martedì 3 maggio 2011

Svolte epocali...
















Il primo articolo che ho pubblicato sul blog quest'anno, a gennaio, iniziava così: “Com'è cominciato scoppiettante questo 2011...”. Si riferiva allo scandalo di Berlusconi e Ruby Rubacuori. Questo 2011 è molto di più che un anno scoppiettante. E' un anno che rimarrà nella Storia... E, per nostra grande fortuna, non ci rimarrà per gli “scandaletti” di Silvio. Ci rimarrà perchè sono successe, e stanno accadendo, svolte epocali. E' strana la Vita. Ci sono degli anni in cui è calma piatta, totale, mentre altri in cui invece accade tutto insieme (stranamente succede la stessa cosa anche nella mia Vita personale). Io non sono credente, non credo negli oroscopi/disegni divini (come ben sapete). Questa, però, è una di quelle cose che mi lascia dei dubbi. Mah, sarà tutto solo un caso (o forse no)... L'unica cosa certa è che questo 2011 non ha proprio l'aria di essere un anno come un altro. Le svolte epocali che stanno accadendo sono evidentissime: le rivoluzioni nei paesi arabi e il disastro nucleare di Fukushima. Proprio ieri, inoltre, è uscita la notizia che avrebbero ucciso Osama Bin Laden. Non voglio soffermarmi troppo su questa notizia, perchè è tutto ancora molto confuso. E' anche questa, comunque, una svolta epocale. Una cosa permettetemi soltanto di rilevare: in 10 anni che gli danno la caccia (dal 2001), gli americani (guarda caso) riescono a scovare il “super-latitante” Osama proprio nei mesi in cui tutto il mondo arabo è pervaso da un meraviglioso fermento. E' un po' strano, non trovate? Sarà, anche qui, solo un caso (ma 'sto caso non è che lo tiriamo in ballo un po' troppe volte?). Sinceramente non saprei dire cosa ci potrebbe essere dietro questo “strano caso”, ma certo è che quello che sta avvenendo nei paesi arabi preoccupa (e molto) i popoli occidentali. L'Occidente sventola, continuamente, la paura che dietro queste rivoluzioni ci sia l'ombra dei terroristi. Non è questa, però, la paura dei nostri Governi. Quella del terrorismo è evidentemente una scusa (in questi mesi qualcuno di voi ha visto, per caso, bruciare qualche bandiera occidentale? Io no!) per guardare con sospetto queste meravigliose rivoluzioni. Nel mondo Arabo si svolge da sempre una partita fondamentale per tutto l'Occidente: la partita del petrolio. Noi, checchè se ne dica, dipendiamo come drogati dalla terra musulmana e dall'oro che scorre sotto ad essa. Il nostro Capitalismo è potuto diventare quello che è grazie sopratutto al petrolio (almeno l'80% dei prodotti che utilizziamo ogni giorno deriva, in un modo o nell'altro, dal petrolio). Il nostro Capitalismo è potuto diventare quello che è grazie ai governanti corrotti che abbiamo sempre sostenuto in quei Paesi. I governanti corrotti sono proprio quelli che oggi sono nel mirino della “Primavera musulmana” (vedi alla voce Muammar Gheddafi). La paura dell'Occidente, quindi, non è tanto per il presunto terrorismo ma quanto per il fatto che se cadono questi “dittatori” e vanno su Governi “del popolo” le condizioni favorevoli potrebbero cambiare. L'intervento della Nato in Libia rientra perfettamente, secondo me, in questa logica. L'Occidente non può fare nulla contro queste ondate di “risveglio”. Non resta quindi che appoggiarle e mostrarsi come “amici” agli occhi di chi, da domani, dipenderanno i flussi di petrolio. L'uccisione di Bin Laden potrebbe essere un modo per lanciare un sasso nel grande marasma che avvolge oggi l'Islam, e per sondare così eventuali “emozioni” e “reazioni”. Ovviamente è soltanto un'ipotesi. L'unica cosa certa è che quello che sta accadendo al di là del mare è davvero una svolta epocale. Le conseguenze non è ancora chiaro quali potranno essere. Gli arabi, comunque sia, ci stanno dando una grande lezione. Io farei questa equazione: arabi di oggi = partigiani di ieri. Si stanno liberando dai parassiti che l'Occidente, come dicevo prima, ha instaurato e sostenuto per decine e decine di anni. La loro rivoluzione non è anti – occidentale, ma nei fatti lo sarà. La miccia è partita da Internet... Internet non è forse un “nostro” prodotto? L'uomo bianco crede, come sempre, di poter dominare e controllare tutto. Non è così. Prima o poi scappa qualcosina, ed è da quel “qualcosina” che divampano poi gli incendi. Che figura da idioti che stiamo facendo! Fino a ieri amici dei dittatori, oggi grandi sostenitori dei rivoluzionari. L'Italia è ovviamente la prima della fila. Gheddafi è incazzato come una iena con il nostro Belpaese, e ha tutte le ragioni per esserlo. Su questo non gli si può dare torto. Fino a ieri l'abbiamo accolto come un Re, gli abbiamo baciato le mani, ci siamo chinati a 90 gradi in tutti i modi possibili e immaginabili... E poi? Poi tutto d'un tratto, di punto in bianco, lo andiamo a bombardare. E' allucinante. Gheddafi è un delinquente, ma penso che pure ad un santo gli girerebbero i coglioni di fronte ad un comportamento del genere. Berlusconi ha esposto il nostro Paese ad un rischio colossale... Siamo fortunati che, alla fin fine, Gheddafi è soltanto un “povero pazzo”... A quest'ora, altrimenti, ci starebbero cadendo un bel po' di bombe in testa. Dunque, è scoppiata la guerra in Libia. Questa guerra è stata fatta, evidentemente, solo per meri interessi economici e strategici (come dicevo prima). E' una guerra sbagliata perchè è una guerra che abbiamo prodotto noi (noi inteso come Occidente). E' una guerra contro noi stessi, alla fine. Bisognava pensarci prima, bisognava avere rispetto per le risorse altrui, bisognava sostenere la Democrazia. Così non è stato, e queste sono le conseguenze. La guerra è sbagliata ma è, oggi, purtroppo inevitabile. Il capo dell'Algeria ha ceduto. Mubarak pure. Gheddafi no. Gheddafi è troppo corrotto, e marcio, per arrendersi. Gheddafi non si fa scrupoli a sparare sulla sua gente. Io sono assolutamente per la Pace, e lo sapete. In certe rare eccezioni, però, è necessario l'uso della forza. Mussolini non sarebbe mai caduto, se i partigiani non avessero imbracciato le armi. Oggi i libici, per cacciare Gheddafi, non possono non imbracciare le armi. Il punto è che il Colonnello è troppo forte, e da soli gli insorti non possono farcela. Hanno chiesto aiuto all'Occidente. L'Occidente ha risposto. Premesso che fino ad oggi è stato tutto sbagliato (per colpa nostra), vi lancio una provocazione: come bisognerebbe comportarsi oggi? E' sbagliato andare a bombardare, d'accordo. Che si fa allora? Si sta fermi, e si lascia che il Rais resti dov'è? Credetemi, c'ho pensato e ripensato. D'istinto verrebbe da dire che non bisogna mai usare la Forza, e che bisogna tentare tutte le altre strade. Io sono un idealista, e lo sapete. Per mia grande Fortuna, però, sono anche realista. La mia parte razionale mi dice che se oggi qualcuno non aiuta gli insorti... Gheddafi vince. Ho una forte impressione che, questa volta, la mia parte razionale non si stia sbagliando. Non credo sinceramente che con Gheddafi basti la diplomazia. Gheddafi non se ne andrebbe mai, con qualsivoglia azione diplomatica. Potete dirmi che è sbagliato andare a lanciargli le bombe (perchè le bombe non sono intelligenti e colpiscono quello che capita), ma non potete dirmi che per mandarlo via basta la diplomazia. Qualcosa bisognerà pur fare. Non lo so: fare arrivare agli insorti armi e mezzi più potenti, spingere gli altri Paesi confinanti ad inviare truppe in aiuto. Qualcosa che sia il più neutro possibile, ma che dia ai libici la possibilità di vincere questa battaglia contro Muammar. Lo ripeto, io sono assolutamente contraio alla guerra come mezzo di risoluzione dei conflitti. Ci sono certe situazioni, però, in cui è una strada obbligata. La Libia, oggi, credo sia una di quelle situazioni. Poi c'è il discorso clandestini / profughi. Qui abbiamo vissuto una situazione davvero paradossale e ridicola. Un paese di 65 milioni di abitanti va nel panico per qualche migliaia di profughi? Abbiamo visto, nuovamente, la politica del “terrorismo” psicologico (anche noi abbiamo dei terroristi, Obama... Vieni a liberarci!) che la Lega fa sulle sue popolazioni. Berlusconi, invece, ha avuto un'altra bella occasione per fare il suo spettacolino da incantatore di serpenti. “Ghe pensi mi, ghe pensi mi...”. Si, ghe pensa lù. Si è visto, infatti, come gh'a pensato a Napoli o a L'Aquila (Napoli è sommersa dai rifiuti più di prima): soluzioni temporanee e assolutamente inefficaci. E' stato uno spettacolo indecente vedere questi poveri clandestini trattati come “delinquenti di Guantanamo”, deportati in campi di prigionia vergognosi. Questi campi, poi, erano davvero ridicoli. Il Governo, sapendo che molti clandestini volevano passare il confine per andare in Francia o Germania, ha lasciato che scappassero come se nulla fosse: le abbiamo viste tutti le immagini di quei ragazzi che saltavano le reti, e delle Forze dell'Ordine a braccia conserte. Quale serietà e credibilità può avere uno Stato che combina queste pagliacciate? Quei campi non andavano fatti, ma se li si vuole fare li si faccia almeno bene. Poi, sinceramente, trovo demenziale la differenzazione fra clandestini e profughi. I profughi li accogliamo, i clandestini li rimandiamo indietro. Qualcuno dovrebbe spiegare ai nostri governanti che quando delle popolazioni migrano lo fanno perchè non vivono situazioni di benessere, al di là che nei loro Paesi ci sia la guerra o meno. Nessuno di questa gente lascia la propria Terra perchè ha voglia di venire a fare turismo in Europa. Nessuno lascia la propria Terra felice di farlo. Creare questa differenza fra chi parte perchè nel suo Paese ci sono le bombe, e chi parte perchè nel suo Paese si muore di fame, è stupido ed ipocrita. Io credo che non sia etico rispedire a casa qualcuno che bussa alla tua porta, da qualunque parte arrivi. La soluzione migliore (l'unica praticabile), infatti, è stato concedere permessi di soggiorno temporanei. Chi arriva sul nostro suolo ha diritto, secondo me, ad avere una possibilità... Permesso temporaneo (non possiamo pretendere che gli stranieri stiano nella legalità, se non gliela offriamo noi per primi), che può diventare definitivo se la persona riesce ad integrarsi con il lavoro. Certo, l'immigrazione andrebbe organizzata e coordinata. Ci vorrebbe innanzitutto coordinamento fra tutti i Paesi europei nel gestire i flussi, a seconda delle esigenze e dei bisogni dei singoli Paesi (e anche delle possibilità lavorative che offrono). Purtroppo, invece, stiamo assistendo ad una sempre più progressiva “chiusura” dell'Europa (è stato uno spettacolo altrettanto indecente vedere gli Stati europei rimbalzarsi la palla di questi clandestini, giocando a chi meno voleva saperne di accoglierli). Non sono d'accordo con Grillo quando dice che negli altri Stati sta andando su la destra xenofoba per colpa nostra che abbiamo sempre accolto tutti. L'Europa, come tutto il mondo capitalista, è in profonda crisi. Quando uno Stato si sente franare la terra sotto i piedi... chiude tutte le porte. E' una reazione psicologica “umana”, ma è sbagliata. Quando qualcosa non va non ti resta che aprirti (ogni sistema chiuso su sé stesso prima o poi muore, Entropia). La soluzione ai tuoi problemi può arrivare proprio dalla persona che accogli. E poi ricordiamoci anche un'altra cosa: queste persone stanno venendo a prendersi qualcosa di quello che noi gli abbiamo “scippato”. Lo so che può essere bollato come il solito “discorso demagogico”, ma volenti o nolenti è la realtà delle cose. Dico di più: dovremmo ringraziare che vengono in pace, e a testa bassa. Avrebbero tutto il diritto di venire incazzati, e con le armi in mano. Certo, potreste rispondermi che oggi non c'è il lavoro nemmeno per noi... Che siamo in una crisi economica pazzesca, che non girano soldi, eccetera eccetera... Ed avreste ragione. Loro, però, non lo sanno. Loro vengono a prendersi soltanto qualcosa che gli spetta di diritto (ed è, tra l'altro, soltanto una piccola parte di tutto quello che gli spetterebbe). Il fatto che il Capitalismo si stia rivelando “una grande truffa” (perchè alla fin fine c'è sempre qualcuno più in alto di te che te lo vuole mettere in quel posto), è un problema nostro... Non loro. C'è da rivedere tutto il Sistema, amici miei, perchè c'è più di un qualcosa che non va. L'altra svolta epocale che è avvenuta quest'anno è, come dicevo all'inizio, il disastro di Fukushima. 25 anni esatti dopo Chernobyl. Un altro bel caso, eh? Sembra quasi fatto apposta. Scoppia la centrale in Giappone, e immediatamente tutti scoprono che il nucleare non è sicuro. Posso dirvi che è un po' demenziale? Non sopporto il genere umano quando scopre le cose soltanto dopo essersi bruciato. Lo trovo un comportamento terribilmente primitivo: che diamine sono serviti tutti questi anni di (presunta) evoluzione se stiamo ancora a 'sto livello? Il nucleare non è, e non potrà mai, essere completamente sicuro. In Giappone abbiamo visto lo stesso meccanismo che vi ho descritto prima: l'Uomo crede di poter sempre dominare e controllare tutto, ma “qualcosina” prima o poi scappa. La centrale di Fukushima era stata progettata fino ad un certo livello di sisma. La Natura però, fottendosene altamente dei progetti umani, scatena un terremoto un pelo più forte del solito... Ed è immediatamente il disastro! Quanto siamo arroganti, e presuntuosi. Ci crediamo i dominatori del Mondo. In realtà siamo solo dei piccoli animaletti che zampettano qua e là. Il Mondo ci può dominare come e quando vuole lui. Ce ne ha date, e continua, a darcene di prove. Ma noi niente, avanti. Imperterriti. Certe energie della Natura sono troppo potenti, non riusciremo mai a dominarle fino in fondo. Io l'ho conosciuta, e vissuta, la paura del nucleare. Ve ne ho anche già parlato in qualche altro articolo. Fino a pochi anni fa vivevo in Monferrato, Piemonte. In Piemonte è successo, nel suo piccolo, un disastro nucleare (in questi mesi in tv ne stanno parlando molto. Quando successe, invece, nessuno dei media nazionali ne fece cenno). A Saluggia, provincia di Vercelli, c'è un deposito di scorie nucleari (l'85% di tutte le scorie nucleari italiane, solide e liquide) che dal 2003 – 2004 ad oggi perde liquido contaminato. Chi conosce quelle zone sa che sono ricche di acque, di confluenze fra vari fiumi. Sono state già alluvionate, e lo stesso Carlo Rubbia ha detto ha detto che se lì succede qualcosa è una catastrofe. Qualcosa, però, è già successo. Il liquido contaminato, come dicevo, è uscito per anni (e a quanto pare continua ad uscire). La paura che ho vissuto aveva come emblema il rubinetto di casa. Infatti, pur vivendo ad almeno una ventina di chilometri dalla zona del deposito, c'era il problema che il nostro Acquedotto aveva i suoi pozzi proprio li vicino. Ufficialmente l'acqua potabile non è mai stata contaminata. In alcuni pozzi di proprietà dell'Acquedotto, però, è stata rilevata presenza di sostanze radioattive (i responsabili hanno sempre ribattuto che l'acqua veniva pescata più a fondo). Non si sa bene cosa sia successo lì, e forse non si saprà mai (salvo monitorare l'aumento delle leucemie in quei territori da qui ai prossimi 30 anni). Certo è che ho provato cosa significhi avere il terrore di entrare in contatto con la radioattività, e di cosa significhi affermare che “il nucleare è sicuro”. Balle. Nessun nucleare potrà mai essere completamente sicuro. In Italia men che meno, visto che non siamo nemmeno capaci di tenere sotto controllo un “innocuo” deposito di scorie.


In conclusione: c'è un filo che lega l'Arabia al Giappone, un filo che lega due svolte epocali. Il filo dell'energia. In Arabia il petrolio, in Giappone il nucleare. Sullo sfondo il Capitalismo. Sono sempre più convinto che il pilastro di questo nostro sistema economico e sociale sia l'energia. Più della finanza, più del commercio, più delle banche... Più di tutto, ciò che tiene in piedi questo sistema è l'energia. L'energia è ciò che arriva ogni giorno dentro alle case di tutti i cittadini, ciò di cui nessuno può fare a meno. La singola persona è davvero “schiava” finchè c'è qualcuno che gli vende l'energia, finchè dipende da qualcun altro. Il Capitalismo vede come fumo negli occhi l'idea che i cittadini inizino a prodursi l'energia da soli, creando reti di interscambio. Sarebbe l'inizio della sua fine. Non è un caso, infatti, che il Governo abbia bloccato gli incentivi alle rinnovabili proprio mentre ha riproposto il nucleare (ora è evidente la furbata che stanno facendo per evitare il referendum. Siamo governati da una classe politica arrogante e sfacciata, che sputa ogni giorno sopra alla Democrazia espressa dai cittadini. Vergogna!). I signori del Dolore (come li chiama giustamente Vecchioni) se ne fregano dei morti che producono le loro stupide fonti energetiche, l'importante è tenere schiave le persone. Il più grande investimento che si possa fare al Mondo è la costruzione di una centrale nucleare... Credete davvero che ci rinuncino per quello che è successo a Fukushima? Non ci rinunceranno mai, costasse la morte di tutto il genere umano. La crisi in Giappone, e quella nei paesi arabi, sono il segnale che il Capitalismo non può controllare fino in fondo l'energia. C'è sempre da fare i conti con la Natura, e con il popolo. Sono anche il segnale che le fonti energetiche predilette dal Capitalismo viaggiano ormai al tramonto, come il Capitalismo stesso. Sono vecchie, insulse, e pericolose. La tecnologia ci sta offrendo la possibilità di uscire dalla schiavitù del sistema energetico. Forse si può partire proprio dal discorso energetico, per poter arrivare ad immaginare un nuovo modello di società. Una cosa è certa: bisogna dire basta alla maggior parte dei processi macroscopici che ci rendono schiavi ogni giorno. Non è immaginabile una Società dove l'uomo non sia in grado di prodursi da solo, e in piccolo, tutto ciò che gli è di fondamentale bisogno (l'energia, il cibo, e tutti gli altri beni di prima necessità. Tali beni non devono essere in mano alle multinazionali. Devono essere prodotte e vendute a livello locale... Altrimenti il sistema non regge). Tutto questo va, ovviamente, accompagnato anche da un'altra idea di fondo: la decrescita. Dobbiamo fermarci un momento, fare un passo indietro, ripensare ad ogni singolo elemento. Dobbiamo, a mio avviso, costruire una nuova Società basata fondamentalmente su due parole: equilibrio e condivisione. Equilibrio perchè è impensabile continuare a sostenere questo ritmo di consumi (e di conseguenti sprechi. Il Capitalismo è il sistema dello spreco: più tu sprechi, più io ti vendo). Condivisione perchè è impensabile fornire lo stesso bene a tutti (la nostra Società attuale non fa altro che invogliare continuamente all'egoismo, soltanto per poter vendere di più). Forse tutto questo sono soltanto utopie, ma una cosa è chiara: o le svolte le diamo noi, o arrivano da sole. Ciò che è successo in Giappone e in Arabia sono un segnale. Il segnale che non possiamo credere di non dover rendere conto mai. Alla Natura, e ai popoli che abbiamo usurpato, dovremo rendere conto prima o poi (più prima che poi). Ci siamo illusi di poter benissimo non passare mai dalla cassa a saldare il conto. Non è così. A questo punto le soluzioni sono soltanto due: o si trova un modo per uscirne tutti al meglio, o ci faremo molto molto male. A noi la scelta.



Anima Blu

Una colomba per i bambini di Fukushima...



In occasione del venticinquennale di Chernobyl molti si stanno ricordando (ed alcuni con opportunismo) dei cosiddetti "bambini di Chernobyl". Sarebbe immorale non ricordarsi anche dei "bambini di Fukushima", i quali, forse, avranno bisogno, paradossalmente, di un maggiore supporto, in quanto figli di un doppio abbandono: quello messo in atto dalla politica della minimizzazione nucleare e, ironia della sorte, quello della comunità mondiale che considera il Giappone una potenza economica in grado di assistere dovutamente i propri cittadini. E così il cerchio si chiude: la salute di questi bambini è data in saldo al silenzio colpevole della lobby nucleare e al disinteresse silenzioso di una cooperazione che valuta unicamente le possibilità di intervento con parametri umanitari/economici, senza considerare le già compromesse aspettative di vita, non solo di questa, ma anche delle future generazioni.
L’attenzione viene sempre più guidata (e giustamente!) verso la necessaria ricostruzione con l’obiettivo di riportare, quanto prima, una parvenza di normalità. E in questa doverosa normalità da assicurare, pian piano scemerà l’attenzione verso un nemico, insidioso come la mafia: la radioattività, infatti, non si sente, non si vede, non ha odore.
L’unica soluzione per non pagarne la responsabilità, e il giusto risarcimento morale e economico, sarà l’oblio; la soluzione cinica per definire “psicosi” il futuro diritto alla salute dei “bambini e della popolazione di Fukushima”, sarà la minimizzazione, se non la liquidazione, degli effetti del fall out. Già dall’11 marzo, i radionuclidi si stanno incorporando nei corpi di questi bambini, dei loro genitori, fratelli, nonni…E, il problema non si esaurirà fra 20 anni, come invece vogliono farci credere.
Bisogna, già fin da ora, intervenire con una costante informazione, suggerire le raccomandazioni alimentari e le indicazioni per una gestione consapevole del rischio radioattivo. Infatti, come nelle zone di Chernobyl, non saranno le competenze o il materiale a mancare, ma la volontà a diffondere con costanza e coerenza le informazioni e, soprattutto, l’attenzione e la ricerca fra le relazioni di causa ed effetto.
Bisogna intervenire quanto prima per evitare che il benessere sociale di una nuova ricostruzione e gli incentivi economici “una tantum”, distolgano l’attenzione da sepolture sempre più anticipate dalla contaminazione radioattiva, dall’attestarsi del saldo negativo nel tempo fra natalità e mortalità, dai difetti congeniti che esploderanno fra una generazione, dovuti alla trasmissione genetica degli effetti di incorporazione dei radionuclidi.
Nella patria della tecnologia, Fukushima è il clone perfetto di Chernobyl. È necessario che “il volontariato di Chernobyl” diventi anche “il volontariato di Fukushima”. È tempo di un nuovo impegno, di risorse ed anche di nuova esposizione personale. Bisogna dare strumenti per intervenire alle persone “di buona volontà”.


Massimo Bonfatti

lunedì 28 febbraio 2011

Domande esistenziali... (Parte 1)

Perchè esiste la sofferenza?

Bhè, questa è una di quelle domande da un milione di euro! E' una domanda a cui il genere umano non potrà mai dare una risposta completamente risolutiva. Con la Ragione, con la Logica, possiamo azzardare ipotesi (ed è importante continuare a farlo), ma è ovvio che rimangono soltanto ipotesi. C'è qualcosa che ci manca, ci sono dei passaggi fondamentali che ci sfuggono... Viviamo immersi in questa Realtà terrena, Realtà che conosciamo (grazie ai progressi scientifico - tecnologici), studiamo, comprendiamo... Tuttavia i processi iniziali, le "motivazioni" che hanno provocato la Realtà e noi stessi, non li conosceremo mai. Non ci sarà mai nessuna tecnologia o Scienza che potrà dirci con certezza perchè siamo su questa Terra, dove andremo a finire, eccetera eccetera. Diciamo che è un pò come leggere un bellissimo romanzo, scritto benissimo, dettagliato e particolareggiato, a cui però manca sia l'Inizio che la Fine. Ti girano un pò le scatole, eh? Ti rimane l'amarezza in bocca. Hai conosciuto una storia meravigliosa, una favola, ma non saprai mai quali sono le motivazioni da cui è partito tutto ciò che hai letto. E' un peccato, un vero peccato. Certo, certo... Poi c'è la Fede. La Fede prova a dare delle risposte risolutive, che io chiamerei "speranze". La Fede è ovvio, però, che contrasta totalmente con la Logica. Fede e Logica sono due binari che corrono, paralleli ma ben distaccati. Fede significa credere, significa fidarsi, significa accettare che ciò che ti vien detto sia vero a prescindere. Come sapete io sono agnostico: se devo scegliere fra Fede e Logica prediligo la seconda, senza però escludere che ciò che afferma la Fede possa anche essere vero. Attenzione, prediligere la Logica non significa essere materialisti, o rassegnati, o quant'altro! Anzi! Quando la Logica viene bagnata con la Spiritualità (da non confondere con Fede) si possono scoprire profondità e territori inesplorati, si può vivere "ad occhi aperti", si può VIVERE DAVVERO (l'unica vera diversità che esiste nel genere umano è tra chi VIVE e chi SOPRAVVIVE). Fatta questa premessa, veniamo alla domanda. Perchè esiste la Sofferenza? La mia risposta, ovviamente parziale, è che la Sofferenza esiste in quanto opposta alla Dolcezza. Il Dna della nostra Realtà terrena ed umana è costituito da tanti Elementi, opposti ma allo stesso tempo inscindibili fra loro (yin e yang, uomo e donna, Bene e Male, notte e giorno, Amore e Odio). Si potrebbe forse ipotizzare che siano, addirittura, due lati di uno stesso corpo. Il meccanismo della Vita funziona e va avanti soltanto perchè si basa sugli opposti, altrimenti non ci sarebbe nulla. Io, pur essendo agnostico, non sono un relativista. Anzi. Io dico che esiste un Bene ed esiste un Male, ben distinti e ben visibili entrambi. Qualunque caratteristica qualitativa giri intorno all'Uomo può essere posizionata o nel Bene o nel Male. E' ovvio che, esistendo Bene e Male, esistono anche Sofferenza e Dolcezza. Sono delle sub - categorie, diciamo. Il punto che ci sfugge è: cosa sono nella loro Essenza Bene e Male? Da dove nascono? Qual'è il loro scopo? Si potrebbe rispondere che è solo un caso, che in realtà non hanno una forma costituita... Oppure si potrebbe rispondere che il Bene l'ha creato Dio e il Male il Diavolo (a che scopo, poi? E' un pò troppo epica come versione quella del continuo duello fra Dio e il Demonio, non trovate?)... Non so voi, ma a me non mi convincono entrambe. Mi sfugge ancora qualcosa. Personalmente credo che questi opposti servano a stimolare l'Uomo e la Vita. La nostra Realtà non è piatta, è un continuo movimento. Se esistesse soltanto il Bene c'adagieremmo, e il nostro processo di crescita interiore s'arresterebbe. La Sofferenza è ciò che ci punzecchia. La Sofferenza è un pò come il frustino per i cavalli: stimola a correre. La Sofferenza non va mai ricercata, ma quando arriva va vissuta e "sfruttata". Il Dolore è un canale importantissimo per conoscerci, per viaggiare dentro noi stessi, per crescere e maturare. Ogni Dolore non vissuto è un'occasione sprecata... Facendo una battuta si potrebbe dire che la Vita è come il maiale: non va buttato nulla.

Come superare/vivere la separazione dalla persona amata?

La Morte è ciò che lascia senza parole. La Morte non ha spiegazioni. La Morte tira in campo, inevitabilmente, il discorso di una Vita successiva. In genere io sono una persona che ha sempre parole per tutto, perchè credo che ragionando si possono trovare vie d'uscita a qualunque situazione complicata. Le uniche situazioni in cui mi trovo davvero in imbarazzo, in cui ogni parola sembra fuori posto, è di fronte alla Morte. Quando qualcuno mi comunica che una persona a lui cara è scomparsa non so davvero cosa dirgli. Mi verrebbe da esprimergli tutto il mio Amore e tutta la mia Comprensione, ma è facile Amare e Comprendere quando il Dolore non ha toccato te. Siamo tutti bravi a dire: non sai quanto mi dispiace, lo rivedrai nell'Altra Vita, ti proteggerà da lassù. Mi metto nei panni dell'altra persona... Al suo posto, di fronte a frasi del genere, mi manderei volentieri a fare in culo. No, prediligo il silenzio. La mia vicinanza la dimostro in altre modalità, meno ipocrite e più rispettose. Io ho "perso" due sorelle. Il dolore per un lutto l'ho vissuto, e l'ho visto nelle facce di chi con me viveva quel lutto. Ho conosciuto persone che hanno avuto altri grossi lutti. Osservando ho fatto una piccola comparazione fra il lutto vissuto dalla mia famiglia, e quello vissuto da altri. La differenza che ho notato è che la mia famiglia di fronte alla Morte non fa finta di nulla, gli altri spesso si. La Morte è drastica. La Morte non chiede permesso. La Morte è un cambiamento forte, d'impatto, autoritario. Spesso succede che la gente, dopo un lutto, continua a fare esattamente quello che faceva prima. La gente tende a fare finta che non sia successo nulla... A fare finta che quella persona ci sia ancora... Tutto uguale, tutto come prima. E' un meccanismo naturale che scatta nella Mente, perchè il Dolore è troppo grande. E' un meccanismo deleterio, però. Non puoi fare finta che è tutto come prima, perchè è falso. Non è più come prima... Una persona non c'è più. Ad un cambiamento devi rispondere con un cambiamento. Nella mia famiglia dopo questi due grandi lutti ci sono stati due grandi cambiamenti. Il lutto non lo devi nascondere, non devi fare finta che non ci sia. Tu puoi anche fare finta di non vederlo, ma lui è li. E' dentro di te. Sembra fermo, immobile, ma invece lavora piano piano... Ti divora a poco a poco. Ti annichilisce lentamente, finchè un giorno ti svegli e ti accorgi di essere diventato un'altra persona. No, il dolore lo devi vivere, attraversare. Lo devi gridare. La rabbia è naturale, e deve sfogarsi anch'essa. Quel dolore deve diventare poi fecondo. Devi cambiare qualcosa di radicale nella tua Vita. Cambiare, però, non significa dimenticare. Vi faccio un esempio: nel 1998 è morta mia sorella Cecilia, a 18 anni, in un incidente stradale. Sono seguiti, ovviamente, momenti di grande dolore e forte rabbia. Dov'è stato il cambiamento? Il cambiamento è stato che la mia famiglia si è resa nuovamente disponibile ad adottare un bambino... Ed è arrivato Andrea. Attenzione, però: Andrea non ha sostituito Cecilia! Cecilia è sempre rimasta nei nostri Pensieri, per quella che era ed è. Non abbiamo proiettato su Andrea la figura di mia sorella, anzi. Ad Andrea abbiamo riversato tutto il nostro Amore (anche quello che gli avrebbe dato lei). L'Amore non cancella il Dolore, non fa dimenticare. L'Amore sprigiona tutto il Positivo che c'è in te, e ti da la forza per continuare. Questa "ricetta" vale per tutti, credenti e non. Anzi, per un credente ancora meglio. Se davvero chi muore non scompare, ma ci guarda da lassù, non può che essere felice di fronte ad una reazione del genere. Qualche mese fa ho pubblicato su questo blog una poesia: "Sono nella stanza accanto"... Ve la ricordate? E' una poesia chiaramente di stampo religioso, ma la trovo ugualmente meravigliosa. In quella poesia si rispecchia il modo di vivere il lutto che ha avuto la mia famiglia, e che forse dovrebbero avere tutti (anche se è ovvio quanto possa essere difficile!). Ve la ripropongo:

L’amore non svanisce mai.
La morte non è niente,
io sono solo andato nella stanza accanto.
Io sono io. Voi siete voi.
Ciò che ero per voi lo sono sempre.
Datemi il nome che mi avete sempre dato.
parlatemi come mi avete sempre parlato.
Non usate un tono diverso.
Non abbiate un’aria solenne o triste.
Continuate a ridere di ciò che ci faceva ridere insieme.
Sorridete, pensate a me, pregate per me.
Che il mio nome sia pronunciato in casa come lo è sempre stato,
senza alcuna enfasi, senza alcuna ombra di tristezza.
La vita ha il significato di sempre.
Il filo non si è spezzato.
Perché dovrei essere fuori dai vostri pensieri?
Semplicemente perché sono fuori dalla vostra vista?
Io non sono lontano, sono solo dall’altro lato del cammino.

Cari amici, tranquilli... Non sono impazzito! Non mi sono trasformato in Gigi Marzullo: "si faccia una domanda, e si dia una risposta"! Vi spiego: alcuni amici hanno deciso d'intraprendere un percorso di riflessione, di dialogo, di conoscenza profonda... Mi hanno proposto di farne parte, ed io ho accettato volentieri. Sono state scelte alcune "domande esistenziali", fondamentali (quelle proposte sopra sono solo alcune, le altre nelle prossime pubblicazioni), a cui rispondere. A me sono subito piaciute. Il senso della Vita sta anche nel domandarsi su queste questioni fondamentali, che magari non hanno nemmeno una risposta, ma che non si può fingere di non vedere. E' importante fermarsi e riflettere. E' importante essere persone COSCIENTI, persone che s'interrogano, persone che VIVONO ad occhi aperti. Come questi amici hanno esteso l'invito a me, io lo estendo a voi. Se anche a voi stuzzicano cominciate a rispondere alle domande contenute in questo articolo... Se vi fa piacere poi le pubblicheremo nel blog. Inviate a: animablu@associazionelaquilone.org. Un abbraccio, per intanto... Anima Blu

Forum sociale mondiale: diritto alla terra e fine della fame


foto di TREVOR LEIGHTON

di Alessandra Fava

La sovranità alimentare, la fine della fame e i diritti alla terra sono i temi centrali dell’undicesimo Forum sociale mondiale. Li ritrovi nei banchetti che vendono riso e miglio, tra le tende della via Campesina e delle sue versioni africane, come Roppa (la rete di 15 stati africani) e la recente rete delle reti Paffo e in tanti incontri organizzati da ong come la Rete africana per il diritto all’alimentazione. Il tema torna se ti fermi a parlare con i contadini, che coltivino cotone in Mali o riso in Casamance nel sud del Senegal, ti parlano di diritto alla terra, della necessità di aiuti per comprare gli strumenti di lavoro, degli espropri che strappano la gente letteralmente dalla loro terra. Fenomeno che si ripete in Mali, come la Mauritania e il Senegal.
Una rete di associazioni dell’Africa occidentale, Roppa, che riunisce grandi e piccole associazioni e comitati di 15 stati (Benin, Burkina Faso, Costa d’avorio, Gambia, Guinea Bissau e Guinea Conakry, Mali, Nigeria, Senegal, Liberia, Sierra Leone, Capo verde, Togo, Ghana e Niger) e in Senegal trova la sua espressione nel Cncr (il Consiglio nazionale di concertazione e cooperazione dei contadini), è particolarmente attiva nel diffondere il concetto di diritto alla terra, di sostenibilità e soprattutto del diritto alla coltivazione di piccoli appezzamenti contro la logica delle grandi estensioni agricole. ‘’Visto che si stima che la popolazione dei 15 stati che aderiscono a Roppa è di 250 milioni di persone e che i contadini sono l’80 per cento della popolazione, noi rappresentiamo almeno 150 milioni di persone’’, dice il presidente, Djibo Bagna, un nigeriano, sotto una delle tende più animate dell’accampamento del Forum sociale mondiale. Sotto la tenda, gente che va, gente che viene, un calendario di dibattiti e testimonianze, diversi incontri di ong per rafforzare i legami e diventare un soggetto politico sempre più forte.
Il Forum per le associazioni e le reti di contadini è un’occasione più unica che rara per costruire ulteriori ponti, alleanze, reti con popoli limitrofi, distanti magari qualche centinaia di chilometri, ma giorni di viaggio su strade malconce. Occasione unica perché centinaia di persone dal Ghana e dal Burkina Faso come dal Mali e dalla Mauritania, hanno percorso in carovana distanze considerevoli pur di arrivare all’appuntamento internazionale.

Sono state particolarmente toccanti le testimonianze di una tavola rotonda sulle espropriazioni in diversi paesi africani. Un contadino maliano ha raccontato di essere stato picchiato finché non ha lasciato la sua terra. Gliel’hanno confiscata con la scusa che non ne è proprietario e non ha un contratto d’affitto. ‘’Fanno sempre così – spiega un senegalese di Casamance, la regione agricola del sud del paese – anche da noi confiscano le terre per costruire un ospedale o un ufficio della posta. Arriva della gente del governo con tante carte e ti caccia. La maggior parte delle volte la suddivisione delle terre avviene a voce, per accordi tra noi contadini dello stesso villaggio. Invece ora basta non essere in posesso di un contratto scrittto e buttano tutti fuori, te, la tua casa, gli animali e la tua famiglia’’.

Il rischio è che dalla costruzione di un ufficio postale si passi alle confische di estensioni maggiori da dare alle grandi multinazionali dell’agricoltura, com’è successo nell’Africa orientale e in America latina. ‘’Il mito dell’agricoltura industriale non è ancora morto nonostante tanti fallimenti – dice il presidente d’onore di Roppa, il senegalese Mamadou Seissokho – Noi siamo convinti del contrario: per preservare il territorio, le sementi originarie di un paese, la cultura della terra, i contadini devono restare anche su piccoli appezzamenti. Bisogna preservare e proteggere un’agricoltura basata su piccole comunità e famiglie. Certo siamo scomodi, diciamo no agli ogm, all’industrializzazione e agli esperti calati dall’alto che siano americani o europei. Siamo convinti che i contadini abbiano le conoscenze sufficienti per gestire al meglio la loro terra. Bisognerebbe solo che i nostri governanti ci stessero un po’ più a sentire e allora si troverebbero anche mezzi e nuove tecnologie per migliorare le rese delle coltivazioni’’.
Produzione, alimentazione e autosufficienza sono davvero il tema fondamentale del Forum. Lo hanno scritto anche giovanissimi senegalesi, mauritani e maliani, stimolati a raccontare ‘’qual è la tua utopia?’’ in un corner promosso da cinque ragazzi europei. Tra le frasi lasciate su grandi cartelli si legge: ‘’la mia utopia è veder sparire la povertà, la miseria, la fame e le guerre in Africa’’. ‘’Tutti qui parlano di agricoltura perché dovremo affrontare i cambiamenti climatici, costruire uno sfruttamento sostenibile e soprattutto nutrire i nostri popoli – conclude Sessoukho - Finora dallo stato non abbiamo avuto nessun sostegno’’.
Se infatti il governo del presidente del Senegal Abdoulaye Wade si vanta di aver raggiunto l’autosufficienza alimentare per tutti i senegalesi (12 milioni di abitanti) col progetto Goana (battezzata pomposamente ‘’La grande offensiva agricola per il nutrimento e l’abbondanza’’), lanciata nell’aprile del 2008, e di aver distribuito nell’ambito dello stesso progetto 2 milioni e 630 mila tonnellate di sementi, a sentire quelli del Cncr, Goana è costato un fortuna (344 miliardi di franchi senegalesi pari a circa 520 milioni di euro) e non ha funzionato per niente. ‘’Il 40 per cento delle sementi non sono andate ai contadini, lo ha ammesso anche il presidente – dice il tesoriere nazionale di Roppa, la Federazione di organizzazioni contadine, Abdou Madji Badie, che arriva da Casamance nel sud del paese – La maggior parte delle partite di sementi sono finite ai commercianti, sono state vendute nei paesi limitrofi o addirittura sono finite in pentola, vale a dire che qualcuno se l’è letteralmente mangiate. Non c’è stata una concertazione sufficiente, il programma ha funzionato in minima parte. L’aspetto positivo è che il progetto almeno ha dimostrato che il governo è sensibile all’argomento. La speranza è che in futuro i nostri amministratori sappiano coinvolgere maggiormente le nostre organizzazioni visto che siamo una rete capillare che conta migliaia di associazioni e comitati di villaggio. Per questo il nostro slogan è ‘’per nutrire il Senegal investiamo nell’agricoltura familiare e appoggiamola. No all’agricoltura industriale. Mi sembra sufficientemente chiaro’’.
Una delle risposte per gli agricoltori resta intanto il commercio equosolidale, specie per chi produce beni non deperibili. La fondazione Fairtrade distribuisce al Forum un dossier nel quale denuncia il fatto che Stati uniti, Cina, India e Ue messi insieme hanno sborsato negli ultimi nove anni, da Doha a oggi, più di 41 miliardi di dollari in sovvenzioni ai loro produttori di cotone (31 solo Ue e Usa), facendo una concorrenza sleale a dieci milioni di piccoli produttori di cotone dell’Africa occidentale. ‘’L’unico mezzo per resistere sul mercato per noi è vendere il cotone al mercato solidale dove ci danno 270 franchi senegalesi al chilo (40 centesimi di euro) – spiega Demba Mballo 35 anni, un contadino che coltiva il cotone nella regione di Koldha, nel sud del Senegal – Sul mercato normale abbiamo subito delle crisi terribili come quella del 2007 quando da 195 franchi senegalesi al chilo siamo passati a 185. Adesso va un po’ meglio, siamo a 205 ma non è abbastanza per nutrire una famiglia. Se continua così finirà che le coltivazioni di cotone spariranno dall’Africa’’.

In effetti già ora la Cina, primo produttore al mondo, si prende una fetta del 32,5 della produzione globale, 34 per cento gli Usa, 18 per cento l’India. Demba ha due mogli e cinque figli e per sopravvivere nel suo villaggio, Seregnari nel dipartimento di Villegarà, coltiva anche miglio e riso. ‘’I contadini sono gli ultimi a guadagnarci qualcosa – esclama – basta pensare che mentre noi veniamo pagati una miseria, sul mercato delle fibre il valore del cotone è triplicato’’. Un contadino maliano, Moussa Doumbia, 45 anni, 9 figli, commenta che la vita si è fatta sempre più difficile: ‘’a volte non riesco a dormire. La situazione è insopportabile. Faccio tre tonnellate di cotone all’anno e riesco a racimolare solo un po’ più di 300 dollari. Il prezzo del cotone non basta agli agricoltori per sopravvivere e così coltivo anche arachidi, riso e cavoli per nutrire la mia famiglia e mi faccio aiutare anche da due fratelli emigrati in Costa d’Avorio e Spagna.’’. Per il Mali il cotone è un elemento fondamentale della tenuta economica: rappresenta il 40 per cento delle rendite agricole e dà lavoro a due milioni e mezzo di persone.
Per costruire una massa critica, le reti di associazioni contadine hanno capito che bisogna allargare la base. Così lo scorso ottobre è nata la rete delle reti africane, Paffo (Panafrican Farmers Forum): ‘’è una federazione panafricana che riunisce 5 reti regionali e nazionali dei contadini, compresa Roppa – spiega Giosuè Di Salvo, responsabile delle campagne d’informazione per Mani tese, al Forum di Dakar – in pratica i contadini africani si stanno organizzando dal basso, si uniscono in una logica panafricana per diventare un interlocutore forte nei confronti dell'Unione africana (Ua)’’.


lunedì 31 gennaio 2011

Moralità, Legalità e Realtà

Cari amici, benvenuti nel 2011! Com'è cominciato scoppiettante questo 2011, non è vero? Talmente scoppiettante che è scoppiato un puttanaio... Si, il puttanaio del nostro amato Presidente Berlusconi! Tutti sembra che hanno scoperto l'acqua calda: oh ma che scandalo, Berlusconi è un puttaniere! A parte che ce l'aveva già detto in primis sua moglie (e perchè non bisognasse credergli non l'ho mai capito!?), poi era uscita la D'Addario con tanto di registrazioni, adesso finalmente è scoppiato il casino, e che casino! Se uno non ci vuole credere nemmeno adesso, bhè, o è proprio scemo o è in malafede!? Io sarei curioso, ma davvero curioso, di andare a vedere in faccia uno per uno tutti quei cattolici che hanno votato per lui e chiedergli cosa ne pensano di tutto 'sto macello... Tutti a dire: la sinistra, la sinistra è contro la morale cristiana (aborto, divorzio, eutanasia etc)... E Silvio, Silvio invece? Silvio immagino che con i suoi comportamenti sia l'emblema dell'etica cattolica, non è vero? Si, con le orge di Villa Certosa, i giochini erotici, le prostitute minorenni, credo sia proprio l'esempio perfetto per sponsorizzare la causa del Vaticano. A parte la facile ironia che si può fare, credo che in tutta questa vicenda ci siano da distinguere tre elementi fondamentali (come dice il titolo di questo articolo): Moralità, Legalità, e Realtà. In questi giorni sento spesso confondere questi tre elementi nei dibattiti pubblici, sovvertendone spesso il grado d'importanza (e ciò credo sia molto sbagliato!). Incominciamo dal primo elemento, la Moralità. Allora, è più che evidente che ci sia un GROSSO - GROSSISSIMO problema di Moralità. Partiamo dal principio che il modo di vivere la sessualità che ha Berlusconi è certamente discutibile sotto molti punti di vista: il punto è capire dove stia il problema "oggettivo" (legalità), e non le molteplici difficoltà "soggettive" (moralità) che ognuno di noi può avere posto di fronte a questa situazione. I comportamenti di Berlusconi sono discutibili sotto un profilo di "morale religiosa", morale secondo cui certi tipi di comportamenti sono sbagliati e peccaminosi, a prescindere da tutto... Sono discutibili sotto un profilo di "morale civile", per cui pagare una donna per averci un rapporto sessuale non è il massimo dell'eleganza... Ed infine sono discutibili anche sotto un profilo di "morale paritaria" (chiamiamola così): l'idea che il nostro Premier ha delle donne certo può provocare grosse indignazioni. Ora, sono tre morali diverse per tre problemi diversi. Sono gravi? Si, certo, lo possono essere (e anche molto), ma soggettivamente. Personalmente credo che un Presidente del Consiglio possa anche divertirsi con il bunga - bunga o quello che gli pare a lui, se ciò non pregiudica il costituirsi di un reato. Credo che bisogna stare attenti a puntare tutto solo su questo aspetto (come nel dibattito pubblico si fa spesso), si rischia di cadere nel pruriginoso e nel gossip perdendo così di vista il VERO marcio della situazione. Inoltre si rischia di creare un facile alibi per chi sostiene che in questo modo si viola la privacy di Berlusconi, e anche per chi scommette tutto sul fatto che anche nel nostro privato ciascuno di noi abbia i suoi belli scheletri nell'armadio. Certo, un presidente del Consiglio che va a puttane non è un fantastico spot per la Nazione (infatti all'estero stiamo facendo quella che si suol dire "una colossale figura di m...a!?), ma il punto non è nemmeno questo: se Mister B. fosse un esemplare capo di Stato si potrebbe anche accettare questa sua "debolezza" (chiamiamola così), che tra l'altro non è reato. Il punto "moralistico", fra i tre elencati sopra, che trovo personalmente più grave è quello che ho definito "paritario": il modo di vedere di Berlusconi in merito al mondo delle donne. Perchè? Perchè da questo suo modo di vedere scaturiscono incarichi politici che, anche se non costituiscono reato, si avvicinano moltissimo ad un qualcosa che ha il sapore di vagamente "illegale". E' "moralmente illegale", inaccettabile al 1 000 per 1 000, che ci si ritrovi Mara Carfagna come Ministro del Paese o Nicole Minetti seduta fra gli scranni del Consiglio Regionale della Lombardia... E non è inaccettabile per il fatto che siano andate a letto o meno col Premier, è inaccettabile perchè è un'offesa all'Italia che vallette da quattro soldi, senza nessun tipo di cultura politica e totalmente prive di qualunque ideale sociale, siedano al posto di eccellenze femminili di cui il nostro Paese è pieno. Questo ci dovrebbe far davvero vergognare! Le donne ora scendono in piazza, giustamente, perchè si sentono offese da questo modo di vedere ma quando fu nominata la Carfagna come ministro non ricordo manifestazioni di protesta di massa... Quella nomina anomala non era già il segno evidente di un background di moralità illegale? Bisognava, allora come oggi, pretendere di sapere quali fossero i meriti di questa signora. Quando si parla di incarichi così importanti, come i Ministeri, dovrebbero essere giustificati pubblicamente i motivi per cui li si assegna ad una determinata persona. Fino a qui la parte morale. Poi c'è il discorso LEGALITA', il nocciolo della questione, il VERO motivo per cui bisognerebbe chiedere le dimissioni di Berlusconi (un motivo in più...). Certo, la Legalità parte da un discorso di Morale, ed è ovvio che sono strettamente collegate. La Moralità è la base della Legalità, ma stiamo parlando di una Moralità OGGETTIVA. Al contrario delle puttanate che raccontano il Caimano e i suoi, la verità è che i PM hanno puntato le orecchie sui telefoni di Arcore perchè di motivi penalmente rilevanti ce n'erano parecchi. Innanzitutto stavano indagando su un giro di escort di alto borgo. Quando metti le mani nell'illegalità, quando scopri un vaso di Pandora, ti accorgi che il malaffare ha mille ramificazioni (vedi mafia) e quindi il fatto che siano arrivati a personaggi poco raccomandabili che girano intorno al Premier è assolutamente plausibile (del resto son sempre le solite facce... Lele Mora, per esempio, non è nuovo a vicende giudiziarie!). Poi ad insospettire i magistrati è arrivata quella telefonata di Berlusconi la sera in cui fu fermata 'sta benedetta Ruby. Una cosa è certa: il nostro Premier è davvero poco furbo. A parte che a casa sua faceva entrare donne di ogni genere, senza nemmeno controllarle. Aveva già avuto l'esperienza con la D'Addario che aveva registrato tutto, e nonostante ciò continuava a non preoccuparsi... Emilio Fede pagò 10 000 euro ad una ragazza che aveva registrato materiale compromettente, emerge dalle intercettazioni... Un pò di furbizia, per diamine! Non abbastanza conscio della merda in cui si stava infilando (o forse proprio per quello!), telefona in Questura (venti volte e passa, in poche ore!) per interessarsi di una minorenne marocchina fermata per furto e la fa rilasciare sostenendo che è la nipote di Mubarak (che è egiziano... Ma vergognati, impara almeno la geografia... Ignorante!). Non solo, ancora più spassoso è il modo in cui il nostro Premier viene informato della situazione: viene informato da una prostituta brasiliana!? A parte la situazione desolante che emergeva da tutto ciò, era evidente ci fosse qualcosa che non quadrava, e quindi era altrettanto evidente che i magistrati pretendessero di capirne qualcosa in più. Ora, Berlusconi è proprio scemo se non si è reso conto che a fare una telefonata del genere era come se stesse dicendo: venite ad indagarmi, sono qui! Probabilmente si è talmente preso paura che Ruby, ragazza certamente poco affidabile, fosse in mano ai poliziotti (e potesse quindi spifferare un bel pò di cose sul suo conto) che ha perso la ragione e ha compiuto questo atto altamente auto-lesionistico. Eh si, perchè cosa fa Silvietto pazzo? Telefona in Questura, ed invita caldamente gli agenti (è chiaro che non li ha minacciati, ci mancava pure! Era il Presidente del Consiglio!) a non procedere secondo la normativa (ossia portare la ragazza in un Centro accoglienza, o tenerla li per la notte) ma ad affidare la minorenne a Nicole Minetti (che qualifiche avesse poi per occuparsene lei non è chiaro...), la quale appena uscita di li non se ne frega assolutamente più nulla e lascia Ruby in mano a una prostituta. A parte l'egoismo di Berlusconi che, pur di salvarsi il culo lui, continua a far del male a questa Ruby ributtandola in quell'ambiente malsano invece che lasciare che andasse in una Comunità (che gli avrebbe fatto sicuramente meglio!), vi domando: dove sta il marcio? Il marcio sta nell'idea che Berlusconi ha dello Stato e del suo essere Primo Ministro. Fa veramente ribrezzo il suo concepire l'Italia come uno Stato a proprio uso e consumo, fregandosene perfino dei rapporti diplomatici che il nostro Paese ha con gli altri Stati (perchè Mubarak, che adesso c'ha pure lui i suoi guai, poteva anche incazzarsi parecchio per le panzane del nostro Premier... o no?). Fa altrettanto ribrezzo il suo concepire l'essere Primo Ministro: si sente quasi una sorta di boss mafioso, che può fare le telefonate a persone che fanno un mestiere diverso dal suo intimandogli il da farsi. Fa ribrezzo il suo non concepire l'armonia di uno Stato che funziona grazie all'autonomia e alla libertà dei suoi elementi, elementi che non devono subire interferenza alcuna. MAI (vedi magistratura!). Questo fa veramente scandalo, veramente vergogna. Questo è il motivo per cui dovrebbe dimettersi, oltre al fatto che qualunque uomo di Stato di fronte ad un'indagine dovrebbe fare un passo indietro (come succede in tutti i Paesi democratici!). Infine c'è la Realtà, l'ultimo capitolo di questa storia. Gli atti di Berlusconi (da lui stesso ammessi) dimostrano, assieme a tutto quanto era già successo prima di questa indagine, che il quadro descritto sopra è la Realtà delle cose, e non una mia interpretazione personale. C'è la Realtà, e c'è chi capovolge e mistifica la Realtà. Questa volta, però, è dura per il Boss e i suoi scagnozzi. E' dura perchè ciò che emerge dalle indagini, oltre agli atti compiuti da Berlusconi stesso, disegnano un quadro difficile da smontare. Si arrampicano sugli specchi. E' dura anche perchè questa è un'indagine diversa rispetto a tutte le precedenti che lo avevano coinvolto. Questa è un'indagine che tutti possono capire. Gli altri reati erano un pò lontani, un pò distanti dalla gente. Reati finanziari, corruzione... Sono "delitti" che bisogna studiare, bisogna comprenderne le ramificazioni... La gente si annoia! Qui invece si parla di sesso, e quando si parla di sesso tutti addrizzano le orecchie! Poi il nocciolo della questione è semplice, non c'è molto da capire. Qui non ha molte cartucce da sparare il Premier, gli rimane solo la solita manfrina dei giudici comunisti che ce l'han con lui. Come dicevo prima, solo se uno è totalmente stupido o non vuole vedere può credere davvero alla favoletta che è tutta una montatura delle toghe rosse. Le intercettazioni parlano chiaro, come si fa a pensare che se le siano inventate i PM?? L'arma che Berlusconi e i suoi utilizzano è viscida, ma più che evidente. Non riesco davvero a comprendere quelle persone che credono alle balle che racconta il Pdl, è inconcepibile. Sembra quasi che siamo due razze diverse, con due cervelli che funzionano in modo diametralmente opposto. Io dico: se tutti noi abbiamo un cervello, ed è uguale per tutti, com'è che io (e molti altri) ci rendiamo conto di quanto sia "ridicola" la situazione e molti altri no? Qui non si tratta di convinzioni politiche soggettive, ma di Realtà oggettive (è sempre importantissimo, come dicevo prima, distinguere soggettività e oggettività... In qualsiasi campo!). Mi potreste rispondere che molti popolani che difendono a spada tratta Berlusconi in realtà comprendono benissimo le malefatte del loro Premier, e che anzi lo stimano proprio perchè riesce a cavarsela sempre... Perchè rappresenta al meglio quella "finta furbizia" tutta italiana. Sicuramente è vero, e ce ne sono tanti. Vi sono, però, alcune persone che credono sinceramente nell'innocenza e nella buona fede di questo pagliaccio. Sono, forse, menti troppo drogate dal bombardamento mediatico che è stato ed è ancora un pilastro forte (fortissimo) del successo del Cavaliere. Dicevo prima che le armi che usano il Boss e i suoi scagnozzi sono viscide, collaudate, compatte. Intanto se ci fate caso qualunque esponente del Governo parli in tv ripete lo stesso mantra. Ad ogni novità scrivono un nuovo mantra, che vanno a ripetere a mitraglia, senza nemmeno ascoltare le repliche perchè smonterebbero il mantra stesso. Il mantra che si sono inventati per questo fattaccio è che la Boccassini è comunista, che i Pm hanno messo sotto ascolto chiunque passasse da Arcore (balla colossale!) pur di trovare il reato, che la telefonata in Questura era per puro interesse verso le sorti di una maghrebina (ora, visto che la panzana non stava proprio in piedi, se ne sono inventati una peggiore, ossia che B. pensava davvero fosse nipote di Mubarak... Certo, come no, è stato pure informato da un'importantissima diplomatica... 'Na puttana brasiliana!? Ahahahah, ma per favore!), che il Premier non può nemmeno fare una festicciola in tranquillità a casa sua (poverino, sic!), e che lui ha dato tutti quei soldi alle escort perchè è un gran benefattore e regala denaro a chiunque ne abbia bisogno (in una puntata di Porta a Porta mi son pisciato addosso dalle risate: c'era la Gelmini, con quel suo sguardo da maestrina perfettina di 'sti cazzi, che si è sperticata in mezz'ora di elenco di tutte le opere benefiche che Berlusconi fa e non dice... Ne è uscita la descrizione di un uomo che può essere solamente beatificato!). L'opera che mettono in piedi, ad ogni puntata delle sue malefatte, è una sorta di arma di distrazione di massa (distrai il nemico, e vincerai!). Non rispondono mai nel merito delle questioni, liquidandole come false a prescindere, ed in più tentano sempre di spostare l'attenzione dalla luna al dito. Infatti, guarda caso, hanno ritirato fuori la storia della casa di Montecarlo. Lo scopo? Far vedere che anche gli avversari politici di Berlusconi, vedi Fini, hanno scheletri nell'armadio. La vicenda della casa di Montecarlo ha evidentemente qualcosa di vero (Fini che nel videomessaggio dice di non sapere se la casa è di suo cognato o meno è abbastanza imbarazzante... E' il fratello di tua moglie, per Dio! Come fai a non saperlo?), ma io mi domando: se il presidente della Camera dovesse dimettersi per questa vicenda, deprecabile certo ma non grave come altre vicende sul piatto, allora Berlusconi con tutto quello che ha sulle spalle cosa dovrebbe fare?? Si dovrebbe perlomeno impiccare! La Realtà è che tutto il Mondo ci prende in giro non tanto perchè il Premier non si dimette (lo conoscono dappertutto, sanno com'è), ma perchè gli italiani non fanno azioni clamorose per costringerlo a dimettersi. Non dico che bisognerebbe fare come stanno facendo nei Paesi arabi in questo periodo (un fenomeno sociale da seguire con attenzione!), ma nemmeno questo immobilismo da lumache secche. Non basta raccogliere firme, mio caro Bersani. Bisogna bloccare il Paese, le Istituzioni governative. Bisogna trovare metodi per far scoppiare una rivoluzione (pacifica) nel nostro Paese. Non si può più accettare un Presidente del Consiglio che invece di andare a difendersi in Tribunale continua a girare videomessaggi in cui può dire quello che vuole, senza alcun contradditorio. Non si può più accettare un Presidente del Consiglio che offende e getta fango su un Potere fondante della nostra Democrazia, la Magistratura, e che telefona in trasmissioni tv come fosse un maniaco sessuale offendendo tutto e tutti. Questa è la Realtà oggettiva, e deve andare oltre l'opinione politica personale di ciascuno di noi. Ci sono certe regole e certi limiti che nessuno può superare, chiunque sia al Governo. In conclusione, permettetemi di dire due parole sulla situazione personale di questo signore che ci governa. La Realtà che emerge dalle intercettazioni disegna l'immagine di un uomo profondamente infelice, solo, attorniato da persone che lo ossequiano solo per interessi personali. Posso dire che mi fa un pò pena? Davvero, lo affermo senza ironia. Il messaggio sociale che emerge da tutta questa vicenda è che la Vita e il Mondo inventati da Berlusconi (e non solo lui) sono finti, fasulli, vuoti. Tutti pensano che una Vita del genere sia favolosa, il massimo che si può desiderare. Ce l'hanno spacciato per anni come il Mondo dei balocchi. Si, lo so che può apparire un discorso molto retorico ma è la Realtà delle cose: quando un uomo di quei livelli è "costretto" a pagare una donna per avere un pò di "amore fasullo" significa che tutto intorno hai solo tantissimo vuoto. Probabilmente il nostro gradasso Cavaliere, così come appare in pubblico, nel privato è un uomo che preferisce pagare una donna per "non illudersi"... Quando sei a certi livelli hai sempre il sospetto che chi si avvicina a te lo faccia per un suo tornaconto personale... Allora meglio pagare per avere davanti agli occhi la situazione evidente, senza troppi giri di finta cortesia! Certo è che pubblicamente diversi l'hanno dipinto come un uomo profondamente solo ed infelice, e non l'ha fatto gente qualsiasi ma persone come Lele Mora e la stessa Ruby (che l'hanno frequentato molto, insomma). Dalle intercettazioni emerge un giro di persone che cercano di fregarlo in tutti i modi possibili ed immaginabili... Persino Emilio Fede (gli ha spillato soldi per Mora, e poi se ne è intascati una percentuale!)! La Realtà è questa, amici miei. La Realtà dei fatti. C'è bisogno più che mai di costruire una Realtà diversa, politica e sociale. C'è bisogno che Berlusconi se ne vada (anche se non credo che lo farà mai, fino a che la Lega lo appoggerà in Parlamento!), per il bene di tutti e forse anche per il suo. C'è bisogno, però, che insieme a Berlusconi se ne vada anche la finta felicità, i finti valori, i finti ideali che lui stesso si è inventato e che ancora oggi stringono forte ai fianchi la nostra povera Italia. Non basta a cambiare la Realtà il semplice fatto che se ne vada Berlusconi. Se ne deve andare anche il Berlusconi che è un pò dentro a tutti noi, altrimenti non serve a nulla. C'è da tirare via tutta l'erba marcia che ha infestato la nostra Terra, piantare semi e radici NUOVE e PULITE, bagnare e coltivare con Amore e Cura... Solo allora crescerà un bellissimo tappeto di erba fresca sul nostro Paese! C'è una Realtà migliore, oltre lo schifo che vediamo: tiriamola fuori! Anima Blu

lunedì 20 dicembre 2010

La deriva...




Cari amici, mi sarebbe piaciuto molto... Anzi moltissimo, aprire questo articolo con la gioia per la notizia della caduta del Governo Berlusconi! Che bello sarebbe stato poter festeggiare assieme a voi la caduta del Caimano! V'immaginate che fantastico Natale sarebbe stato quello che è in arrivo se l'avessimo passato con la certezza che Re Silvio era finalmente stato deposto? Una grande festa davvero! E invece no, purtroppo no... Mi tocca aprire questo articolo con l'amarezza per avere ancora Berlusconi al Governo della nostra povera Italia, e con la grande preoccupazione per gli scontri che sono avvenuti a Roma! Dunque... Berlusconi si è salvato... Si, salvato per modo di dire! Si è salvato grazie ai suoi soliti giochetti sporchi, il solito Cavaliere di nome ma non di fatto: che modo di combattere e vincere è quello di corrompere l'avversario? E' una vittoria barata, è come giocare a carte sapendo già cos'ha in mano l'altro... Bhà, forse sono stupido io che mi stupisco ancora di fronte alle nefandezze di quest'uomo! Non c'è limite al peggio! Ancora più vergognosi sono quei parlamentari che hanno deciso di "vendere" il loro voto in cambio di regali o favori (alla deriva più totale, come dice il titolo di questo articolo)! Vendere il proprio voto è il gradino più basso che un parlamentare può, a mio avviso, toccare... E' fango puro gettato sulla nostra democrazia, sulla Costituzione, su chi è morto per creare la Patria, sui cittadini che vanno a votare... E sopratutto è corruzione bella e buona, anzi "corruzione aggravata"! Spero che i magistrati indaghino a fondo, anche se come al solito non se ne caverà un ragno dal buco. Il nostro Paese ha raggiunto un livello tale di corruzione, in quasi tutti i settori della Vita pubblica, che la prima Legge (o Leggi) che un buon Governo dovrebbe fare sarebbe proprio quella anti-corruzione: dura, forte, mirata a contrastare questo reato ovunque esso si annidi senza morbidezza o tentennamento alcuno. Se questo Paese non inizia seriamente a strappare e punire l'erba marcia, non potremo mai aspettarci che l'erba pulita emerga: il Male soffocherà sempre il Bene, se non lo si sradica dalle fondamenta! Per quanto riguarda i parlamentari ci vorrebbe una bella Legge anti-ribaltone: chi viene eletto con un Partito non deve poter cambiare bandiera una volta in Parlamento! Non sei più in accordo con il tuo Partito? Bene, allora ti dimetti e vai a casa! Ora, comunque, sono proprio curioso di vedere come farà a governare Berlusconi con soli tre voti di vantaggio... L'unica cosa certa è che farà di tutto per restare avvinghiato alla poltrona, sa che se si dimette è la sua fine... Nonostante continui a fare il gradasso, e ad urlare ai quattro venti che le elezioni non lo spaventano, rifugge le urne come un indemoniato rifugge l'acqua benedetta. Dimettersi, e presentarsi di nuovo ai cittadini, sarebbe una chiara ed evidente sconfitta dopo la maggioranza che aveva ottenuto: non è così certo di vincere nuovamente, altrimenti a quest'ora staremmo già votando! E se non vince, ci sono i tribunali che lo aspettano... E' un rischio troppo grosso che non si sente di correre! C'è da giurare, quindi, che, spregiudicato com'è, farà l'impossibile per restare dove sta. Il problema è che è riuscito a stancare tutti, prima Casini e poi Fini (che, guarda caso, ora si sono uniti!). L'idea del Terzo Polo è un'idea di per se vincente, un'idea che potrebbe anche creare dei seri problemi a Mister B. Nessuna Destra europea ha le caratteristiche così "vergognosamente sporche" della pseudo-Destra che ha creato Silvio in Italia... Destra oggi significa essere fondamentalmente "moderati", e la politica berlusconiana tutto è tranne che moderata! Il Terzo Polo è una grossa novità per l'Italia, è un passo avanti verso gli altri Paesi europei. Certo, questo Terzo Polo ha al suo interno delle belle e grosse contraddizioni: la prima è che Casini e Fini sono due ex sostenitori del Presidente, e se oggi lui è così forte è anche grazie e sopratutto a loro che fino a poco tempo fa gli hanno permesso di fare tutto quello voleva! L'ho già scritto in qualche articolo fa: Berlusconi non ha perso la testa negli ultimi tempi, Berlusconi è vent'anni che sta in politica, vent'anni in cui ogni volta che va al Governo presenta le solite cose (leggi ad-personam, tagli alla cultura e al sociale, aiuti agli evasori, condoni etc etc)... Allora è lecito domandarsi: ma Fini e Casini, che ora s'indignano così tanto, in che Mondo vivevano fino a qualche anno fa? Questa grossa contraddizione, vera, è un'ottima arma in mano al Cavaliere per poterli dipingere agli occhi dell'opinione pubblica come dei traditori. La seconda contraddizione, evidente, del Terzo Polo è questa: Casini ha come riferimento un certo tipo di elettorato cattolico pro-life, Fini ha litigato con Berlusconi (fra le varie cose) anche per tutto ciò che riguarda i temi etici (fine vita, accanimento terapeutico, etc etc)... Domanda, come si metteranno insieme le due cose? D'accordo, dicono che condividono un'idea di politica economica comune ma se vanno al Governo non possono occuparsi soltanto di economia!? I temi etici sono un problema spinoso in Italia, urge di essere assolutamente affrontato. Che Alleanza è un gruppo di persone che hanno in comune un solo aspetto della vita politica del Paese? Per tutto il resto cosa facciamo? Ci tappiamo il naso pur di restare assieme? La Chiesa, come prevedibile, non vede di buon occhio quest'idea. E' un grosso limite del Terzo Polo questo. Se Fini fosse stato allineato a Casini sui cosiddetti "temi etici" allora avrebbe sfondato completamente, la Chiesa avrebbe sicuramente benedetto questa "sacra" Alleanza (una nuova Democrazia Cristiana, praticamente!), e il popolo cattolico conservatore avrebbe finalmente avuto un'ottima occasione per non votare più Berlusconi (i cui comportamenti privati mettono abbastanza in imbarazzo chiunque, specie se uno dice di credere in Dio!). Bah, staremo a vedere. Certo un Governo non può andare avanti con questi numeri, e l'idea che Casini subentri nell'esecutivo al posto di Fini mi sembra a dir poco fantasiosa (con tutto il casino che han fatto, Terzo Polo qua, Terzo Polo la, figurati se mò entrano nell'esecutivo!? Poi c'è da riconoscere che da quando ha rotto con Silvio, Pierferdy è sempre stato coerente con la linea che aveva annunciato!). Uno scenario possibile invece è che, viste le offerte che ci sono sul tavolo e vista anche l'incertezza generale in cui è avvolto questo Terzo Polo (per le contraddizioni di cui sopra), singoli parlamentari di FLI e UDC saltino il fosso e ritornino fra le braccia del Papi. E' l'unica strada da percorrere che resta a Berlusconi, altrimenti si deve dimettere. I suoi soldi e i suoi Poteri possono comperare i Parlamentari, ma se ciò non dovesse accadere resterebbero i numeri ad illustrare la cruda realtà, e almeno su quelli il Caimano non può far nulla. Amici, forse ci salverà la matematica! E la sinistra... La sinistra, in tutto questo, che fa? Il Partito Democratico è nel delirio più totale, avrebbe seriamente bisogno di una visita psicoanalitica. Continua a dire di volersi alleare con questo Terzo Polo, nonostante il Terzo Polo gliel'abbia detto in tutti i modi possibili ed immaginabili di non volerne sapere nulla. E' una scena impietosa, non si può guardare! Il PD, come già scrissi, pare uno di quegli uomini innamorati rompiballe che non si rassegnano al fatto che l'amata, il Terzo Polo in questo caso, non provi alcun genere di sentimento verso di lui. E' notizia proprio di questi giorni che Bersani, pur di arrivare all'obiettivo, sarebbe perfino disposto a sacrificare l'ottimo strumento delle Primarie (l'unica novità interessante che si erano inventati!) sull'altare della "Sacra Alleanza". L'idea di fare un'ammucchiata che vada da Fini a Vendola, senza nulla in comune se non l'obiettivo di battere Berlusconi, è francamente degna dei migliori vaneggiamenti di un qualsiasi pazzo. Gli uomini del Cavaliere ridacchiano e sfottono Bersani&Co per questa cosa, ed hanno obiettivamente ragione nel farlo. La Sinistra in generale, ed il PD in particolar modo, devono liberarsi dall'ossessione che hanno per Berlusconi: il massimo problema di una vera Sinistra non può essere solo quello di disfarsi del Cavaliere, per poi poter andare al Governo. Non è questo il punto, assolutamente. L'ho già detto e stradetto, la Sinistra deve tornare a fare e ad essere baluardo di quei Valori che nella Società stanno scomparendo del tutto... Deve ri-vestirsi di forti Ideali e di Valori non-negoziabili... Deve tornare ad essere la Voce del Popolo, per riportare il Popolo a credere nello Stato e nella Democrazia (io sono sempre convinto che la maggior parte degli Italiani siano di Sinistra, ma che non vadano più a votare perchè totalmente sfiduciati da questa politica e dalla sua classe dirigente!). O fa così, o la Sinistra non governerà mai più questo Paese. Non accadrà, ma nell'ipotesi in cui il Terzo Polo accettasse il PD nella coalizione... Bhè, il Pd scomparirebbe! Voglio dire che perderebbe tutto il suo elettorato! Nel Pd c'è una parte che spinge, per così dire, a Destra ed una che spinge, come ovvio, a Sinistra. La parte che spinge a Destra sono i cosidetti "cattolici" (gli ex Margherita, tipo Fioroni, e gente come Letta e Follini). Ma perchè non si levano dai coglioni? Perchè non se ne vanno loro nel Terzo Polo? Cacchio, ce n'è di scelta adesso... C'è l'Api di Rutelli, l'Udc di Casini (da cui fra l'altro Follini proviene), l'Mpa di Lombardo... Mi domando: Bersani sarebbe disposto a sacrificare tutto il suo elettorato per questi tre/quattro disgraziati?? Sarebbe davvero stupido se lo facesse sul serio. Ha ragione Dipietro quando dice che l'unica soluzione è creare un'Alleanza di partiti di Sinistra (ossia Pd, Italia dei Valori, Sinistra Ecologia e Libertà, e personalmente aggiungerei anche l'ex Rifondazione). Il modello dell'Unione di Prodi non era sbagliato (non a caso è stato l'unico modello che è riuscito a battere Berlusconi). Il problema è scegliersi bene gli Alleati, ed un programma firmato e condiviso da tutti... Tutto questo prima di presentarsi agli elettori, ovviamente! Lo sbaglio di Prodi fu d'imbarcare sulla barca anche gente come Mastella, che per chi ha buona memoria fu la vera figura che fece cadere Romano (e non i cosidetti partiti "radicali", come si vuol far credere!). La Sinistra, a mio avviso, avrebbe già dovuto dare il via a quest'Alleanza. Siamo in forte ritardo. A quest'ora dovevamo avere già il candidato premier, scelto grazie alle Primarie, e si dovrebbe star discutendo e pianificando il Progetto di Governo. Invece no. Siamo in alto mare, nel caos e nel delirio più totale. Alla deriva, anche qui. Dipietro e Vendola, a questo punto, dovrebbero prendere in mano la situazione e dare un aut-aut al Pd: o ti decidi, o arrivederci e grazie! Certo, sarebbe un passo azzardato ma, come dicevo prima, questa è l'unica via praticabile e sensata per Bersani&Co. Nel caso non lo facessero, tutti i voti confluirebbero su Idv e Sel e chiunque ci sarà. Poco ma sicuro. Vendola è lanciatissimo, e come già scrissi mi sembra al momento l'unico leader possibile per un'Alleanza di Sinistra. Sicuramente le Primarie, che bisogna assolutamente fare, lo darebbero per vincitore chiunque siano gli "sfidanti". L'unica cosa che contesto a Nichi è che, vista la situazione e visto il suo essersi ufficialmente candidato a leader della Sinistra, non può continuare a fare il Presidente della Regione Puglia. Ormai, com'è ovvio, è quasi sempre fuori da questa terra e questa terra ha assolutamente bisogno di una presenza forte e fissa sul territorio. Non sarebbe, tra l'altro, eticamente corretto tenere il piedi in due scarpe: se mi va male li, ho sempre la mia Puglia. Eh no. La scelta ormai l'ha fatta, e non sarebbe corretto e giusto nei confronti dei pugliesi che per ben due volte gli hanno dato fiducia. Se oggi è quello che è buon merito ce l'hanno i suoi cittadini. Certo, è un peccato perchè è stato confermato da poco tempo e il suo farsi da parte rischia di ridare la Puglia in mano agli "scagnozzi" di Fitto... Forse non avrebbe dovuto candidarsi, ma bisogna anche dire che l'ampia maggioranza che Berlusconi possedeva in Parlamento non dava alito a possibili crisi di Governo. Se la ragion di Stato prevale sulla ragion locale, com'è anche giusto che sia da un lato, non resta che trovare un degno successore e pregare!


Fino a qui la parte politica. Poi c'è, per così dire, la Vita vera. Il giorno della (s)fiducia a Berlusconi è successo, come ormai sappiamo tutti, il finimondo a Roma. E' stato abbastanza impressionante vedere Roma messa così a ferro e fuoco. Ha ricordato moltissimo Genova 2001, vertice mondiale. Sapete, cari amici, appena ho visto quelle immagini ho pensato: qui sicuramente l'han fatto apposta. Il giorno della sfiducia, un momento mediaticamente "tragico" per il Governo... Mettiamoci un pò d'infiltrati, facciamo scoppiare il casino, così poi possiamo dire: "vedete, cittadini, come sono i soliti comunisti? Vogliono il colpo di Stato, eccetera eccetera". Ero assolutamente convinto, insomma, che quello che è successo fosse assolutamente estraneo, non accettato, dagli studenti che manifestavano. Oggi non lo sono più così tanto, e questa cosa mi preoccupa moltissimo. Chiariamoci, qualche infiltrato/fomentatore ci sarà stato sicuramente (come anche alcuni video dimostrano)... L'impressione che ho, però, è che gli studenti accettassero e promuovessero quelle azioni violente (ed è indubbio che molti vi abbiano anche partecipato attivamente). Ho avvertito questa netta sensazione guardando Annozero giovedì scorso. C'erano alcuni studenti, che davanti alla domanda netta ed inequivocabile "voi condannate o meno quelle azioni violente?" non solo hanno chiaramente glissato, ma in certi passaggi hanno addirittura giustificato e "sposato" i metodi usati. Mi aspettavo non solo che condannassero senza se e senza ma, ma che se ne saltassero fuori con un: "chi ha compiuto quelle azioni è assolutamente estraneo al movimento studentesco". E invece no, non è successo. Questo è molto preoccupante. Dovrebbe obbligarci TUTTI a fermarci e riflettere. Gli studenti non condannano più la violenza, ma addirittura la sposano e l'abbracciano. Questo significa che siamo arrivati al livello più basso di dignità sociale del Paese. Quando scaturisce la violenza significa che il fondo del barattolo è sempre più vicino. Io condanno assolutamente e totalmente quella violenza. La violenza non è MAI giustificabile, per nessun motivo al Mondo. Quando si usa violenza si passa inevitabilmente dalla parte del torto, anche se si possono avere TUTTE (e proprio tutte) le Ragioni di questo Mondo. Aggiungo che non è giusto che ad oggi non ci sia nessuno in prigione per quello che è accaduto. Non so se siano o meno quei quaranta che avevano fermato e poi rilasciato, ma qualcuno con la responsabilità per quello che è accaduto dovrà pur esserci. Lo si trovi, e lo si assicuri alla Giustizia. Credo che questo sia il primo passaggio, obbligato, per intavolare qualunque altro tipo di discorso. Il secondo passaggio, che bisognerebbe sempre fare (ma che raramente si fa) di fronte ad un fenomeno sociale è: perchè è accaduto? La violenza dei ragazzi non è in alcun modo accettabile, ma è assolutamente capibile. E' capibile, perchè i giovani non hanno più un futuro in questo Paese (e nella società occidentale, in genere). Qualcuno gli ha ammazzato il futuro, e quando uno non ha più futuro impazzisce. E' ovvio, è normale che accada questo. I genitori hanno ammazzato il futuro dei propri figli. Come si fa a vivere in una Società dove lo schema comune è: avere un lavoro, comprarsi una casa, sposarsi, e avere dei figli, se sai già di non poterle fare tutte queste cose? E' evidente che qualcosa non ha funzionato. E' evidente che il meccanismo si è inceppato. Questo meccanismo economico della continua crescita economica, del vivere per consumare/consumare per vivere, del valere solo se comperi e produci, ha retto per un bel pò... Si, c'è stata la rivoluzione industriale... Il progresso... Il benessere... Ha retto per tutti questi anni, d'accordo. Adesso, però, non funziona più. Rendiamocene conto. Non possiamo continuare a far finta di nulla, a dire "passerà", a sperare che si ricominci a crescere. E' proprio questa la parolina magica: crescita. Non si può crescere sempre, è contro-natura. Nella Vita si nasce, si cresce, e poi s'invecchia. Nella Società, allo stesso modo, non si può crescere sempre... Questa Società, invece, è basata proprio sul meccanismo che può continuare ad esistere solo se continua a vendere incessantemente (quindi a crescere). La Fiat, ad esempio, può continuare ad esistere solo se continua a vendere auto... Ma i cittadini, obiettivamente, non possono cambiare auto ogni sei mesi. O almeno non più. Ed ecco che il meccanismo s'inceppa. La Fiat, che non vende più auto come le vendeva 10-15 anni fa, per continuare a far quadrare i conti, "deve" chiedere sempre meno diritti ai lavoratori. Il punto è che non si tratta del sacrificio di una volta, ma di una corsa paradossalmente "all'indietro". Sempre meno diritti, per esistere ora. E domani? Ancora meno. E poi ancora, via di questo passo. E' un pò come un drogato che ogni giorno deve aumentarsi la dose, altrimenti sta male. La nostra Società è drogata... E' disposta a tutto pur d'iniettarsi sostanza, senza rendersi conto che quel gesto la uccide ogni giorno di più... Proprio come i drogati, insomma. Mi fanno incazzare, quindi, gli industriali, i politici, gli economisti truffaldini, che continuano ad invocare la "crescita". La "crescita" da noi è finita, chiaro? La crescita ora c'è in Cina, perchè la Cina ha cominciato da relativamente poco tempo la sua corsa al Capitalismo... Ma fra un pò di anni, non si sa quanto, staranno messi come noi oggi (o forse peggio!). Questo è il meccanismo chiave, dal mio punto di vista. Tutto il resto è una conseguenza a pioggia: il futuro dei giovani, l'ambiente, il razzismo, etc etc. E' chiaro che se non c'è più mercato, economia, sostanzialmente si potrebbe dire non c'è più Società (perchè economia e mercato sono i componenti fondamentali della nostra Società), non c'è nemmeno un futuro per le nuove generazioni. Siamo davvero arrivati al punto in cui la generazione dei padri non lascerà un Mondo migliore alla generazione dei figli. Un genitore spera sempre il meglio per il figlio, no? Lavora perchè il figlio abbia una buona Vita. Oggi, paradossalmente, i genitori che continuano a lavorare nella Società contribuiscono ogni giorno di più a distruggere il futuro dei propri figli. I giovani, a livello di percezione, l'hanno capita questa cosa... E, giustamente, si stanno incazzando come pazzi. Perchè dico a livello di percezione? Perchè reagiscono con la violenza. Se questa cosa l'avessero capita con la riflessione, lavorerebbero in modo differente. Mi piacerebbe rivolgermi ai miei compagni giovani, e dirgli: fermatevi a riflettere. Fermatevi, e ragionate. Ragionate su quali siano i motivi "reali", quelli che stanno in cima a tutto, per cui siete così GIUSTAMENTE incazzati. Fermatevi anche a riflettere su quali siano i comportamenti dannosi che fate voi: quelli quotidiani, che fate ogni giorno nella Società e che contribuiscono a distruggere il vs. Futuro, quelli di reazione-protesta, quelli di non-azione. La Rabbia è un sentimento umano, nobile, utile... E' un sentimento sterile, però, se resta soltanto buttato su una strada. Alla Rabbia deve corrispondere un'azione pratica di cambiamento, altrimenti non serve a nulla. Guardate cos'hanno fatto, grazie alla Rabbia feconda, Gandhi e i suoi... Martin Luther King... Il '68. La vostra Rabbia non può essere soltanto lanciare pietre ai poliziotti. Siete troppo intelligenti per fermarvi a questo. Avete davanti ai vostri occhi la prova provata che questa Società, organizzata in questo modo, non funziona più. Non distruggetela a sassate, ma mettetevi intorno ad un tavolo per studiarne una differente e possibile. Lo dovrebbero fare gli adulti, i politici, gli industriali, gli economisti, ma temo siano troppo ciechi e troppo "drogati" per farlo davvero. Allora fatelo voi, anzi facciamolo noi. Proviamo a costruire una Società diversa, basata su un equilibrio che possa reggere nel Tempo e non sulla crescita forsennata... Una Società diversa, dove il denaro sia strettamente collegato ad un qualcosa di pratico e materiale (insomma, non che con i soldi si fanno i soldi)... Una Società dove al centro non ci sia l'economia, ma l'Uomo con i suoi bisogni Primari. L'altro giorno riflettevo su questa cosa: tutti i problemi che l'Uomo deve risolvere ogni giorno (l'economia, la borsa, il Pil, i bilanci) sono solo delle sue "invenzioni". Voglio dire, sono tutti problemi "virtuali"... Non esistono, non sono per nulla legati alla Natura dell'Uomo. Viviamo in un Mondo problematico, che abbiamo creato noi. Sono tutte sovrastrutture, che se le togliessimo del tutto non cambierebbe nulla. I soldi, che sono il centro di tutti i problemi, in Natura non esistono. Ora, non dico che bisogna tornare nell'Età della pietra... Il punto, però, è che in questa Società i "bisogni fasulli" hanno preso tutta la scena... E i bisogni "primari" dell'Uomo? Scomparsi, si è fatto finta di non vederli per tutti questi anni. Cari compagni giovani, quello di cui abbiamo bisogno non sono le pietre. Sono i bisogni Primari, che devono essere ri-messi al centro di tutto. Bisogna partire da questa Società, per crearne una diversa. Si potrebbe dire che questi sono i soliti discorsi demagogici ed utopistici. Può essere, può darsi che chi lo dica abbia anche ragione... Ma in alternativa cosa c'è? In alternativa c'è solo la deriva. Siamo su una zattera piena di falle, una zattera che imbarca acqua da tutte le parti. Una zattera che non si sa quanto ancora reggerà, e sopratutto dove ci porterà. Questo è il senso del titolo di questo articolo: "la deriva" (già l'avevo accennato nell'articolo "L'arroganza dei Padroni"). La deriva su tutti i fronti, politica (con Berlusconi, anomalia tutta italiana), sociale, economica, mondiale. Bisogna assolutamente interrompere il flusso di questa zattera alla deriva, dal piccolo, dal basso. Costruendo un'alternativa possibile e duratura. Costruendo, non distruggendo.
Ah, dimenticavo... Nel bel mezzo di tutta questa deriva c'è anche lo scenario militare mondiale. Fra le due Coree non si respira certo una buon'aria, grazie anche agli Stati Uniti (ma Obama non doveva essere il Premio Nobel per la Pace? Mah...). Ce ne sono in giro tanti di pazzi, purtroppo. Pazzi che governano Paesi decisivi. L'ipotesi che a qualcuno di questi salti il grilletto dell'atomica non è poi così remota. Staremo a vedere, sperando nel meglio. Comunque sia... Buon Natale Italia, e buon Natale Mondo! Anima Blu

Voglio ricordare la dignità di mio padre operaio...



di Luca Mazzucco, Torino
http://domani.arcoiris.tv/author/luca-mazzucco/


Ero tornato da poche ore, l’ho visto, per la prima volta, era alto, bello, forte e odorava di olio e lamiera. Per anni l’ho visto alzarsi alle quattro del mattino, salire sulla sua bicicletta e scomparire nella nebbia di Torino, in direzione della Fabbrica.
L’ho visto addormentarsi sul divano, distrutto da ore di lavoro e alienato dalla produzione di migliaia di pezzi, tutti uguali, imposti dal cottimo. L’ho visto felice passare il proprio tempo libero con i figli e la moglie. L’ho visto soffrire, quando mi ha detto che il suo stipendio non gli permetteva di farmi frequentare l’università. L’ho visto umiliato, quando gli hanno offerto un aumento di 100 lire per ogni ora di lavoro. L’ho visto distrutto, quando a 53 anni, un manager della Fabbrica gli ha detto che era troppo vecchio per le loro esigenze.
Ho visto manager e industriali chiedere di alzare sempre più l’età lavorativa, ho visto economisti incitare alla globalizzazione del denaro, ma dimenticare la globalizzazione dei diritti, ho visto direttori di giornali affermare che gli operai non esistevano più, ho visto politici chiedere agli operai di fare sacrifici, per il bene del paese, ho visto sindacalisti dire che la modernità richiede di tornare indietro.
Ma mi è mancata l’aria, quando lunedì 26 luglio 2010, su La Stampa di Torino, ho letto l’editoriale del Professor. Mario Deaglio. Nell’esposizione del professore, i "diritti dei lavoratori" diventano "componenti non monetarie della retribuzione", la "difesa del posto di lavoro" doveva essere sostituita da una volatile "garanzia della continuità delle occasioni da lavoro", ma soprattutto il lavoratore, i cui salari erano ormai ridotti al minimo, non necessitava più del "tempo libero in cui spendere quei salari", ma doveva solo pensare a soddisfare le maggiori richieste della controparte (teoria ripetuta dal professor Mario Deaglio a Radio 24 tra le 17,30 e la 18,00 di Martedì 27 luglio 2010).
Pensare che un uomo di cultura, pur con tutte le argomentazioni di cui è capace, arrivi a sostenere che il tempo libero di un operaio non abbia alcun valore, perché non è correlato al denaro, mi ha tolto l’aria. Sono salito sull’auto costruita dagli operai della Mirafiori di Torino. Sono corso a casa dei miei genitori, l’ho visto per l’ennesima volta. Era curvo, la labirintite, causata da milioni di colpi di pressa, lo faceva barcollare, era debole a causa della cardiopatia, era mio padre, operaio al reparto presse, per 35 anni, in cui aveva sacrificato tutto, tranne il tempo libero con la sua famiglia, quello era gratis.
Odorava di dignità.