo del perché il Pd vedeva come fumo negli occhi un impegno politico del Professore! Non voleva ritrovarsi Monti come “avversario obbligato”, e allo stesso tempo non voleva dover scendere a patti con una figura così “imponente” ). E quindi? Che si fa?
… Questa è la mia “profezia” (molto più certa di quella dei Maya). Alla fine vincerà il Pd. Il Pd, però, non avrà i numeri per governare solo. Non avendo i numeri, si vedrà “costretto” ad allearsi con il Centro di Monti (ponendo definitivamente fine al nome SINISTRA associato al Pd... Per l'immensa gioia dei vari Letta, Fioroni, eccetera). Il Centro, però, porrà come condizione fondamentale per l'alleanza il prosieguo senza se e senza ma dell'Agenda Monti, con Monti Presidente del Consiglio. Il Pd, all'inizio, borbotterà un po' (un po' di scena bisogna farla sempre, per essere credibili...). Poi, però, rivolgendosi al popolo italiano, dirà: “Cari elettori, non possiamo lasciare proprio in questo momento l'Italia senza un Governo stabile e coeso, e quindi ci vediamo costretti ad accettare la proposta di Casini... E' per il Bene del nostro Paese”. Così, per l'unità e la stabilità del Parlamento, ridaranno l'incarico a Monti. La versione alternativa è che il Centro accetterà Bersani come Presidente del Consiglio, ma a patto che l'agenda Monti sia il programma del Governo. Insomma, Monti o il suo fantasma aleggeranno ancora per molto sui destini del nostro Paese. Questa è l'unica cosa certa.
In mezzo a tutto questo bailamme, poi, ci sono le “incognite”. Da una parte c'è il pagliaccetto di Arcore che, nonostante tutti gli abbiano sbattuto le porte in faccia con un “no, grazie” (persino la Lega), continua ad occupare le tv per presentare il suo “rivoluzionario” programma elettorale. E' veramente una cosa straordinaria, quell'uomo: non si arrende mai, di fronte a niente e nessuno. Non c'è modo per fermarlo... Solo abbattendolo a fucilate, forse (in senso figurato, s'intende...). Ad ogni modo, la sua strategia è chiara: nonostante tutti mi abbiano detto di no, io continuo ad andare avanti imperterrito. Vado in tv a presentare le mie proposte, e ad ogni ospitata riguadagno punti nei sondaggi (all'Arena di Giletti, però, ha iniziato a dimostrare segni di cedimento. Forse Monti è un avversario troppo grande anche per lui...). Quando vedranno che ho ancora un bel bacino di voti, cambieranno idea e mi riapriranno le porte. Verrebbe da dire che vaneggia, se non fosse che la sua strategia sembra proprio funzionare. Questa è la cosa inquietante: c'è ancora gente disposta a credergli. C'è ancora gente che, ogni volta che lo vede in tv, torna ad avere fiducia in lui. E' una cosa pazzesca... Sembra la storia dei serpenti, che ad ogni suono del flauto tornano ad obbedire al proprio “padrone”. Berlusconi ha costruito, attraverso le sue tv, un potere mediatico e politico che continua ad avere un effetto incredibile. Ogni volta che va in tv, recupera voti. Certo, non vincerà più... Tuttavia, continuerà ad avere un peso non indifferente sul panorama politico. Con i sondaggi in crescita come sono, è probabile anche che qualcuno dei “vecchi” alleati cambi idea e gli riapra le porte. Ad ogni modo, anche se nessuno dovesse dargli più fiducia, si candiderà lo stesso (fosse anche solo per dimostrare quanto vale ancora).
Le altre due incognite sono Beppe Grillo, e Antonio Ingroia. Il primo, se non continua a buttare fuori gente che non ha fatto nulla di male, e se impara finalmente il significato della parola “democrazia” in tutte le sue varianti, avrà un peso non indifferente nel nuovo Parlamento. Il secondo è un folle, o un eroe (a seconda dei punti di vista): si è preso l'arduo compito di ricreare la Sinistra (quella vera...). Questi, escludendo Berlusconi e la Lega, sono gli unici due che potrebbero liberarci dal destino che l'Europa ha già scritto per noi (ovvero, la condanna di Monti a vita). Il problema è che si assomigliano, e assomigliandosi si elidono a vicenda. La Sinistra è a pezzi, perché a Sinistra c'è stato un grande scisma: il Movimento 5 Stelle, infatti, checché se ne dica, è una forza politica fondamentalmente di Sinistra. Il problema della Sinistra è sempre stato quello di avere un'irresistibile voglia di farsi del male, e di frantumarsi perciò ogni volta in mille pezzi praticamente tutti uguali fra loro. So che è praticamente inutile, ma voglio lanciare lo stesso un mio personalissimo appello: Sinistra d'Ingroia, e Sinistra di Grillo, trovate una sintesi e presentatevi uniti alle prossime elezioni! Per la miseria, salvateci da questo infernale gioco dell'oca in cui ogni volta si riparte sempre dal via! Ingroia ha già detto di volersi aprire alla Società civile, e ha altresì chiesto ai “vecchi” politici di fare un passo indietro. Grillo, dal canto suo, accetti di sostenere, oltre ai semplici cittadini, anche personalità di spicco della Società civile (mai state in Parlamento...) in grado di governare e rappresentare dignitosamente il nostro Paese (in questo momento, abbiamo bisogno di qualche guida forte e capace. L'idea di portare in Parlamento gente comune è fantastica, e va attuata... Tuttavia, in questo momento, potrebbe non essere sufficiente, e rischiare di fallire miseramente).
Ad ogni modo, escludendo il mio sogno utopistico di vedere finalmente una Sinistra tutta unita, lo scenario che ci troveremo di fronte alle prossime elezioni sarà il seguente: un polo composto da Pd e Sel (sempre che Sel non si renda finalmente conto di aver scelto il posto sbagliato in cui stare), un grande Centro con Monti (Casini, Fini, Montezemolo, più i transfughi convertiti di Pd e Pdl... Tutto all'insegna della beatificazione terrena e divina del Professore), un polo di Destra anti-montiana (da vedere se unito, o meno. Di certo, ci saranno Berlusconi e la sua schiera di lecca-lecca), il Movimento 5 Stelle, e la Sinistra “antagonista” (termine non corretto, ma non me ne venivano di meglio identificativi). Bisognerà vedere chi di questi riuscirà ad entrare effettivamente in Parlamento.
Tuttavia, come già detto, la nostra sorte è scritta... Dopo Monti, solo Monti.
Ah, comunque Buon Natale...
Francesco Canale in arte Anima Blu
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