lunedì 17 settembre 2012

L'ennesima umiliazione personale, l'ennesimo "spreco all'italiana"...



Quella che desidero raccontarvi in questo articolo è l'ennesima, la più grave, disavventura capitatami con Trenitalia (viaggio spesso per lavoro, abitualmente con il treno). Quanto mi è accaduto pochi giorni fa, oltre che essere un fatto lesivo della mia dignità di persona e di cittadino, è sopratutto l'emblema dell'ennesimo “spreco all'italiana”. Ma andiamo con ordine. Martedì 4 settembre mi trovavo nella stazione di Piacenza (premetto che, attualmente, vivo a Lecce). Attendevo la coincidenza con il treno 9826 delle ore 19.41, che da Piacenza mi avrebbe portato ad Alessandria. Circa mezz'ora prima della partenza vengo a conoscenza del fatto che il treno in questione portava circa 150 minuti di ritardo, causa occupazione dei binari da parte di alcuni operai. Il ritardo era destinato ad aumentare con il passare delle ore (infatti, alla fine della sua corsa, il treno ha accumulato oltre 180 minuti di ritardo)... Iniziai seriamente a preoccuparmi: una volta giunto in Alessandria , infatti, il mio viaggio non sarebbe terminato lì... Dovevo prendere ancora altri mezzi per giungere nel luogo finale di destinazione: con un simile ritardo li avrei sicuramente persi! Inoltre, trovare un albergo attrezzato per disabili all'ultimo minuto è praticamente impossibile! Insomma, intravedevo delinearsi all'orizzonte la netta possibilità di dover passare la notte in stazione. Così, cercai d'informarmi sul fatto se avessi potuto per caso prendere qualche altro treno in direzione Alessandria. Per circa un'ora continuai a chiamare ininterrottamente la Sala Blu di Bologna (le Sale Blu sono gli uffici che coordinano il trasporto dei disabili sui treni. La stazione di Piacenza è sotto la “giurisdizione” della Sala Blu di Bologna), senza avere alcuna risposta. A quel punto avvisai anche altre Sale Blu, chiedendogli se potessero farmi gentilmente chiamare da Bologna. Nulla. Il silenzio più totale. Alle ore 20.00 circa arrivò sul primo binario il treno 20378, un regionale che 50 minuti dopo sarebbe partito proprio alla volta di Alessandria. Avvicinandomi ai convogli mi accorsi che il treno era perfettamente attrezzato per disabili, con tanto di “simbolino” gigantesco e aggancio per carrozzine (ho scattato foto per testimoniare quanto affermo). I signori addetti a salirmi sul treno, appartenenti ad una cooperativa locale, affermavano che su quel treno non mi avrebbero MAI caricato senza l'autorizzazione di Sala Blu Bologna (scherzando anche sul fatto che, a salirmi senza autorizzazione, rischiavano di finire in galera il giorno successivo). Iniziai ad innervosirmi: avevo davanti a me un treno perfettamente attrezzato, che andava proprio nella direzione giusta, e rischiavo di perderlo senza alcun motivo!? Oltretutto, mancava quasi un'ora alla partenza (senza contare che era già più di un'ora che chiamavo per ricevere aiuto). A quel punto minacciai di chiamare i Carabinieri: c'erano tutti gli estremi per una denuncia per discriminazione! Il macchinista e il capotreno (due splendide persone, che Dio li benedica!), fin da subito, mi rassicurarono sul fatto che io avrei preso quel treno... A tutti i costi, e con tutti i mezzi (avevano ben capito quale assurda fosse quella situazione)!! I signori della cooperativa, nonostante il parere favorevole del capotreno al fatto che io prendessi quel convoglio, continuavano a rifiutarsi categoricamente di farmi salire. Da questo punto in poi cominciò un triste teatrino, altamente lesivo della mia dignità di persona e di cittadino: telefonate, grida, concitazione... Tutto nel bel mezzo degli sguardi attoniti degli altri passeggeri! L'assurdità di questa situazione era che c'era un treno perfettamente attrezzato, un capotreno favorevole (oltretutto, affermava di volersi prendere lui la responsabilità di farmi salire... Anche se non capivo quale responsabilità ci fosse da prendersi, visto che il treno era perfettamente concepito per ospitare una carrozzina?), io favorevole (a quanto ne so, sono perfettamente in grado d'intendere e di volere), e nonostante tutto ciò non potevo salire!? Vi rendete conto? Nemmeno i carcerati vengono trattati in questo modo. Oltre a una denuncia per discriminazione, c'erano gli estremi anche per un tentato sequestro di persona. Sono in carrozzina, d'accordo, ma non per questo non posso essere libero di poter andare dove diamine voglio? Non ho mica ucciso nessuno!? La cooperativa continuava a rifiutarsi di svolgere il suo servizio, perchè Sala Blu Bologna continuava a negare l'autorizzazione. Sala Blu Torino (sotto la cui giurisdizione dipende la stazione di Alessandria), dopo aver parlato con il capotreno, diede senza problemi il suo assenso a svolgere l'operazione. Sala Blu Bologna, no. Ha continuato a negare, fino all'ultimo. Siamo partiti, senza avere avuto l'autorizzazione di Sala Blu Bologna. Si, perchè alla fine su quel treno ci sono salito... Grazie alla caparbietà e alla spina dorsale del capotreno e del suo macchinista. Il capotreno ha però dovuto firmare un foglio, postogli dai ragazzi della cooperativa come una sorta di “aut-aut”, in cui si assumeva la responsabilità di tutto. Gli stessi ragazzi della cooperativa, pignoli fino al midollo (dal loro punto di vista avevano anche ragione...), una volta avuta la firma del capotreno, si sono “scordati” di qualunque forma di sicurezza, e su quel treno mi hanno salito a PESO. I disabili, sui treni, vanno fatti salire solo ed esclusivamente attraverso l'utilizzo di un apposito carrello elevatore. Salire un disabile a peso, in quel modo, può essere molto pericoloso (essendo una manovra assolutamente vietata, può anche comportare provvedimenti disciplinari assai gravi). Evidentemente, però, a quel punto, non importava più qualunque minima regola di sicurezza.

Questa è la narrazione di quanto è accaduto. Poi ci sono i motivi da cui è scaturita tutta questa assurda situazione. Continuavo a non capacitarmi del perchè Sala Blu Bologna non avesse voluto autorizzare l'operazione, fino all'ultimo. Bastava che Bologna autorizzasse, e la cooperativa a quel punto avrebbe “obbedito”... Insomma, non sarebbe successo proprio nulla. Mi sembrava una cattiveria gratuita ed insensata. Una volta giunto a destinazione, e ragionando con calma, ho scoperto il motivo del perchè Bologna si rifiutasse. Premettendo che la Sala Blu emiliana è stata estremamente pignola (davanti ad un capotreno che si assume la responsabilità, e ad un treno che è fisicamente attrezzato, potevano benissimo autorizzare... Come ha fatto, del resto, la Sala Blu piemontese), dal loro punto di vista hanno avuto ragione. Perchè? Perchè il 20378, UFFICIALMENTE, risulta NON ATTREZZATO (e quindi, nella malaugurata ipotesi fosse capitato qualcosa, e qualcuno dall'alto fosse andato a chiedergli spiegazioni, sarebbe risultato che loro avevano dato l'assenso a far salire un disabile su un treno non idoneo). Ed ecco lo “spreco all'italiana”... Viaggiando spesso in treno mi ero già accorto di questa situazione, ma mai avevo sperimentato in prima persona gli effetti nefasti che può provocare. Se voi andate a controllare, vedrete che la maggior parte di treni locali (il 90%) risulta NON ATTREZZATO. In realtà, molti di essi girano con vetture perfettamente attrezzate (come nel caso capitato a me)... Vetture che però i disabili non potranno utilizzare mai, perchè dai sistemi computerizzati di Trenitalia non risultano presenti. Il motivo principale di questo spreco gravissimo mi risulta ignoto: azzardo l'ipotesi che, non potendo garantirle su ogni corsa, o dovendo spostarle da una corsa all'altra per motivi logistici, Trenitalia non si voglia prendere lo “sbattimento” di dover segnalare ogni giorno su quali corse siano presenti e su quali no... Mettendo che i treni locali sono tutti (o quasi) non attrezzati, si risolvono il problema senza troppe complicazioni. A parte che è assurdo che, ancora oggi, nel 2012, ci siano treni non attrezzati per disabili... Ma ancor più grave è che ci siano treni attrezzati che i disabili non possono prendere. Pretendo, innanzitutto, le scuse di Trenitalia per quanto mi è accaduto. Inoltre, chiedo che Trenitalia risponda sulla questione da me sollevata, e che trovi una modalità per risolverla. Si prendano la “fatica” di segnalare ogni volta TUTTI i treni locali attrezzati, oppure si organizzino per far sì che le vetture attrezzate vengano poste ogni volta sulle medesime corse (in modo che un disabile sappia con certezza e con verità quali treni può prendere e quali no). Uno spreco del genere è inaccettabile!? Prima di pensare ad opere faraoniche e inutili come la Tav, si pensasse a risolvere situazioni come queste (ne avrei molte altre da raccontarvi, in tanti anni di viaggi fatti sui treni). Sulla questione della Tav ci sono in ballo milioni di euro, su queste invece c'è in ballo la dignità e i diritti delle persone... C'è in ballo, sopratutto, la nostra amata Costituzione che, all'articolo 3, recita così:

“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale [cfr. XIV] e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso [cfr. artt. 29 c. 2, 37 c. 1, 48 c. 1, 51 c. 1], di razza, di lingua [cfr. art. 6], di religione [cfr. artt. 8, 19], di opinioni politiche [cfr. art. 22], di CONDIZIONI PERSONALI e sociali.

E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”

Un abbraccio,
Anima Blu

6 commenti:

Anonimo ha detto...

Ti sono vicno.
Un abbraccio.
Massimo

Anonimo ha detto...

Solo''noi''possiamo capire.Saluti Pierpaolo

Anonimo ha detto...

sono incredulo davanti a certe cose... è il 2012 e si leggono ancora episodi come questo. E' spreco di soldi e risorse. Spero ti rispondano e che vengano presi provvedimenti per il futuro. In bocca al lupo

P.S: : scusa ma "mi hanno salito.." e "I signori addetti a salirmi sul treno.." non si possono proprio vedere!

Anonimo ha detto...

la politica ferroviaria degli ultimi anni è stata quella dei tagli di posti di lavoro, anche di quelli addetti ai servizi per le persone disabili. I regolamenti impongono l'assistenza ai viaggiatori con handicap e avendo "tagliato" quel personale viene meno il servizio, quindi si chiude il vagone appositamente predisposto. Tieni conto che i ferrovieri sono passati da 200.000 unità a 80.0000 negli ultimi anni. Questo la dice lunga sui disservizi ai cittadini.

Anonimo ha detto...

Dici che ti aspetti le scuse da Trenitalia, ma hai scritto ufficialmente alla società per rappresentare il disservizio? Che ti hanno risposto? Credo che ci siano uffici appositi nelle stazioni e comunque è possibile inoltrare reclamo anche sul sito stesso delle ferrovie. Insomma sarebbe corretto dare spazio sul blog anche alle spiegazioni delle FS. O no?

Anima Blu ha detto...

Caro Anonimo (ultimo),
forse non l'hai visto, ma ho pubblicato la risposta che Rete Ferroviaria Italiana mi ha mandato. Eccola: http://animabluartista.blogspot.it/2012/09/la-risposta-di-rete-ferroviaria.html . Come avrai modo di leggere, però, è una risposta assolutamente parziale ed incompleta. Saluti.