martedì 25 maggio 2010

OGNI SCARRAFONE E' BELLO A MAMMA SUIA



Bello, simpatico e soprattutto intelligente... Grande speranza del futuro del Nord
La sua storia
Figlio di un senatore del parlamento italiano, iscrittosi al liceo scientifico di Tradate, per tre volte viene bocciato all'esame di maturità, nonostante che un ispettore sia venuto appositamente da Roma per far ripetere l’esame e verificare che gli esaminatori non fossero i soliti comunisti di parte: bocciato anche in questa circostanza.
Al quarto tentativo supera molto brillantemente l'esame di stato con un eccellente 69/100: è un genio, merita un posto importante nella società.
Con i dovuti requisiti entra subito a far parte dell'organico dell'Osservatorio sulle Fiere Lombarde, per vigilare sulla "torta Expo".
Lo stipendio non è confacente alle sue pregevoli doti, ma per amore di questo paese, si accontenta di soli 12.000 € al mese per combattere la corruzione ed il nepotismo.
Alle elezioni regionali del 2010, a soli 21 anni, viene eletto consigliere regionale. Possiamo affermare con grande soddisfazione che in questo paese chi si dedica allo studio e fatica riesce sempre a raggiungere obbiettivi di prestigio.

mercoledì 19 maggio 2010

La Diversità nel 2010

Mi scrive un nuovo amico, Denis, e mi chiede (prendete esempio, gente, scrivete e dimandate):

"Francesco... Oggi, nel 2010, come stai vivendo il mondo delle disabilità? Secondo te, cosa non hanno capito i giovani di noi?"

Caro Denis, oggi vivo il mondo delle disabilità esattamente come l'ho sempre vissuto. Negli incontri che tengo (con scuole, cittadinanza eccetera) questo è, solitamente, uno dei primi (anzi, sicuramente il primo...) argomenti che saltano fuori. Ovviamente. Diciamo che io vivo il mondo delle disabilità quasi dall'esterno, sinceramente a volte non sento quasi di farne parte. Forse perchè mi sento "troppo normale", nè disabile nè diversamente abile, nè nessun altra cazzata di termine si siano potuti inventare fino ad ora. Forse perchè trovo assurdo si consideri "più diverso" degli altri uno solo perchè ha il culo su una carrozzina, in una Realtà materiale dove TUTTO è fondamentalmente Diversità. Eppure fra "quelli come me" (ci siamo capiti...) sono "anormale", un "diverso fra i diversi" potremmo dire. Le persone disabili sono, spesso, quelle che sottolineano e rimarcano più di tutti la loro "diversità"... Che tendono a volersi chiudere in un circolino. I miei concetti, ciò che credo di aver capito su questo tema, riesco a farli capire molto più facilmente ad un cosidetto "sano" piuttosto che ad un mio, per così dire, "compare" (quante virgolette in questo articolo, virgolette per farvi sottintendere. Quanto vorrei non dover scrivere, nel 2010, questo post. Quanto vorrei non ci fosse più bisogno di usare virgolette). All'inizio non mi capacitavo di come potesse accadere questa cosa, era assurdo. Per me, in carrozzina, era ed è talmente naturale non sentirmi "più diverso" rispetto a chi non ci sta che non riuscivo a capire come gli altri non condividessero quest'idea. Poi ho riflettuto, e ho trovato la risposta. Loro non hanno avuto una famiglia straordinaria come la mia! Partiamo da un principio: ogni Essere, in linea di massima, si pone nei confronti degli altri e della Società come la sua famiglia si è posta prima con lui. Attenzione, qui non c'entra l'affetto... L'Amore... O il Bene. Una persona può volerti anche tutto il Bene di questo Mondo, ma può avere determinati comportamenti che uccidono la tua Anima. Io sicuramente ho avuto due genitori che mi hanno sempre voluto molto Bene, ma ciò che mi ha reso "forte" è stato il loro considerarmi una persona, un figlio, assolutamente normale e uguale a tutti gli altri. Mi hanno sempre fatto vivere la stessa Vita che conducevano loro, non mi hanno creato una Vita ad hoc più facile o confortevole. Non sono le grandi cose che formano una personalità, ma i piccoli particolari. Si sente quando qualcuno non si pone con te in maniera naturale e spontanea, personalmente ho sviluppato la capacità di accorgermene immediatamente. Ecco, i miei genitori si sono sempre posti con me in modo naturale e spontaneo, come con un qualsiasi figlio (oltre che, fin da bambino, mi hanno sempre spinto a cercare cosa mi sarebbe piaciuto fare ed essere nella Vita, quali erano i miei Talenti, sperimentando più cose possibili... Ed oggi eccomi qui a fare l'Artista). Fra i miei amici "carrozzati" non ho notato, purtroppo, lo stesso percorso. Ho alcuni carissimi amici, figli di gente ricca, che hanno avuto sicuramente molto più di me da un punto di vista materiale (accessori, tecnologia eccetera), hanno avuto tutto ciò di cui uno in carrozzina potrebbe aver necessità. Questi ragazzi, però, non riescono a rapportarsi in modo concreto e libero con chi non vive la loro stessa condizione. Pensano che chi non è in carrozzina non possa e/o riesca a capirli. Bhe, questo è un meccanismo che scatta spesso nella mente del genere umano. E' normale, ma è sbagliato. Nella Vita domina, come già detto, la Diversità. Anche nelle scelte la Diversità premia, scegliere ciò che è Diverso da noi produce risultati sicuramente migliori. Unire persone con gli stessi problemi spesso provoca fenomeni come l'autocommiserazione, o l'aggravarsi dei lati peggiori del proprio "limite". Unire, invece, persone con problemi di radice fondamentalmente "diversa" crea una sorta di compensazione ad incastro. Le mancanze di uno vengono sopperite dall'altro, e viceversa. Questa cosa l'ho notata molto nel mio rapportarmi con i giovani, ma di questo parlerò più tardi quando risponderò alla seconda domanda di Denis. Perchè, nelle persone con disabilità, scatta fortemente questo meccanismo di auto-esclusione? Perchè le famiglie che hanno alle spalle, fin da piccoli, li hanno abituati a frequentare posti e persone in cui esisteva solo ed esclusivamente qualcosa inerente la loro "diversità"... Come quasi a volerli abituare a rapportarsi con i loro "simili". La mia famiglia, per esempio, non mi ha mai fatto vedere, nemmeno da lontano, un qualsivoglia centro per "poveri bambini sfortunati". Ho sempre vissuto con gli altri, in mezzo agli altri. Al 100%. Questo mi ha portato a non avere veli davanti agli occhi, a non sentirmi abitante di un "mondo parallelo". La colpa, però, non è nemmeno delle famiglie. Io mi ci metto nei loro panni, e le capisco. Nella Vita bisogna sempre fare il cosiddetto "giro dell'8", mettersi nei panni degli altri no? Ecco... Io, se mi metto dalla parte di una famiglia che si trova all'improvviso la "sorpresa", qualcosa con cui non ha mai avuto a che fare e forse quasi nemmeno sentito nominare, che nonostante tutto sceglie di non fare l'aborto (e non sono molte, purtroppo...), dico che è normale che vanno a cercare risposte nella Società. E qui sta il problema, caro Denis, qui s'arriva al nocciolo della tua domanda: "Oggi, nel 2010, come stai vivendo il mondo delle disabilità?". Io, personalmente, bene. Vivo una Vita assolutamente normale, sono sposato, non mi manca nulla... Non mi sento diverso perchè su una carrozzina, semmai mi sento unico (tutti, ciascuno di noi, è unico) per alcune mie particolarità (essere in carrozzina è una di queste, ma non è nè la prima e tantomeno la più importante). Tutto questo, però, perchè sono io. Francesco Canale, in arte Anima Blu. Con tutto ciò che ho alle spalle (famiglia, eccetera eccetera). Nel Mondo non tutti, però, sono stati così fortunati. E allora la domanda di Denis bisogna ribaltarla, per tutti quelli che vanno a cercare risposte nella Società: "Oggi, nel 2010, la Società come sta vivendo il mondo delle disabilità?". Male, a mio avviso. Molto male. Vive male non solo la disabilità, ma tutta la Diversità in genere. Viviamo in una Società che vuol far finta che la Diversità non esiste, che vuole far dimenticare alla gente che siamo tutti diversi. Questo è grave, è pazzesco. La Diversità è la Vita stessa. Andare contro la Diversità significa, quindi, andare contro la Vita stessa. La Società in cui viviamo, dunque, è fondamentalmente "contro la Vita" (qualcuno potrebbe dire, gentilmente, a quei rincoglioniti dei cattolici che non ha nessun senso gridare no all'aborto e contemporaneamente amare follemente il Capitalismo?). Partiamo da un presupposto: c'è qualcosa dentro l'Uomo che lo porta a rifiutare la Diversità. Da sempre. E' un meccanismo che esiste da quando esiste il Mondo. In tutte le Società precedenti la nostra la Diversità è sempre stata considerata rogna, castigo divino, maledizione, sempre un problema e mai una risorsa. Quante guerre si sono fatte ed ancora oggi si fanno contro la Diversità (anche se, c'è da dire, l'Uomo è bravissimo a coprire i suoi interessi nascosti... Mascherandoli da parvenze di concetti). Il punto, però, è proprio questo: un tempo certi atteggiamenti li si poteva giustificare attribuendoli all'ignoranza, alla mancanza di cultura, all'essere ancora "troppo bestiali". Oggi, invece? Oggi tutti dicono a gran voce che la Diversità non è un problema, che siamo favorevoli alla Diversità (l'idiozia di questa frase: devi essere favorevole ad un qualcosa che fa parte di te? Sei favorevole a te stesso?), che non emarginiamo ma anzi integriamo. Balle. Tutte balle, rivestite di perbenismo. Facciamo "finta" di essere quelli civilizzati, quelli che non hanno problemi a confrontarsi con la Vita. Invece no. Solo che noi siamo furbi, abbiamo trovato un modo "pulito" e "politicamente corretto" di sbarazzarci della Diversità. O meglio, cerchiamo di sbarazzarcene (la Diversità sta dappertutto, più la soffochi più lei esce... Come un vulcano!). Abbiamo inventato il Capitalismo. Eh già. Non l'abbiamo inventato, principalmente, per questo scopo: fondamentalmente serve per arricchire pochi, fottendo tutti gli altri nell'illusione di renderli un giorno ricchi. E' chiaro, però, che per rendere ricchi pochi non può esistere un Mondo di "diversi". Il meccanismo non funzionerebbe. Soffocare la Diversità diventa quindi, allo stesso tempo, esigenza e virtù. Abbiamo creato un'idea "condivisa" di "normalità", dove normale è colui che produce. In qualunque modo, l'importante è che produca. Non persona, non Anima, non Essenza, ma una pura e semplice matricola. Chiunque esca fuori da questo schema è fondamentalmente un "diverso", un problema da eliminare. Chi non produce o non si adegua, viene inserito in un gruppo di gente fatta tutta come lui. Dev'essere così, non può andare diversamente. Se i "diversi" vivessero liberi all'interno della Società diventerebbero delle "mine vaganti", come suggerisce il titolo dell'ultimo film di Ferzan Ozpetek. La disabilità, quindi, subisce lo stesso trattamento. La disabilità nella Società del 2010 quasi non si vede, è tutta raggruppata in tanti piccoli circolini tristi. Esattamente come in quella dell'800, del '500, e via di questo passo. In televisione raramente si vede una persona disabile (tranne in qualche trasmissione cattolica che tratta il tema dei poveri "sfortunati" che Dio ama tanto, o quando Bruno Vespa organizza la "serata a tema" invitando 500 disabili in una volta sola), e questo contribuisce a far si che quando una persona incrocia una carrozzina per strada rimanga basito (l'omosessualità, per esempio, è una Diversità molto più integrata... Perchè in tv è molto facile vedere un gay, anche se spesso l'omosex viene "sfruttato" perchè fa sorridere... Un pò come i giullari di un tempo). Una persona "disabile", in una Società dove devi sempre e comunque rendere al 500%, difficilmente trova lavoro (le liste protette, oltre ad essere un qualcosa di veramente triste, nemmeno funzionano). Insomma, sono tanti i problemi. E spesso finisce così: mia sorella lavora in una Casa di riposo, e ultimamente mi ha raccontato di un ragazzo di 30 anni, affetto da distrofia muscolare, che ha sempre e solo vissuto con sua madre, non si è mai sviluppato come persona... Ora che la madre è diventata anziana e non autosufficiente, il figlio, non avendo nessun altro, è finito assieme a lei in Casa di riposo... A 30 anni!? Lo trovo pazzesco, e m'indigno profondamente. Questa è la nostra Società, una Società che non mostra alle famiglie italiane una disabilità "vincente" (di chi come me si sposa, lavora, vive una Vita normale insomma) ma che al contrario le indirizza verso determinati luoghi, Pensieri, modi d'agire e porsi, preoccupazioni. Eh si, perchè se un figlio con "problemi" non riesce a crearsi una Vita normale la preoccupazione più grande dei genitori diventa, in una Società tra l'altro molto egoista, cosa ne sarà di lui un giorno che scompariranno loro. Così sorgono Onlus "Dopo di noi" come funghi. Queste Onlus spesso mi chiamano per le mie attività artistiche (una proprio settimana scorsa), io vado, cerco di trasmettergli qualcosa ma vi posso assicurare che sono gli ambienti più ostici di tutti, ostici a recepire certi concetti così "diversi" e "nuovi". La Società influenza in maniera sbagliata le famiglie, le famiglie a loro volta i figli, e i figli infine influenzano male se stessi e le loro scelte. E' un meccanismo vizioso, bisogna spezzarlo. Bisogna spezzarlo perchè soffoca l'Anima di persone che, come tutte le altre (nè più nè meno), avrebbero molto da dire e da dare al Mondo... Ed invece muoiono appassite su se stesse, e questo è inaccettabile per una Società così evoluta e civile come ama definirsi quella odierna del 2010.

Veniamo alla seconda domanda di Denis: "Secondo te, cosa non hanno capito i giovani di noi?". Mah, a parte che non so cosa dovrebbero capire di noi in quanto "disabili". Cioè, ritornando al discorso di prima siamo tutti quanti diversi ed ognuno, carrozzina o no, è unico. Bisogna sempre rapportarsi 1 a 1, cercare di capire chi si ha di fronte. Quelli che stanno su una carrozzina non sono mica tutti uguali, ognuno ha un suo modo di pensare, d'agire, di rapportarsi, ha dei suoi gusti. Pensare di cercare di capire chi sono TUTTI quelli che vivono su una carrozzina è stupido, oltre che impensabile. Ecco, forse ciò che non hanno capito (ma perchè nessuno gliel'ha mai mostrato, non per altro) è che i "valori" che la Società gli trasmette sono fasulli e passeggeri... La bellezza fisica, il successo, il denaro, l'Apparire invece che l'Essere. I veri Valori, con la V maiuscola, sicuramente aiutano e stimolano l'accettazione delle Diversità. Io credo, perchè l'ho provato sulla mia pelle, che i giovani sono quelli più pronti e disponibili ad accettare concetti nuovi e "diversi". Ho sempre vissuto in mezzo a loro e non ho mai avuto particolari problemi, anzi. Oggi, quando vado a parlare con loro negli incontri che tengo, ricevo moltissimo. Il problema delle nuove generazioni è che sono rassegnate, sfiduciate, rimbambite da tutto ciò che il Mondo gli butta addosso e dall'omologazione che la Società tende a volergli cucire sopra. Hanno come un velo davanti gli occhi. Basta poco però per farlo cadere questo velo, cade molto più facilmente rispetto ad un adulto. I giovani, ne sono convinto, non avrebbero nessun tipo di problema ad accettare la Diversità se solo qualcuno gliela ponesse di fianco. I giovani adorano la Diversità, la cercano, proprio perchè sono nell'età in cui ancora (per fortuna) ricercano sè stessi e le proprie diversità/unicità (procedimento, questo, che gli adulti spesso non assecondano e a volte soffocano addirittura). Prima accennavo al mio rapportarmi con i giovani, e all'unire problematiche diverse. Si, per me è stato proprio così ed il bello è che tutto è avvenuto in modo naturale e spontaneo. A scuola ho sempre cercato di fare a meno dell'insegnante di sostegno (questa figura, spesso, se non vien ben utilizzata crea un muro fra il ragazzo e i suoi compagni), perchè volevo che la mano me la desse la classe. Solitamente, quando avevo bisogno di qualcosa il primo che si alzava in piedi e veniva a darmi una mano era un cosiddetto "ragazzo difficile"... Quelli che a scuola vanno male, che vengono da situazioni familiari disastrate, quelli che io ho affettuosamente definito "pinocchietti". Irrimediabilmente, poi, diventavamo amici perchè nasceva una sorta di concordanza Spirituale e Fisica: loro davano una mano a me da un punto di vista pratico, e io li stavo ad ascoltare cercando anche di dargli buoni consigli. Vedete, cari amici, caro Denis, come la Diversità spunta sempre fuori: i limiti di uno vengono compensati dalle capacità dell'altro, e viceversa. Come dovrebbe essere sempre, fra buoni amici. Bene, siamo arrivati alla conclusione di questo articolo. Desideravo precisare ma, molti di voi già lo sanno, che critico fortemente la Società e, ad un primo sguardo, può sembrare che generalizzo troppo o faccio del qualunquismo. E' ovvio che c'è anche tanto di buono nella Società, degli ottimi spunti da cui partire (i giovani, per esempio)... Sulla Diversità volevo sottolineare, però, che, al contrario di quanto può sembrare, siamo ancora MOLTO indietro. Impegnamoci tutti, allora. Lo dico sopratutto ai più "diversi" (mi sento un pò un idiota a dover scrivere certe cose): non rassegnatevi a vivere una Vita mediocre, non pensate che non potete vivere una Vita "normale", non fermatevi a chi è più simile a voi... Andate oltre, guardate oltre... Fuori dal vostro piccolo orizzonte. C'è un'umanità intera, fatta sopratutto di giovani, che aspetta solo di essere istruita e di poter conoscere ciò che la Società del 2010 spesso gli nasconde. Un abbraccio a tutti, uguali e diversi. Anima Blu

La Follia del genere Umano...

Il primo cyborg è inglese: addio parole, si comunica con il pensiero

NICLA PANCIERA

Se una mucca si intromettesse ora nella nostra conversazione con il muggito degno di un baritono, difficilmente riuscirei a capire quanto sta tentando di dirci. Del tutto analoga sarà la percezione che nel futuro avremo di quel vecchio, stupido e antiquanto modo di comunicare chiamato discorso».

Parola di Kevin Warwick, docente di cibernetica all'Università di Reading, in Gran Bretagna, e primo uomo bionico. «Non è più fantascienza e non è una questione di tecnologia. Essere uomini e donne bionici non significherà solo un potenziamento delle prestazioni del nostro cervello, ma la possibilità di essere dotati di nuove facoltà oggi impensabili, come comunicare con il pensiero con i nostri simili, pensare in quattro o cinque dimensioni, non limitarci ai cinque sensi».

Anche i più assuefatti alla tecnologia e ai suoi gadgets non possono che restare stupefatti di fronte alle promesse - e agli esperimenti pioneristici condotti sul suo stesso corpo - dell'unico uomo che ha collegato il proprio sistema nervoso a un computer e l’ha messo in Rete, riuscendo a comunicare «telegraficamente» con la moglie, a spostare oggetti lontani migliaia di chilometri da sé e a sperimentare percezioni tecnicamente extrasensoriali. «Se oggi usiamo già supporti esterni per potenziare le nostre capacità di calcolo e memoria, perché non integrarli nel nostro corpo? Perché non permettere che la nostra memoria diventi la memoria delle macchine?», si chiede, nemmeno troppo provocatoriamente, lo scienziato inglese, che ricorda come l’high tech renda possibile integrare una serie di oggetti nell’organismo, come nel caso degli arti artificiali in fibre di carbonio, che possono diventare migliori degli originali umani, oppure degli impianti cocleari che ridanno l'udito e delle retine artificiali.

Per Warwick, che nel 1998 si è fatto impiantare un microchip a radiofrequenza nel braccio sinistro e nel 2002 innestare un centinaio di microelettrodi nelle terminazioni nervose dello stesso arto, il prossimo passo - spiega - «sarà un impianto cerebrale per realizzare la comunicazione direttamente da cervello a cervello. Tra sette, al massimo 10 anni».

«Se fossimo cyborg - racconta - avremmo una visione del tutto diversa del mondo davanti a noi: cambierebbero radicalmente i sistemi educativo e sanitario, non solo la comunicazione interpersonale. Dobbiamo continuare a indagare il funzionamento cerebrale, ma intanto siamo in grado di creare un cervello biologico partendo dai neuroni dei ratti. Adeguatamente stimolati, formano delle reti neuronali che vengono poi impiantate nei robot, dove le connessioni si rafforzano con l'esperienza. Si tratta di apprendimento vero e proprio».

«Che cosa significa essere pipistrello?», si chiedeva 40 anni fa nelle sue «Questioni Mortali» il filosofo Thomas Nagel, in uno dei più importanti interventi di filosofia della mente. «Ora ho la risposta! - dice Warwick -. Ho sperimentato la percezione degli ultrasuoni. Nonostante la benda sugli occhi, ero in grado di muovermi e sapere esattamente la distanza degli oggetti grazie agli impulsi elettrici che stimolavano il mio cervello tanto più intensamente quanto più mi avvicinavo a loro». Eppure - aggiunge - si dice sorpreso di quanto lentamente si avanzi in questo campo. «Dopo il successo del primo test, pensavo che in molti mi avrebbero seguito. Non è stato così: la maggior parte degli scienziati sono estremamente conservatori».

Nonostante riceva fondi sia statali sia privati, il professore è spesso bersaglio di un fuoco di emozioni che vanno dalla benevolenza, come quella espressa dal vescovo di Coventry, «che ha appoggiato il mio lavoro per le possibili ricadute sulla sorte degli uomini», all’ostilità, anche se Warwick assicura che «sono pochi i colleghi che dissentono apertamente», fino alla curiosità carica di aspettative, come dimostrano i «molti volontari che mi contattano per partecipare agli esperimenti. Alcuni sono affetti da gravi disturbi neurali, mentre altri sono giornalisti, professori o avvocati, consapevoli delle potenzialità del mio lavoro».

Warwick promette una rivoluzione. «Temo che, oggi, l'aumento sempre più evidente delle differenze sociali sia una conseguenza della tecnologia - afferma -. Ci sono infatti diseguaglianze enormi tra le stesse società. Dopotutto, noi voliamo da un continente all’altro, anche se una larga fetta della popolazione mondiale non se lo può permettere». Lo scenario, però, potrebbe cambiare radicalmente. L’uomo bionico - sottolinea - apre prospettive allettanti, come l'affrancamento dai lavori più monotoni e usuranti, e una trasformazione del concetto di tempo libero, uno «spazio» da dedicare ad attività davvero stimolanti, enfatizzate dalle facoltà cognitive e sensoriali generate dalla simbiosi biologia&macchine. E non basta. «I miei test, come quelli per far “crescere” un cervello, permettono di gettare luce sul suo funzionamento, rispondendo a questioni mediche essenziali, come il trattamento e la cura di pazienti colpiti da ictus, Alzheimer o Parkinson». E progressi in questi campi - sottolinea - stanno a cuore a chiunque, anche a chi si dichiara contrario alle sconvolgenti ibridazioni da cyborg.

Tutto bene, dunque? Non proprio. I rischi per l'essere bionico - come per qualunque creatura - sono in agguato. «I segnali inviati del computer - conclude Warwick - potrebbero “colonizzare” sia il cervello sia l’organismo, alterandoli, tanto da diventare veri e propri virus». Il mondo biologico e quello tecnologico devono ancora imparare a conoscersi.

giovedì 29 aprile 2010

I Giorni del Giudizio




















Il mese di Aprile che
sta per concludersi è stata una vera e propria resa dei conti, su tanti fronti diversi. Le foto qui intorno ci ricordano due soggetti molto "protagonisti" in queste ultime settimane: Gianfranco Fini, nel ruolo di giudicante, e Papa Benedetto XVI, nel ruolo di giudicato. Sono, ovviamente, due storie separate.

Iniziamo a vederla ciascuna per conto suo. Lo strappo fra Fini e Berlusconi è finalmente venuto alla luce, con il suo bel carico di odio e rabbia. Come avevo già preannunciato su questo blog, qualche articolo fa, o Gianfranco rinunciava alle sue posizioni oppure la rottura era INEVITABILE. Berlusconi, che nella sua immagine di uomo infallibile non ama mostrare all'esterno alcuna magagna che lo riguardi (al contrario di quello che vogliono farci credere...), si è trovato costretto, dopo alcune pessime figure fatte da esponenti del Pdl in tivù, a portare tutto il pasticcio di fronte le telecamere. Lui è così: o tutto o niente. O facciamo i nostri bei giochini chiusi e segregati nei Palazzi, oppure sputtaniamoci tutti quanti allegramente in un continuo e incessante reality show. La verità è che il Popolo della Libertà, o meglio il Governo, ci stanno facendo davvero una bella figura di merda. Non è come vogliono farci credere "semplice dialettica interna", la dialettica è pacata e armoniosa. Qui è scoppiato un vulcano (a proposito di vulcani, questo mese ne abbiam viste delle belle eh? Magari dopo diciamo due paroline anche su questo), che da tempo covava rancori e bocconi amari rimasti per troppo tempo sullo stomaco. In questi giorni si sono tutti sbizzarriti a dire se il conflitto fra i due abbia radici politiche o personali, chi dice uno, chi dice l'altro. Io, personalmente, credo siano entrambe le cose. Partiamo da un presupposto: quando c'è in ballo Berlusconi o fai il servetto o sei un uomo morto. Con lui non esiste dialettica interna, non esistono altri capi se non lui. E' una Primadonna e non vuole altre donne accanto a lui (metaforicamente parlando ovviamente, perchè sappiamo quanto ami invece circondarsene "in privato"... Eheheh), se qualcuna comincia a cinguettare dietro alle sue spalle si gira e la sbrana. Questa è anche la sua Forza, il suo Carisma, ciò che affascina di lui le masse. Pertanto altre personalità "spiccate" di fianco a lui non possono esistere, devono sciogliersi fino a diventare tappetino, devono semplicemente imparare a sciorinare in televisione i mantra imposti dall'altro. Pura e semplice Legge del Capobranco, Legge Naturale, bestie insomma. L'unica eccezione Berlusconi la fa con la Lega Nord (un partito che di certo non si fa zittire o mettere in piedi in testa), forse perchè ha troppo bisogno di quest'alleato o forse perchè considera Bossi uno che non abita a casa sua. Lui dev'essere Padrone assoluto dovunque, ma sopratutto nel proprio Regno. Altrimenti è rottura. Prima è stato Casini, ora Fini. Quest'ultimo si è, giustamente, rotto i coglioni di essere trattato come una pezza. Ha sciolto nell'acido berlusconiano un Partito storico quale era Alleanza Nazionale, si è trovato di conseguenza appiccicato il titolo di cofondatore del Pdl (Berlusconi non poteva fare altrimenti, ma forse ora se n'è pentito amaramente. Pensava che Fini s'accontentasse del titolo onorario), epperò nella prova dei fatti era considerato un deputato qualsiasi. Fino a ciò che lo ha fatto davvero imbestialire, ovvero l'ultima cena ad Arcore dove Berlusconi e Bossi hanno stabilito il programma delle riforme per poi mandare quel decerebrato di Calderoli da Napolitano... Tutto a sua insaputa. Ci si potrebbe scrivere un testo teatrale, dove Berlusconi fa il marito, Fini la moglie, e Bossi l'amante. Mentre la moglie rimane a casa, il marito se la fa con l'amante e in più assieme a lei decide... Che sò... Di vendere la casa dove vive con la moglie. La vende, senza nemmeno dirglielo. Cornuta e mazziata, insomma. Se non è una moglie del tutto deficiente, logicamente s'incazza. A questo aggiungiamo i continui attacchi personali del Giornale di proprietà del fratello del Presidente del Consiglio, e direi che gli ingredienti per fare una torta esplosiva ci sono tutti. Direi che Fini può esserci antipatico quanto vogliamo, ma in una situazione del genere non gli si può dare torto. Certo, c'è la questione della Presidenza della Camera... Li non si capisce bene com'è andata, se è stato lui a volerla o Berlusconi ad appioppargliela nella speranza di mettergli un bel bavaglio. Comunque, in ogni caso, credo che li sia sbagliato il meccanismo di fondo. Non si può prendere gente di un Governo politico che è stato eletto su motivazioni politiche, e poi metterli a presiedere organi di garanzia come la Camera e il Senato. E' impensabile. Dovrebbe, a mio avviso, funzionare come la Presidenza della Repubblica (tra l'altro, sono le tre più importanti cariche dello Stato a discendere): presiedano la Camera e il Senato persone terze (personalità di spicco della Società Civile) non elette in un ambito politico, e il problema sarebbe risolto. Il problema personale fra Fini e Berlusconi non credo invece si possa risolvere facilmente, Silvio la sua personalità egocentrica certo non la cambia (tutta la sua Forza sta li) e se non è Gianfranco ad abbassare la testa l'è dùra (per dirla alla Bossiana). Poi c'è il problema politico, e su questo campo la posizione di Fini scricchiola un pò di più. E' evidente che anche in materia di idee e proposte l'ex capo di An vuole segnare il passo dalla follia politicamente distruttiva di Berlusconi e dei suoi. Un Paese che sta morendo su se stesso, e in Parlamento non si fa altro che discutere di legge sulle intercettazioni, scudi per Presidente del Consiglio e ministri eccetera. Vuole creare una Destra diversa probabilmente, dove ci sia una qualche minima base democratica e di buonsenso che manca fondamentalmente nella "pseudo-destra" di Berlusconi. Gianfranco Fini ha capito che in una Società ormai totalmente multi-etnica (ormai dovunque ti giri vedi più stranieri che italiani), dove quasi il 10% del Pil viene creato dalla forza lavoro degli immigrati, pensare di arroccarsi su una collinetta e chiudere tutte le porte senza nemmeno volgere lo sguardo ad una realtà che ormai, vuoi o non vuoi, esiste... E' da pazzi. E fin qui tutto bene, c'è da esser felici che possa nascere a Destra un qualcosa di meno folle del Berlusconismo. L'unica cosa che ci si domanda è questa: ma dove cazzo era Fini fino ad oggi? Voglio dire, Silvietto nazionale non è mai cambiato. E' dal '94 che ogni volta che viene eletto ripropone sempre le solite boiate per parare il culo a lui e quelli come lui, non è una novità degli ultimi tempi. Gianfranco vuole aprire sull'immigrazione, bene, ma perchè la Legge che regola questa materia si chiama "Bossi - Fini"? Oggi Gianfranco si dice molto distante dalle posizioni di Umberto Bossi, ma all'epoca in cui c'ha scritto insieme la Legge no? Bhà, si sarà convertito come Sant'Agostino... Sarà stato fulminato sulla Via di Damasco. Per carità, io con la mia buona dose di fiducia nel genere umano sono convinto che si possa sempre cambiare e migliorare le proprie posizioni. E se Fini è davvero maturato come sembra, bhè, non può che essere una cosa positiva. Certo, ora bisogna vedere cosa farà e come andranno le cose. Gente all'interno del Pdl che lo appoggia ce n'è davvero poca, tantissimi ex An gli hanno voltato le spalle per seguire la comodità di essere appoggiati al culo di Berlusconi. Quindi, credo, che le strade possibili siano tre: o Fini trova un bel pò di gente del Pdl che sposi la sua causa (ed un Partito spaccato in due provocherebbe conseguenze catastrofiche, oltre l'ira furibonda del Premier), o ritorna nella sua cuccia (soluzione più improbabile di tutte), o esce dal Partito (il che metterebbe a rischio la stabilità del Governo, ma Berlusconi pur di non andare ad elezioni anticipate farebbe di tutto). Bhà, staremo a vedere.

La seconda storia di questo mese è, come già detto, quella che riguarda Papa Benedetto XVI e, più in generale, il Vaticano. E' scoppiato il caso pedofilia nella Chiesa. Allelujah. Finalmente. Non fraintendetemi, non è certo una cosa su cui festeggiare. Era ora, però, che qualcuno si prendesse la briga di alzare pubblicamente il velo su una questione di cui praticamente tutti sapevano ma che nessuno aveva il coraggio di denunciare. La pedofilia nella Chiesa fino ad oggi era mormorio di paese, bisbigli alle orecchie, chiacchiere al buio... Un fantasma che aleggiava. Ora sono fatti REALI (magari non tutti, ma molti senz'altro), che stanno emergendo e che continueranno ad emergere. Ovviamente, come ci si poteva immaginare, la cosa non è partita dall'Italia... Da noi non si muove foglia che il Vaticano non voglia. Il Papa ha dovuto ammettere a voce alta (prima lo faceva, diciamo, borbottando un pò), chiedere perdono e sopratutto dettare una Linea d'azione che dovrebbe essere scontata ma che spesso all'interno della Chiesa non la era: un prete pedofilo dev'essere denunciato all'autorità civile e sospeso (in attesa di verifiche) dal suo Magistero. Fino ad oggi si diceva che il "peccatore" appartenente allo stato Vaticano doveva essere denunciato all'autorità del medesimo (anzi, la vittima dell'abuso se non lo faceva entro determinati tempi da quando era avvenuto il fatto rischiava lei stessa addirittura la scomunica), e in merito al Magistero non veniva SOSPESO ma SPOSTATO. E' risaputo quanti preti pedofili, dopo aver compiuto abusi, invece che essere "aiutati" e "curati" venivano trasferiti in altri posti (dove, ovviamente, continuavano a combinare guai). Speriamo che, d'ora in avanti, la Linea dettata dal Papa venga rispettata e applicata alla lettera da tutti i suoi Vescovi e Cardinali. Certo, la Chiesa si è ritrovata catapultata tutta d'un botto in una situazione alquanto imbarazzante. Qualcuno ha provato, come è comune abitudine fare, a gridare al complotto (Silvio docet) ma poi la questione si è rivelata talmente grande e grave che era impensabile sostenere tali teorie. Il Vaticano dovrebbe incominciare a ragionare seriamente sulle cause che provocano così tanti casi di pedofilia nella Chiesa, non credo la si possa ridurre ad una semplice questione di qualche mela marcia. La trovo una risposta troppo comoda. Certo, è sicuramente vero che i pedofili s'annidano un pò dappertutto... Ma sono convinto che, all'interno dello svolgimento del Magistero, ci siano uno o più particolari meccanismi che portano, spesso, il prete a deviare. Non mi è ancora del tutto chiaro quali siano (sicuramente la castità "forzata" è un aspetto, ma non l'unico), però una cosa è certa: le domande che mi pongo io, gli alti prelati non se le fanno. Ho visto una Chiesa imbarazzante e fragile che, invece di farsi una seria analisi di coscienza, si è stretta intorno al suo Pontefice... Arrancando. Si, arrancando, perchè quando un Cardinal Sodano esprime solidarietà al Papa davanti le telecamere chiamandolo addirittura "dolce Cristo in terra" (il che mi suona anche un pò blasfemo) non lo trovo un segno di Forza. Lo trovo, al contrario, un pessimo segno... Simbolo di una Chiesa marcia nelle sue fondamenta, esattamente come la Società su cui poggia. In più, come se tutto questo non bastasse a creare abbastanza imbarazzi, è saltato fuori anche il ritrovamento del corpo di Elisa Claps. Altra storia assurda. Altre verità soffocate fra le mura della Chiesa. Un prete, e sicuramente più di uno, hanno tenuto nascosto il corpo senza vita di una povera bambina per ben 17 anni, nel sottotetto di una Basilica!!!? Per che cosa? Per proteggere un malato di mente quale è Danilo Restivo, malato di mente fortunato però... Perchè ricco. Vergogna!!! Se Restivo era un povero pazzo qualunque a quest'ora stava marcendo in carcere, invece visto che non lo era gli "uomini di Dio" hanno preferito lasciar marcire la povera Elisa dentro ad un edificio religioso. Questa storia dimostra, una volta di più, da che parte sta solitamente la Chiesa: dalla parte dei ricchi. Cose da pazzi. Se penso che la gente, per 17 anni, è andata a pregare con il corpo mummificato di una bambina sopra la testa mi vengono i brividi. Sconsacrare quella Basilica mi sembra il minimo da fare! Dovrebbero buttarla giù! Spero che li sbattano tutti in galera (uomini di Chiesa e non), tutti quelli che hanno aiutato anche solo minimamente a tenere coperto il fatto. Restivo è pazzo, ma loro sono dei bastardi!
Nel mese dei Giudizi, delle rese dei conti, è arrivata anche quella della Natura con l'Uomo (seppur piccola). L'eruzione del Vulcano nei Paesi Nordici ha sbattuto in faccia al genere umano la realtà dei fatti: possiamo avere la tecnologia più avanzata possibile, illuderci di dominare tutto e tutti, ma alla fin fine basta un pò di polvere alla Natura per piegarci al suo volere... Per ricordarci che siamo piccoli, che siamo ospiti di questo Pianeta, che siamo stupidi e insulsi. E l'hanno dimostrato gli aeroporti fermi di questi giorni, le persone a dormire sulle brandine negli scali... Tutto per un pò di polvere. Ma tanto ormai a noi nulla c'impressiona più, nessuno si ferma a riflettere, si continua per la folle strada imboccata... E così bruciano le piattaforme petrolifere, le coste e le biodiversità della Louisiana sono praticamente già fottute. Vedete, cari amici, non esisterebbero rese dei conti, Giorni del Giudizio, se avessimo tutti quanti più umiltà, più riflessione, più dialogo. Se avessimo più Amore, più Senso di Responsabilità, più Etica. Insomma, se avessimo più Anima. Anima Blu

Sono nella stanza accanto...

di Charles Peguy

L’amore non svanisce mai.
La morte non è niente,
io sono solo andato nella stanza accanto.
Io sono io. Voi siete voi.
Ciò che ero per voi lo sono sempre.
Datemi il nome che mi avete sempre dato.
parlatemi come mi avete sempre parlato.
Non usate un tono diverso.
Non abbiate un’aria solenne o triste.
Continuate a ridere di ciò che ci faceva ridere insieme.
Sorridete, pensate a me, pregate per me.
Che il mio nome sia pronunciato in casa come lo è sempre stato,
senza alcuna enfasi, senza alcuna ombra di tristezza.
La vita ha il significato di sempre.
Il filo non si è spezzato.
Perché dovrei essere fuori dai vostri pensieri?
Semplicemente perché sono fuori dalla vostra vista?
Io non sono lontano, sono solo dall’altro lato del cammino.

(Ho pubblicato questo testo perchè, oltre ad essere una bellissima poesia, affronta il tema del "distacco" in un modo giusto... Ho perso due sorelle, molto giovani, e in casa mia abbiamo vissuto la loro mancanza proprio come suggerisce il testo... Non perchè l'avessimo letto, nemmeno era stato scritto forse... Ma perchè ho avuto due genitori straordinari! Dopo un pò di tempo mi è capitato sotto gli occhi, e mi ci sono molto ritrovato... Nonostante io sia agnostico, e vorrei avere tanto la certezza che quella stanza accanto esista davvero! Sono convinto, comunque, che fede o non fede un lutto bisognerebbe cercare di viverlo sempre come racconta questo testo... Perchè di sicuro l'Anima delle persone che ci lasciano vorrebbe che noi continuassimo a sorridere... Per quanto possa essere dura! Anima Blu)

mercoledì 31 marzo 2010

Eppure il Vento soffia ancora...






















Rieccoci qui, cari amici, con l'immancabile analisi politica dei risultati delle Elezioni Regionali appena passate, risultati ancora caldi caldi. Il titolo di questo articolo (omaggio, tra l'altro, all'indimenticabile Pierangelo Bertoli) può avere una doppia valenza e un doppio significato.


"Eppure il Vento soffia ancora" (significato numero 1): nonostante tutte le porcherie, le prove generali di regime, l'incapacità di governare (e addirittura di presentare liste nei tempi stabiliti), gli interessi personali, le balle, l'informazione messa a tacere (e quante altre cose ancora si potrebbero aggiungere a questo elenco)... Nonostante tutto questo, il Vento del Berlusconismo in Italia continua a soffiare prepotente e non cenna a diminuire. In una prospettiva, tra l'altro, di forte crisi per le Destre in Europa, come dimostrano la recente batosta subita da Sarkozy in Francia e i pessimi sondaggi della Merkel in Germania in vista delle prossime elezioni. E aggiungo: magari avessimo, in Italia, Sarkozy o la Merkel al posto di Berlusconi. Magari. M'inginocchierei (sempre se avessi le ginocchia, ovviamente!) e bacerei il pavimento. Certe volte mi vergogno di essere italiano, per quanto sono idioti i miei connazionali. Dico, ma quanto bisogna essere rincoglioniti per credere ancora alle balle di Berlusconi e i suoi? Eppure, parlando in giro con le persone, c'è davvero chi crede alle "favolette di Nonno Silvio"... Tipo che i giudici ce l'han con lui perchè sono comunisti, e altre amenità del genere. Il Berlusconismo è un fenomeno che andrebbe davvero studiato approfonditamente dai sociologi, bisognerebbe incominciare seriamente a domandarsi su quali siano le radici di questo vero e proprio "cancro" per l'Italia. Il Governo ne combina una davvero grossa, più che evidente (che perfino un bambino capirebbe), e tu a quel punto dici: bhè, adesso gli Italiani si sveglieranno, s'indigneranno, apriranno gli occhi e diranno "oh, cazzo, ma quanto siamo stati cretini". E invece niente, silenzio, ogni boiata passa quasi nell'indifferenza totale. E così il Re ne combina un'altra ancora più grossa, e silenzio lo stesso. E di nuovo così, in una continua escalation di boiate fatte da una parte e di silenzio-assenso dall'altra. A tutto questo l'unica vera risposta ha provato a darla Elsa Morante (si, peccato che il testo che segue sia del 1945 e si riferisca a Benito Mussolini):

"Il capo del Governo si macchiò ripetutamente durante la sua carriera di delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbero meritato la condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo. Perché il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini? Una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse e tornaconto personale. La maggioranza si rendeva naturalmente conto delle sue attività criminali, ma preferiva dare il suo voto al forte piuttosto che al giusto. Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre il tornaconto.

Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei. Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt'al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po' ridicolo per le sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della gente e causa del suo stile enfatico e impudico. In Italia è diventato il capo del governo. Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano.

Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuole rappresentare."

Eppure il Vento soffia ancora (significato numero 2): C'è una brezza di Sinistra che, nonostante tutto, resiste agli uragani e che, sopratutto in Puglia, non solo resiste ma cerca anche di aumentare la sua Forza e tornare ad essere un Vento autorevole nel panorama italiano.

Partiamo da un presupposto: queste Elezioni le ha vinte la Destra. Forse non nei numeri (7 a 6), ma nel significato certamente si. Quando anche solo una Regione cambia di colore, è evidentemente una sconfitta. E' stata per la Sinistra, però, una sconfitta a mio avviso "molto interessante", dignitosa e con spunti di riflessione importanti. E' stata una sconfitta direi ricca di speranze perchè, come dicevo prima, c'è un Vento di Sinistra che nonostante tutto soffia e che, se ben indirizzato e curato, potrebbe portare buone cose. Ci sono, certamente, dati inquietanti e molto tristi: il Vento (per rimanere sempre nell'ambito "meteorologico") forte e burrascoso della Lega al Nord. La Lega potrebbe presto diventare, sempre che non lo sia già, un GROSSO problema per l'Italia. La Lega rappresenta molto bene l'egoismo del Nord, come gli egoismi di tutti i Nord del Mondo, un Nord che è sostanzialmente flagellato dalla crisi del Capitalismo ma che, invece di cambiare decisamente rotta, continua impavido e delirante su una strada folle... La strada dell'egoismo e della chiusura. Quando un Sistema è in crisi dovrebbe aprirsi, ed invece molto spesso si chiude in se stesso. Peccato che poi, solitamente, arriva l'Entropia (per chi non sapesse il significato di questo termine tecnico Entropia vuol dire MORTE). Prima o poi, sono convinto, l'economia squisitamente Capitalistica di Milano crollerà. Intanto, però, ha ancora la forza per resistere qualche anno e quando la Lega dice che vuole la secessione del Nord bisognerebbe incominciare davvero a prenderla sul serio, visto che ormai è quasi il primo Partito in quei territori. Il Potere, si sa, da la possibilità di realizzare i propri "sogni"... Anche se essi sono folli e immorali. La Lega Nord diverrà ciò che è il Movimento Basco in Spagna. Da domani incomincerà ad alzare la voce, prima di tutto con Berlusconi (per chi non lo avesse ancora capito a Bossi non frega un benemerito cazzo di Berlusconi. Una volta il Senatùr lo disse, che pur di riuscire a realizzare l'idea di Padania libera sarebbe stato disposto a mettersi con tutti, pure con il Diavolo), che dovrà sempre di più soddisfare tutte le sue richieste, e poi con il resto d'Italia. Quando la Lega dice che se non otterranno l'Indipendenza del Nord saranno pronti anche ad usare le armi, non c'è da prenderla a scherzo. I Baschi non scherzano, lo dicono e lo fanno. Anche qui, però, nonostante lo scenario triste e preoccupante non tutto è da buttare. La lotta all'ultimo voto in Piemonte, fra Mercedes Bresso e Roberto Cota (altro grande ipocrita Leghista... Sbandiera le radici Padane, con un padre nato a San Severo, in provincia di Foggia), è un risultato importante nonostante la vittoria del candidato leghista (c'è anche da vedere se sia effettivamente così... Perchè la Sinistra ha chiesto il riconteggio dei voti). Bisognerebbe, in ogni caso, prendere Beppe Grillo per le orecchie. Sono felice che il suo Movimento abbia avuto così tanto successo in poco tempo, condivido sia le idee che porta avanti che questo nuovo modo di "fare politica", ma alla fine dei conti ha fatto perdere il Centrosinistra. Quei 3, 4 voti percentuali che ha preso hanno regalato il Piemonte alla Lega. Anch'io, se avessi dovuto votare ancora in quella Regione, avrei davvero malvolentieri messo la croce su una coalizione favorevole alla TAV in Val di Susa e in cui era presente un partito come l'UDC. Ma purtroppo la Vita insegna che non siamò nè nel Paradiso terrestre, tantomeno in quello celeste, e malauguratamente a volte bisogna scegliere il male minore. Se il Movimento a 5 Stelle avesse appoggiato la coalizione di Sinistra avrebbe magari preso meno voti, avrebbe (forse) fatto meno exploit, ma avrebbe garantito una vittoria importantissima e strategica per fermare la valanga verde del Carroccio. Così non è stato, peccato. Nel suo nuovo modo di "fare politica" Beppe Grillo dovrebbe inserirci anche l'idea che in Italia per governare sarebbe meglio avere un pò meno protagonismo, e un pò più senso di squadra. Il protagonismo fa parte del vecchio, anzi stravecchio, modus operandi della politica. Nel Centro Italia, come previsto, ha retto il Vento di Sinistra... Anche qui però ci sono segnali evidenti, e preoccupanti. Una Lega che raggiunge quote molto alte, e che per la prima volta siederà in alcuni Consigli regionali. Un virus che si propaga. Berlusconi un cancro, Bossi un virus. Direi che l'Italia ha bisogno di un bel ricovero. In Emilia il candidato "grillino" ha sbancato, ed infatti si è visto nel forte calo che ha avuto in quella Regione il centro-sinistra. In quel caso, però, va benissimo che il Movimento del comico genovese abbia corso da solo. Le terre reggiane ed emiliane sono roccaforti "rosse". Non c'era alcun pericolo, dunque, di regalarle alla Destra. Il Piemonte invece no, cazzo. Più che roccaforte era una specie di capanna, già fragile di suo, circondata dagli eserciti "verdi". E' bastato un piccolo soffio di Vento, per farla cadere. Dal Centro in giù cominciano a farsi notare maggiormente gli errori della Sinistra. Intanto il Lazio. Nella Regione della Capitale, a mio avviso, è stato sbagliato candidare la Bonino. Per due motivi: il primo è che il Partito Radicale, come l'Udc, è una realtà politica con una matrice fondamentalmente di Destra. Sono due modi diversi d'intendere la Destra, uno ateo e l'altro "cattolico" (per modo di dire), ma pur sempre "pericolosi". Lo dimostra il fatto che Emma e i suoi, in tempi non troppo lontani, siano stati alleati di Berlusconi e sposino concetti come quelli del "libero mercato", da lasciare in mano ai privati. Il secondo motivo è che, in un territorio strategico come il Lazio, sarebbe stato meglio avere un candidato "forte" del principale partito di opposizione, cioè il PD. La scelta caduta sulla Bonino sembra quasi un voler avuto abdicare, rinunciare, scaricare la responsabilità, in una battaglia sicuramente difficile per la Sinistra dopo la vicenda Marrazzo. In ultimo c'è da considerare anche la "questione Vaticano", non secondaria. A parte il fatto che non ho sinceramente capito cosa c'entrasse l'indicazione dei Vescovi a votare chi è contro l'aborto (si trattava di Elezioni regionali, mica di un Referendum... Ma forse era proprio un attacco più o meno "velato" alla candidatura radicale), certo è che sperare che i cattolici moderati mettessero la croce sulla Bonino era a dir poco utopico. Infatti, a conferma di ciò, non è un caso se nel Lazio l'astensionismo sia stato più forte che altrove, e non è stato certo per la mancanza della lista del Pdl (voti chiaramente confluiti nella lista civica della Polverini). La Calabria e la Campania sono state una tragedia. La Sinistra in queste due Regioni ha sbagliato tutto, prima e dopo. Prima per come ha governato. Bassolino e Loiero hanno, obbiettivamente, governato male. Non sono riusciti a creare quella rinascita Morale ed Etica che solo la Sinistra può portare nelle Regioni del Sud, regioni con problemi profondi e radicati, generati tutti da un unico grande problema: la mentalità mafiosa. Non hanno saputo stimolare, generare, far fiorire. Le hanno tenute "nel loro brodo", per così dire. Le hanno crogiolate nei loro problemi, senza cercare di andare alle radici. Una specie di surrogato di Destra, diciamo. Hanno sbagliato prima, e hanno sbagliato adesso. Le candidature di De Luca, sindaco "sceriffo", e di Loiero, pagliaccio un pò goffo, sono state davvero auto-distruttive. La sconfitta di De Luca in Campania è l'ennesima dimostrazione, se mai ce ne fosse stato bisogno, che quando la Sinistra cerca di scimmiottare la Destra, in una disperata ricerca del voto dei moderati, perde. Perde perchè i moderati, comunque, non la votano. E in più perde anche i voti di quelli di Sinistra, con la S maiuscola, che non ci stanno a sputare sopra gli Ideali fondamentali che muovono le loro scelte. Tutto ciò non è dimostrato solo dal disastro di De Luca in Campania, ma anche dai risultati deludenti di Penati in Lombardia, altro sindaco "sceriffo", e da Bortolussi in Veneto (il quale, quelle poche volte che l'ho visto a Porta a Porta, non faceva altro che continuare a ripetere che la crisi economica non è poi così grave). In questo discorso rientra anche l'alleanza con l'UDC. Il Partito Democratico fermi subito quest'idea stupida d'inseguire Casini&Company, i risultati si sono già visti in queste elezioni. Nelle Regioni in cui l'UDC era schierato a Sinistra non ha aggiunto nulla, ma semmai ha tolto. Nelle Regioni in cui stava a Destra, invece, è andato bene. Questo perchè? Per vari motivi: il primo è che, come dicevo prima, un vero elettore di Sinistra ha seri problemi a votare una coalizione in cui è presente questo Partito fondamentalmente democristiano. Al contrario di un elettore di Destra che, nella stessa identica situazione, continua comunque a votare la sua parte. E questo è il secondo motivo. Il terzo, da non sottovalutare, è che lo stesso elettore dell'UDC trovando il suo Partito alleato magari coi comunisti preferisce non votare... Oppure votare direttamente il PDL. Ne è la dimostrazione, di nuovo, il Piemonte. I voti della Sinistra sono scappati nel Movimento Grillo, sicuramente anche perchè nella coalizione Bresso c'era lo Scudo Crociato (Mercedes paga pure la scelta di appoggiare il Treno ad Alta Velocità in Val di Susa, e sappiamo bene quanto c'entri il partito di Casini in tutto questo). L'alleanza Sinistra - Casini è, dunque, evidentemente dannosa... Sia per gli uni, che per gli altri. Meglio che l'UDC stia per conto suo. Come in Puglia. E torniamo al Sud, quindi. E' notizia di queste ore le dimissioni del ministro Raffaele Fitto, il quale pagherebbe per aver "imposto" a Berlusconi la candidatura del suo pupillo Rocco Palese, impedendo così di confluire tutti sul nome di Adriana Poli Bortone. Se fosse confermata, bhe, sarebbe davvero un bello smacco. Come già scrissi, la vittoria in Puglia era davvero strategica e importante e la sconfitta brucia non poco. Certo, se fossi uno di Destra sarei incazzato forte con la Poli Bortone, la quale si è messa di traverso soltanto per puntiglio (sapeva benissimo che non avrebbe mai vinto). Tutto ciò, ovviamente, ha giovato a Nichi Vendola (personalmente, però, penso che se anche il candidato delle Destre fosse stato unico il Leader di Sinistra e Libertà avrebbe vinto comunque). Nichi è ciò che dovrebbe fare ed essere al Sud la Sinistra, è la risposta ai vari De Luca, Loiero, e Bassolino. Non è un caso che lui ha vinto, e gli altri hanno perso. Innanzitutto ha governato bene, e al di là delle posizioni politiche quando uno sa fare andare bene le cose su un determinato territorio poi i cittadini lo premiano. Sa stimolare, crescere, far fiorire. Sa riattirare la gente al Voto, in particolare i giovani. Sa essere uno del Popolo, in mezzo al Popolo. Sa mostrare il suo lato umano. Un pò come fa Berlusconi, solo che lui mostra un suo lato "umano" artificiale, che gli serve solo per nascondere la pochezza di contenuti che possiede. Tutta forma, e niente sostanza. Nichi invece prima di tutto ha sostanza, e poi anche forma (il che non guasta). Non è sbagliato, a mio avviso, definirlo il "Berlusconi rosso": ha la stessa capacità di trascinare le folle che ha Re Silvio, ma per fortuna nostra con Idee pulite e buone. Le masse si sa seguono più la forma, che i contenuti. Nonostante tutto a me, per ora (dico per ora perchè in genere quando una cosa viene troppo amata dalla gente poi non piace più a me... Vale eccezione solo per Vasco Rossi!), Nichi piace molto (come ho già scritto, varie volte, su questo blog). Se potessi dargli un consiglio gli direi solo di tenere sempre sott'occhio l'Ego, perchè sicuramente è un uomo che farà strada e il peggior nemico di ogni grande Rivoluzionario è sempre sè stesso, la propria Anima che continuamente incensata rischia di dimenticarsi da dov'è partita e qual'è la sua vera Natura. Detto questo, credo e spero che la Puglia possa diventare il laboratorio per una nuova Sinistra, un nuovo Sud, una nuova Italia. Una Regione virtuosa in mezzo, per ora, al nulla. In conclusione, credo la riflessione più importante vada rivolta all'astensionismo. E' un dato grave, molto grave. E ancora più che grave è triste. Badate bene, non è solo un astensionismo rivolto alla politica. E' il segno evidente di un disincanto crescente, di una sfiducia, di un disinteresse, di una RASSEGNAZIONE generali. Siamo in un periodo storico brutto, anzi pessimo, dove impera la corruzione... Dove tutto sembra non reggere, dove i nostri giovani sono talmente vuoti e SOLI da mettere a rischio la loro Vita giocando su un'autostrada, giocando ad evitare le macchine sfreccianti. La Politica di questo dovrebbe ragionare e preoccuparsi, non di un candidato o l'altro o di una percentuale in più o in meno. Stiamo perdendo di vista l'Essenza della Vita. La Politica da qui, e solo da qui, deve ripartire, dall'Anima dell'Uomo e della Società, dal basso... Proprio perchè Politica è (o meglio sarebbe) ciò che "governa la Vita". Bisogna quindi, necessariamente, ricreare una Società pulita e solidale. Altrimenti il Vento, il Vento della Vita, quello più importante rispetto a tutti gli altri che muovono di qua e di la l'Essere Umano, rischia davvero di smettere di soffiare. Eppure io dico che, nonostante tutto, il Vento soffia ancora... Anima Blu

Storielle su Berlusconi...



L'On. Berlusconi si reca in una banca nei pressi di Montecitorio per cambiare un assegno; giunto il suo turno lo presenta al cassiere con il suo sorriso smagliante e gli chiede di poterlo incassare.
Il cassiere, persona di integerrima professionalità, stante il fatto che l'Onorevole non e' cliente della banca, gli chiede a sua volta di mostrargli un documento d'identità, al ché Berlusconi, dopo aver cercato inutilmente nelle proprie tasche, ribatte:
"Carissimo, mi consenta, come può immaginare non vado in giro con i documenti; data la mia posizione e la mia notorietà direi che non ce n'è proprio bisogno!"
Il cassiere non fa una piega e ribadisce che in assenza del documento non puo' effettuare l'operazione e Berlusconi, che comincia ad alterarsi, chiede di far scendere il direttore.
Anche quest'ultimo, nonostante l'imbarazzo, non puo' far altro che confermare la correttezza della procedura applicata dal cassiere.
A questo punto Berlusconi sbotta:
"Ma cribbio, non mi verrete a dire che la procedura la applicate davvero cosi' rigidamente a tutte le persone famose che entrano in questa banca!?"
"In effetti - risponde il cassiere - non proprio; ad esempio due settimane fa è venuto qui Iuri Chechi, senza documenti; gli ho chiesto se poteva provare di essere davvero chi diceva di essere e lui si è afferrato a quella sbarra della parete attrezzata, si è messo a squadra, poi ha volteggiato ed è atterrato con una perfetta coordinazione dei movimenti; a quel punto non c'erano dubbi e gli ho cambiato l'assegno; l'altro giorno è passato Totti, anche lui senza documenti, si è messo a palleggiare davanti alla cassa e nessuno ha avuto piu' dubbi: era proprio lui, e gli ho cambiato l'assegno.
Insomma, se può fare qualcosa che provi al di la' di ogni dubbio che lei è davvero l'On. Berlusconi, il problema è risolto."
Berlusconi comincia a pensare, ma dopo poco sbotta nuovamente: "Ma, non so, in questo momento mi vengono in mente solo cazzate!"
E Il cassiere: "Come li vuole, da 200 EURO o in tagli più piccoli?".

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Berlusconi in groppa al suo cavallo PierFuria sta aspettando il verde per attraversare la strada, quando una bambina su una bicicletta nuova di zecca si ferma accanto a lui. 'Bella bici - dice il premier - te l'ha portata Babbo Natale?' ''Certo che me l'ha regalata lui' risponde la bimba. Dopo aver scrutato la bicicletta, il presidente del consiglio consegna nella mani della piccina una multa da 5 euro... 'La prossima volta - le dice - dì a Babbo Natale di mettere sulla bicicletta una luce posteriore'. La bambina, per nulla intimorita, lo guarda e gli dice: 'Bel cavallo, signore. Gliel'ha portato Babbo Natale?' ''Certo che me lo ha portato lui' risponde Silvio con aria stupita e divertita. 'Allora - continua la bambina - la prossima volta dica a Babbo Natale che i coglioni vanno sotto il cavallo, non sopra'.